Le sette migliori serie televisive della cinematografia sovietica

Fonte: Moiarussia.ru           Articolo di Natalja Bulgaeva      10/04/2017        

Traduzione di Chiara Pavan

I film, le storie che incarnano lo spirito di un’intera nazione, non costituiscono soltanto un patrimonio per la cinematografia, ma rappresentano la vita dei nostri antenati ritratta sullo schermo.

Forse alla generazione attuale la maggior parte dei soggetti del cinema sovietico potrebbe apparire banale e la recitazione poco credibile o inesperta… Ma è solo una prima impressione. Il cinema sovietico era “pulito”, allegro, un’arte socialmente rilevante. 

Da adolescente guardavo tantissimi drammi e commedie sovietiche, ma le pellicole più memorabili e veramente interessanti erano le serie di genere storico, un genere che ancora oggi riguardo volentieri.

Oggi vi racconto le migliori serie TV storiche della cinematografia sovietica: i più intriganti, entusiasmanti e interessanti capolavori storici dell’arte made in Urss.

Di seguito, secondo una mia personalissima opinione, le sette migliori serie televisive della cinematografia sovietica

№1 Sledstvie vedut ZnaToKi (Le Indagini di ZnaToKi – Le Indagini degli esperti)

Si tratta di un intero ciclo di telefilm polizieschi creato su iniziativa del Ministro degli Affari Interni sovietico, Nikolaj Šelkov. Secondo i critici, lo scopo di questo progetto voleva essere umanizzare l’immagine della polizia, nonché sensibilizzare la gente attraverso la prevenzione del crimine.

I principali “esperti” all’epoca erano l’investigatore Znamenskij, l’ispettore della polizia giudiziaria Tomin e l’esperto forense Kibrit. Per questo nel titolo della serie sono presenti le iniziali dei loro nomi: Znamenskij – «Zna», Tomin – «To», Kibrit – «Ki» (in russo il titolo ha un doppio significato, poiché znatoki significa “esperti”, NdT).

La parte principale della serie è composta da 22 episodi o casi investigati tra il 1971 e il 1989. Inoltre, tra il 2002 e il 2003 sono state girate altre due puntate dal titolo “Le indagini degli esperti. Dieci anni dopo”.

Questo film a suo tempo raggiunse una grande popolarità tra i telespettatori di tutta l’Unione Sovietica. Tuttavia, il picco della sua popolarità precipitò verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

È proprio nella serie degli “esperti” che fa la sua prima apparizione l’inno non ufficiale della milizia e della polizia, prima sovietica e poi russa. Dall’episodio 1 al 17 viene riprodotta la canzone di Mark Minkov con il testo di Anatolij Gorochov, “Nezrimyj boj” (Battaglia invisibile) (“Il nostro lavoro è rischioso e difficile…”).

№2 Semnadtsat’ mgnovenij vesny (Diciassette istanti di primavera)

Con tutta certezza si può affermare che questa è la pellicola più famosa entrata a far parte dei classici della cinematografia sovietica. “Semnadtsat’ mgnovenij vesny” è una serie TV amata da molte generazioni di persone in tutti i paesi ex-sovietici, nonostante sia stata girata nel 1973. Anche dopo dieci anni resta il miglior film della televisione sovietica.

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Il film è tratto dal celebre romanzo politico-poliziesco di Julian Semenov. Lo Standartenführer delle SS Stierlitz, che in realtà è l’agente sovietico Maksim Maksimovič Isaev, diventa per tutto il Paese un esempio dell’intelligence da prendere a modello.

Stierlitz capisce che il Terzo Reich è prossimo al crollo, tuttavia ha ancora diverse operazioni importanti da portare a termine. Nel corso degli anni di “prigionia”, la spia Isaev conduce una vita non soltanto doppia, ma multipla. Tra i suoi compiti vi è lo sviluppo di combinazioni complesse, che dovrebbero impedire ai tedeschi di stringere un’alleanza con Stati Uniti e Inghilterra.

Solo nei primi giorni di proiezione il film fu guardato da più di 80 milioni di cittadini sovietici, diventando così popolare da essere proiettato nuovamente tre mesi subito dopo la prima. La regista Tatjana Lioznova per molti anni continuò a ricevere montagne di lettere dagli spettatori entusiasti.

