Come le tetre fabbriche metallurgiche si sono trasformate in artisti contemporanei

 Fonte: RIA Novosti Articolo del 19/06/2017, di Anna Kočarova, tradotto da Simona Fonti.

MOSCA, 19 GIUNGO  — RIA NOVOSTI. 

Palazzoni ordinari e colorati graffiti sui muri. Negli ultimi dieci anni la città metallurgica di Vyksa nell’Oblast’ di Nižnij Novgorod è diventata il luogo in cui si tiene il festival dell’arte di strada “Art-Ovrag”. Dal 16 al 18 giugno ha avuto luogo la settima edizione del festival. Nel festival di quest’anno si è stabilito un record. Nella città è apparso il più grande dipinto murale del mondo: l’artista di strada Miša Most insieme all’associazione culturale “Atmosfera” ha dipinto un muro dell’edificio della fabbrica. Il gruppo di artisti, nel corso di sei mesi, ha creato questa gigantesca opera di street art: il murales occupa 10.000 m2. A volte la pioggia ha lavato via la pittura, ma i gli abitanti locali, secondo quanto sentito dire, una volta hanno persino “preso in prestito” i materiali necessari.  Ma tutto il lavoro è stato portato a termine e il murales, di fatto, è diventato uno fra le curiosità locali alla pari con la torre dell’architetto Šuchov che si trova sul territorio della fabbrica. Il record è stato ufficialmente stabilito e nella città progettano di creare una speciale piattaforma panoramica dalla quale sarà possibile ammirare il murales a distanza e nella sua interezza. 

Il festival “Art-Ovrag”, che si svolge su iniziativa e con il supporto dell’Associazione metallurgica della Società, è stato chiamato a trasformare la città.  La vecchia Vyska, fondata 260 anni fa, ad oggi è rimasta una città-fabbrica: qui ci sono tre fabbriche metallurgiche, attorno alle quali si concentra tutta la vita. Come anche la maggior parte dei residenti, il padre e il figlio Zacharovy, Dmitrij e Ivan, sono legati alle locali fabbriche metallurgiche. Dmitrij racconta di aver iniziato a lavorare nella fabbrica all’età di 21 anni e, in seguito, insieme al figlio ha fondato una piccola impresa privata per la produzione di imbarcazioni di alluminio e articoli in metallo. 

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Quest’anno hanno aiutato gli artisti contemporanei a costruire importanti opere per “Art-Ovrag”, cioè zattere. Tali opere d’arte devono essere utilizzate come trasporto acquatico e trasportare gli abitanti su e giù per l’enorme stagno di Vyska. Una cittadina di Vyska, Ekaterina Kuleva, insieme con l’artista Leonid Tiškovyj (premio nazionale “Innovacija-2017),  gli architetti dello studio Wowhaus e l’artista francese Jean-Philippe Poirée-Ville, ha progettato la zattera. Hanno selezionato il suo lavoro fra 54 domande presentate al concorso.

 “Per metà mese abbiamo lavorato su questo progetto ed eravamo in 7. Ci siamo impegnati con tutte le nostre forze e la nostra anima”, raccontano i Zacharovy. Avendo lavorato con il festival e avendo comunicato con gli artisti, Dmitrij e Ivan, secondo quanto hanno riferito loro stessi, hanno compreso il senso di queste opere d’arte e alla domanda se la città abbia o meno bisogno del festival, la loro risposta è stata identica: ”Questo rende diversa la nostra vita, fa gioire il nostro sguardo”, spiega Dmitrij. In città, ovviamente, si dice che al posto del festival sarebbe stato meglio costruire case, nuove scuole e ospedali. Ma in questo periodo il sindaco di Vyska Vladimir Kočetkov ha condiviso una statistica positiva: ad esempio le lezioni nella locale scuola d’arte sono diventate più popolari. Al momento alla scuola è stato concesso un nuovo edificio e quest’anno il numero degli studenti è salito a 200 persone. Kočetkov è convinto che la città debba svilupparsi in diverse direzioni e alle persone deve essere data la possibilità di non  lavorare solo nel campo metallurgico. 

 I tre giorni del festival sono stati paragonabili a uno tsunami: chiassose folle di artisti hanno messo in scena lo spettacolo direttamente nelle strade; nella piazza centrale si sono svolte le master class; nonostante la pioggia, le zattere traghettavano i passeggeri  e trasportavano chiunque lo desiderasse. In tre giorni Vyksa ha smesso di essere una piccola città di provincia: qualunque grande città le invidierebbe un tale festival. Nei piani dei curatori Julij Byčkobyj e Anton Kočurkin, ad esempio, vi è la creazione di una collezione di arte contemporanea per la società metallurgica. Sarà il primo caso in cui una fabbrica diventerà proprietaria di una raccolta di opere d’arte.

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Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com

Simona Fonti

Simona Fonti, 24 anni, studentessa UNINT del corso di laurea magistrale in traduzione e interpretazione. Membro di Russia in Translation dal 2015. simona.fonti09@gmail.com