La dača per i russi

Il concetto di «dača» non ha una traduzione vera e propria nelle lingue occidentali. Nel dizionario delle parole straniere, i francesi definiscono «dača» «la casa di campagna russa che si trova in periferia». 

In Occidente ovviamente esiste il concetto di «casa di campagna», ma io non lo assocerei a quello di dača che, secondo me, è una particolarità tipica del popolo russo. Perché? Perché per noi la dača non è semplicemente una casa, non sono solo gli ettari di terra e il concime in cui sono svanite le nobili idee di salvare l’umanità dalla routine della vita di tutti i giorni, non è una via di fuga dal caos quotidiano e dai problemi sul posto di lavoro, né il desiderio di stare soli, ma un altro aspetto tipico della misteriosa e affascinante anima russa.

Prendiamo come esempio lo stile di vita che si conduce nella dača. Per i russi vivere nella dača significa coltivare l’orto e curare il giardino con grande passione, recuperando le energie e rigenerandosi. Gli occidentali non comprendono come sia possibile riposarsi lavorando, non siete d’accordo?

Le origini di questo fenomeno, unico nel suo genere, e di questa abilità tipica del popolo russo risalgono alla seconda metà del XIX secolo, quando le dače hanno riunito gli artisti in circoli nelle periferie delle grandi città, per esempio vicino Mosca, San Pietroburgo, Kazan’, Vladimir, Tula. Già all’inizio del ХХ secolo, in epoca sovietica, la dača aveva assorbito elementi di compartecipazione nei lavori di giardinaggio e di cooperative.

Tra i miei conoscenti è semplicemente impossibile trovare una persona che rifiuti un’amichevole chiacchierata intorno a un falò con l’acquolina in bocca per il profumo degli spiedini che lentamente si arrostiscono. Per non parlare dell’atmosfera che si crea quando si beve il tè nella dača! Il sapore del tè fatto con il samovar e con l’acqua del pozzo e il tepore di un plaid sulle ginocchia durante le fresche serate sono momenti indimenticabili.

E che meraviglia andare a pesca in riva a un lago o a un fiume la mattina seguente, essere soli in compagnia di se stessi in armonia con la natura… E l’orgoglio di non tornare a casa a mani vuote! Non fai in tempo a raccogliere velocemente le bacche dagli arbusti dell’orto che è già ora di pulire il pesce. Il profumo emanato dalla griglia farà accorrere i vicini in poco tempo! 

La dača per i russi

Che meraviglia la natura russa, il suo misterioso potere rigenerativo e la sua bellezza! Puoi passare ore ad ammirare la grazia dei fiori di campo e a sentire il loro profumo. Vai a raccogliere i funghi, ti fermi a riprendere fiato, volgi lo sguardo all’orizzonte e rimani estasiato: «Quanto è maledettamente bello vivere nella mia terra! Quando sono immerso nella natura perfino i pensieri diventano più limpidi e puliti e riesco a respirare a pieni polmoni! L’estate, la dača, la mia terra… Ti amo, mia cara Russia!

Amate la dača, amate la vita, amate il vostro paese e percepirete il senso della vostra vita, della sua integrità e armonia e questo vi renderà felici!

Fonte: Livejournal. Articolo di Vera Mysina. Traduzione di Carla Scanzani

Laurea in Lingue all’Università di Macerata, Master in lingua e filologia russa all’Università Statale di San Pietroburgo. Traduttrice, insegnante, viaggiatrice. Appassionata di lingua e cultura russa, della Russia e delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “Traduco per creare comunicazione e incoraggiare alla conoscenza e alla comprensione”.

Carla Scanzani

Laurea in Lingue all'Università di Macerata, Master in lingua e filologia russa all'Università Statale di San Pietroburgo. Traduttrice, insegnante, viaggiatrice. Appassionata di lingua e cultura russa, della Russia e delle Repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “Traduco per creare comunicazione e incoraggiare alla conoscenza e alla comprensione”.