Vyborg: come ritrovarsi nel Medioevo senza macchina del tempo

Fonte: moiarussia; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Svetlana Šuraeva

Per immergersi in un’atmosfera medievale, girovagare per vicoli angusti, sui lastricati, per godersi l’antica architettura europea, ammirare le case accoglienti e riempire l’album fotografico di scatti con luoghi di un’epoca passata, non è obbligatorio addentrarsi in un libro di storia o utilizzare una macchina del tempo. Basterà recarsi in un posto stupendo, la città di Vyborg, nell’oblast’ di Leningrado.

Non è possibile dimenticarsene e non ci si può non innamorarsene. È il luogo dove sono confluite la cultura e le usanze di tre stati come Svezia, Finlandia e Russia.

L’antico castello e la piazza del commercio, i negozietti di souvenir, le botteghe dei vetrai e dei vasai, le placide viuzze tortuose, i monumenti, i paesaggi, i musei e i parchi compongono un angolo dell’irripetibile e fiabesca Europa medievale, nelle terre settentrionali dello stato russo.

La fortezza di Vyborg

Vyborg è una delle più piccole città della Russia, ma il suo biglietto da visita e la sua principale meta turistica è la fortezza di Vyborg, unico castello di stile europeo in terra russa. È situato nel centro storico della città. 

Riscuote grande interesse la torre di Sant’Olaf, l’edificio più alto della fortezza di Vyborg. Stando ad alcune fonti, la torre raggiunge l’altezza di circa 48 metri. Mentre lo spessore delle mura tocca i 4 metri. La torre prende il nome in onore del leggendario sovrano norvegese Sant’Olaf, che consolidò il cristianesimo in Scandinavia. Dopo la sua morte fu canonizzato.

Sant’Olaf (995-1030) è uno dei santi cristiani più onorati in Scandinavia. Era venerato anche nella Rus’ fino allo Scisma nella Chiesa cristiana tra la parte romana-cattolica e quella ortodossa nel 1054.  

In Russia sono consacrate nel nome di Sant’Oleg delle chiese a Novgorod (dove visse per alcuni anni) e a Staraja Ladoga, dove fu di passaggio e venne ospitato dal governatore Ragnvald Ulfsson, parente della sua ex promessa sposa Ingegerd, seconda moglie di Jaroslav il Saggio.      

Sant’Olaf fu patrono dell’episcopato dello svedese Petros Olaf: nel 1293 accompagnò l’esercito svedese che andava a fondare Vyborg.

Oggi sulla torre è stata costruita una terrazza panoramica. Per arrivare in cima bisogna salire in tutto 239 gradini. Dalla terrazza panoramica la vista dei dintorni e della stessa Vyborg è incantevole. Si dice che con un cielo sgombro da nubi si possa vedere la Finlandia, in particolare i boschi finlandesi che, situati a 25-30 chilometri di distanza, sono molto simili a quelli russi.

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La collocazione della fortezza è stata scelta in maniera lungimirante per ragioni belliche: avrebbe permesso di controllare il fiume in lungo e in largo. Lo stesso castello non è molto grande, ma è stato costruito così ad arte che per molti secoli è rimasto inaccessibile. Nel corso di tutta la sua storia nessuno è mai riuscito ad assaltarlo.

 

“Si avviarono gli svedesi nella terra dei pagani,

Dinanzi a loro si presentarono avversità, piaghe e sventura.

I pagani battevano, con tutte le loro forze,

Chi intralciava il loro cammino, Konung chiese di costruire una fortezza,

Affinché potessero guardare là dove i boschi stranieri si estendevano,

E dove finiva la Terra di Cristo”  

 

Scriveva così un autore sconosciuto nella Canzone di Eric riguardo la terza crociata cristiana degli svedesi, della quale il principale ispiratore fu il Papa di Roma. Egli chiamava i pagani careliani, le cui terre furono invase anche dagli svedesi. Lo scopo principale degli svedesi non era solo quello di convertire i pagani alla vera fede, ma anche di controllare il commercio nel territorio della Carelia.  

Le fortificazioni difensive primitive dei careliani non riuscirono ad evitare la disfatta. Al posto del punto d’avvistamento dei careliani incendiato, gli svedesi edificarono anche un castello. Lo denominarono Vyborg, che tradotto dallo scandinavo antico significa “santa fortezza”. Era trascorso in tutto un anno da quando era stata posata la prima pietra, quando gli abitanti di Novgorod, che consideravano di loro proprietà le terre della Carelia, intrapresero un’azione militare per riconquistarle. La campagna del 1294 ottenne scarsi risultati, come anche le successive. Vero è che si tentò di conquistare Vyborg più e più volte ancora.

Già nel 1495 lo zar Ivan III assediò la città con un esercito molto numeroso. A seguito del tremendo assalto, vennero distrutte due torri e nella terza si aprì un’enorme falla: ma non furono in grado di prendere d’assalto la torre. Il castello venne ricostruito ancora una volta.

Fino al diciottesimo secolo Vyborg appartenne agli svedesi. Sino ad allora la città era stata fortificata e ricostruita più di una volta: tuttavia il 3 giugno 1710 fu conquistata da Pietro il Grande. La popolazione svedese rimase anche dopo la presa della città da parte dei russi.  