№3. Roždennaja revolutsej (Nata con la Rivoluzione)

Questa serie di produzione sovietica venne trasmessa nel 1974. Racconta la difficile lotta della polizia giudiziaria contro i rappresentanti del mondo criminale. E la cosa incredibile è che si basa su documenti e fatti realmente accaduti. La trama si svolge in Russia durante gli anni Venti del secolo scorso. Il paese è schiacciato dal collasso economico, dalla violenza e dall’illegalità…

Oggetto centrale del film è la carriera e il destino di un giovane, che assieme ai suoi collaboratori in un momento difficile della sua vita scriverà la storia della polizia giudiziaria dell’URSS.

La politica e il pensiero rivoluzionario pregnano letteralmente la trama di questo film. Il regista Gregorij Kohan ha dichiarato di aver offerto a suoi spettatori una realtà obiettiva, la storia. Si ritiene che “Nata con la rivoluzione” possa essere una serie molto d’aiuto per gli organi odierni di ordine pubblico, che si ritrovano a dover operare in questi termini per riuscire a garantire la tranquillità dei cittadini. Inoltre, dopo l’uscita del film, la polizia sovietica decise di rendere omaggio a Evgenij Žarikov, che ricopriva il ruolo di protagonista. 

Altro fatto curioso: Durante le riprese di “Nata con la rivoluzione” tra i principali attori, Evgenij  Žarikov e Natalja Gvozdikova nacque una storia d’amore durata una vita intera. Hanno vissuto insieme per 37 anni.

№4. Rossija molodaja (Giovane Russia)

In questa serie del 1982 si racconta del giovane zar Pietro I e del suo progetto di costruire un nuovo Paese. Una “finestra sull’Europa”, uomini coraggiosi combattenti per la gloria della Patria, sanguinose battaglie e la formazione della Marina Militare. Tutto questo non è solo che l’inizio della Russia di Pietro.

L’impronta lasciata da questo monarca ha dato una vera svolta alla storia della costituzione dello stato russo. I suoi successi, così come i suoi fallimenti, hanno creato malcontento tra i rappresentanti delle altre nazioni, che però non lo hanno fermato, tanto invidiabile era la sua dedizione.

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Nella serie Tv Rossija molodaja viene narrato un periodo molto difficile della storia, nel quale il destino delle persone è strettamente intrecciato con il destino dello Stato. Forse è proprio questo uno dei motivi che hanno contribuito a portare il paese di Pietro a un nuovo livello.

Curiosità: Il 10 giugno 2008 Il canale Rossija decise di tagliare sfacciatamente e senza spiegazioni uno dei pezzi più importanti del film: dalla nona puntata venne tagliato infatti un frammento dal titolo “Gosudareva doroga” (La via del sovrano), dedicato a un evento unico nella storia militare russa, ovvero il trasferimento su larga scala di navi da guerra via terra, attraverso boschi e paludi, verso il Mar Baltico. Questa eccezionale manovra militare (che i giovani praticamente non conoscono) ha definito la vittoria delle truppe russe durante la presa della fortezza di Nöteborg (Orešek).

Questo oltraggio ha causato molto dolore a tutti coloro che hanno partecipato alla creazione della pellicola. L’attore protagonista, Dimitrij Zolotuchin, artista emerito russo, vincitore del Premio di Stato della Federazione Russa, che ha interpretato Pietro I scrisse una lettera aperta rivolta al canale, dalla quale appariva chiaramente che invece di mostrare tutto l’episodio, si era preferito mostrare dei blocchi pubblicitari, molto più redditizi…

№5. Michajlo Lomonosov

La storia, costituita da 9 episodi, è ambientata nel XVIII secolo. Qui viene mostrato un periodo della storia russa riassunta tutta nella vita di un uomo. La trama infatti ruota attorno alla formazione della personalità dell’eccezionale nonché primo scienziato russo di fama mondiale, chimico e fisico Michailo Vasilevič Lomonosov.

La serie racconta un periodo della vita di Lomonosov: egli incontra sulla sua strada molti ostacoli che gli impediscono di diffondere le proprie idee alle masse, ma riesce comunque ad aiutare molte persone senza piegarsi  sotto il peso delle circostanze.

La pellicola inizia con la descrizione dell’infanzia del futuro scienziato, vissuta a Mišaninskaja, un villaggio nella provincia di Archangelgorod. Michailo Lomonosov è cresciuto circondato da contadini e pescatori, che svolgono con gran fatica i loro mestieri. Ma sulla sua strada il protagonista incontra un Vecchio Credente, che plasma in gran parte la sua visione della vita tale per cui, nonostante la mancanza di comprensione del padre, il giovane Michael viene mandato a studiare a Mosca. Il cammino verso la conoscenza è spinoso, ma il ragazzo, che più tardi diventerà un grande uomo di scienza, non si arrende…

A proposito, nella prima puntata della terza parte del film, dal titolo “Per la gloria della Patria”, lo spettatore viene a conoscenza di una certa lettera di Lomonosov, inviata al conte Šuvalov come dono. Questa lettera è stata pubblicata per la prima volta solo 110 anni più tardi, dopo essere stata a lungo occultata. In merito a questa lettera abbiamo scritto anche: Vietato stampare la lettera di Michailo Lomonosov

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№6. Mesto vstreči izmenit’ nel’zja (Il punto d’incontro non si può cambiare)

Omicidi, agguati, inseguimenti e sparatorie nella Mosca del dopoguerra. Gli agenti della polizia giudiziaria di Mosca contro la misteriosa e inafferrabile banda del “Gatto nero”. Per inciso, il film attinge a casi criminali realmente accaduti.

La mini-serie è tratta dal romanzo dei fratelli Arkadij e Georgij Vajner Era miloserdija (L’era della misericordia). È interessante notare che il film era stato originariamente denominato come il libro, ma dal momento che ai funzionari della cinematografia sovietica il termine “misericordia” non piaceva affatto in quanto considerato “non sovietico” (“misericordia è una parola pretesca”), il nome è stato cambiato.

L’opera costituisce inoltre una delle migliori performance di Vladimir Vysotskij, per la quale vinse postumo nel 1987 il premio nazionale sovietico per il ruolo del capitano Žeglov e per le canzoni scritte per l’opera.

№7. Teni isčezajut v polden’ (Le ombre si allontanano a mezzogiorno)

Teni isčezajut v polden’ è tratto dal romanzo di Anatolij Ivanov degli anni 1970-1971 ed è stato prodotto da Mosfil’m.

La storia del piccolo villaggio di Zelenyj Dol, sperduto nel deserto della taiga, è diventata la rappresentazione del destino di un paese immenso.

Davanti allo spettatore scorre tutta la vita del popolo: dalla sconfitta dell’Armata Bianca di Kolčak ai primi solchi di trattore nei campi dei kolchoz, dalle prime elezioni del Consiglio Supremo ai cordoni degli abitanti sul fronte durante la Grande Guerra Patriottica, dallo straordinario lavoro dietro le quinte delle mani femminili al Giorno della Vittoria, fino al primo grano del dopoguerra.

È importante notare che i registi di “Teni isčezajut v polden’ “, Krasnopol’skij e Uskov, hanno girato anche una serie di 19 episodi dal titolo “Večnyj zov” (L’eterna chiamata), che da questa classifica purtroppo è stata immeritatamente esclusa. Lo consiglio vivamente!

E ancora, ricordiamo il geniale Guerra e Pace di Sergej Bondarčuk, la produzione di maggior successo nella storia del genere romanzo-epico, visto e rivisto ormai anche dalle generazioni successive.

I capolavori del cinema sovietico menzionati sopra non rappresentano solamente un patrimonio di conoscenza, ma anche i successi creativi di molte generazioni. L’abilità, l’esperienza, le emozioni… Tutto questo è stato trasmesso dettagliatamente ai discendenti in forma di un “documento” nella forma più facile e accessibile a tutti: il film.

Buona visione!

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.

Chiara Pavan

Nata a Lecco, classe 1991. Laureata in Traduzione specialistica, traduco per il tedesco e il russo. I viaggi, il cinema e la cucina sono tra le mie più grandi passioni.