La storia della città non proseguì in modo lineare. Nel 1918 Vyborg passò ai finlandesi, ma nel 1939-1940, a seguito della guerra russo-finlandese, vennero sconfitti nuovamente dall’esercito sovietico. Agli albori della Seconda Guerra Mondiale la città tornò di nuovo in mano ai finlandesi; solamente dal 1944 Vyborg divenne infine sovietica, e attualmente russa.   

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Oggi è qui attivo il museo statale “Castello di Vyborg”, dove qualunque visitatore può immedesimarsi in un cavaliere medievale e provare le armi dell’epoca. I bambini possono imparare a tessere un giaco, le bambine possono ricamare qualche ornamento medievale. Questo castello del Medioevo conduce tutt’oggi una vita a tutti gli effetti medievale.  

Il Parco di Mon Repos

 “Il mio riposo” è la traduzione letterale dal francese “mon repos”.

Una singolare riserva rocciosa adatta all’animo dei romantici e degli estimatori dei paesaggi. Sebbene non si possegga l’arte della parola, non conoscendo il giambo e il trocheo, si comincia volenti o nolenti a parlare la lingua della poesia. Ispirazione, incanto e trepidazione!

Quando Pietro il Grande conquistò la fortezza di Vyborg, i luoghi passarono nelle mani del comandante della fortezza Petr Stupišin: il secondo proprietario fu il governatore di Vyborg, principe di Württemberg, che chiamò il luogo “Mon Repos”. Ma il parco “Mon Repos” trovò il suo periodo più prospero con il terzo proprietario, Ludwig Heinrich von Nikolay, che insegnava logica all’erede al trono Pavel Petrovič: proprio nel parco si trovava il suo podere. Per alcune generazioni di Nikolay, questo podere fu la tenuta di famiglia. A fornire aiuto per la costruzione del podere fu il barone Giuseppe Martinelli, che per vent’anni aveva occupato la posizione di custode dell’Ermitage: diede una mano a Nikolay anche per la creazione del parco. Tra le altre cose Lüdwig Heinrich von Nikolay fu anche poeta: fu scritto da lui il poema “La tenuta di Mon Repos in Finlandia”.

L’unicità del parco consiste nel fatto che vi sia un caos ordinato. Dove si sia adoperata la natura e dove l’uomo, non è semplice da individuare. Giace, ad esempio, una pietra, e non si sa se stia lì da cento anni, o se l’abbiano messa di proposito e ci abbiano fatto crescere il muschio.

La Torre Circolare

La Piazza del Mercato di Vyborg è suggellata dalla Torre Circolare, soprannominata popolarmente “di Caterina la Grassa”, un altro simbolo di questa città antica. La sua denominazione dell’epoca si spiega con l’aspetto esteriore e con lo spessore delle mura, di circa due metri. Una parte della cinta muraria conserva tutt’oggi le sue caratteristiche difensive. Attualmente è qui collocato l’omonimo storico ristorante, che occupa la più ampia delle tre sale, quella Rinascimentale. Le pareti del ristorante sono decorate da disegni sui temi storici della città.

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Piazza del Vecchio Municipio

La piazza del Municipio, situata sul lungofiume, è il più bel luogo della città. La piazza è circondata da antichi edifici, dove dai due lati si innalzano le statue che simboleggiano l’industria e il commercio ittico. Le statue prendono proprio questi nomi e incarnano corpi femminili: al posto delle statue in precedenza v’era la porta d’ingresso alla città.  

La Piazza del Vecchio Municipio è molto piccola ma accogliente: gli edifici principali, che delineano la fisionomia della piazza, sono la casa di Vekrut e l’edificio del Municipio di Vyborg. Al centro della piazza si erge il monumento al maresciallo svedese Torgils Knutsson.

L’edificio dell’ex museo storico-etnografico di Vyborg non è il solo orgoglio di questa piazza. Anche le case dei mercanti danno particolare fascino alla città: tutto ciò, combinato insieme, consente di immergersi nell’atmosfera di un lontano passato. Spostarsi non solo nel tempo, ma anche nello spazio. Questa zona di Vyborg viene chiamata spesso “angolo di Europa antica”.

La Torre dell’Orologio

Bella, alta e tende verso il cielo… Un pezzo di vero Medioevo.

La sua storia iniziò alla fine del XV secolo. Nel 1600 comparve il meccanismo delle ore e dopo 150 anni anche l’orologio con il rintocco. Dopo l’incendio del 1793 Caterina la Grande donò una campana, il cui martello risuona ancora oggi per gli abitanti di Vyborg e i loro ospiti.

La collocazione, l’altezza e la struttura della torre hanno permesso di utilizzarla non solo come orologio: ha avuto la funzione di torre di guardia dei pompieri. Da quella vetta si apre un belvedere mozzafiato su una città fiabesca, Vyborg e il suo pittoresco golfo. Vyborg è una città in cui il tempo ha rallentato il proprio corso: un luogo dove le case moderne convivono in armonia con gli oggetti architettonici dell’antichità. Attualmente è una delle destinazioni turistiche più richieste, infatti, ogni anno il castello viene visitato da quasi mezzo milione di persone.     

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione

Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione