Russiagate – perché due terzi degli americani considerano la Russia un paese nemico

Fonte: Pravda.ru 11/06

La società americana vive oggi in un clima di compressione emotiva vicina all’isteria e alla psicosi. Come si suol dire, per capire le malattie nella storia abbiamo bisogno non solo di uno psicologo, ma di uno psichiatra. Giudicate voi stessi. Un sondaggio tra gli americani, condotto alla fine di maggio 2017 dal canale televisivo Fox News, ha mostrato che il 64% considera la Russia un paese nemico.

Oltre il 70% degli intervistati ritiene che il presidente Donald Trump “veda la Russia come un alleato”. Il sottotesto di quest’ultima tesi è che Trump sia un agente russo. Pochi esprimono pubblicamente questo sospetto, ma tutti i canali che si aprono a ventaglio sull’attuale isteria anti-russa, tengono a mente questa tesi.
In questo consiste l’unicità della situazione attuale. Il 4 luglio 1776 gli Stati membri sancirono la Dichiarazione di Indipendenza, iniziando il contro alla rovescia verso il ruolo di stato indipendente e di superpotenza. Nei successivi 241 anni negli Stati Uniti si sono avvicendati 44 presidenti. L’attuale è il 45° capo della Casa Bianca. Mai nella storia americana si è visto un caso di un presidente democraticamente sospettato di lavorare per l’intelligence russa.

Attualmente Donald Trump evita gli eventi pubblici a cui sono presenti i giornalisti perché, non importa con quale leader straniero abbia avuto un inontro, i rappresentanti dei media gli rivolgono domande solo sullo stesso argomento. Ecco un esempio recente. Donald Trump ha tenuto a Washington una conferenza stampa congiunta con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Dopo i brevi interventi dei due presidenti i giornalisti di ogni paese sono stati invitati a fare due domande sul tema delle relazioni Usa-Turchia.
Invec le domande dei media statunitensi hanno fatto riferimento ad un tema completamente diverso. Ecco due delle domande: “Mr. Trump, non nega che i suoi consulenti hanno incontrato segretamente l’ambasciatore russo Kislyak a Washington?”, “Signor Presidente, non negherà che il suo ex-consigliere Flynn ha ricevuto dei pagamenti da parte russa?”.

Trump era in stato di shock ed ha rapidamente lasciato la conferenza stampa senza rispondere a nessuna di queste domande. Gli esperti ritengono che l’attuale isteria sui collegamenti con la Russia della squadra di Trump, che viene pompata dai principali media statunitensi e al Campidoglio, abbia già trasformato il 45° presidenta in una “anatra zoppa”, anche se questa metafora si applica alla Casa Bianca solo quando il presidente è negli ultimi mesi del proprio mandato prima di passare il timone al suo successore.

Russiagate

Picture 1 of 7

Leggi anche
Come siamo diventati radicali

Le ultime notizie dal Congresso sono molto deludenti per Trump. Al senato Senato si dipana lo scandalo sulla figura del Procuratore generale e Ministro della Giustizia Jeff Sessions , che parlerà in un’udienza a porte chiuse al Senato il 13 giugno. E questa settimana nel suo discorso davanti ai senatori, l’ex-capo del FBI James Comey ha buttato benzina sul fuoco, dicendo che Sessions ha segretamente incontrato tre volte l’ambasciatore russo Sergey Kislyak a Washington. “Questa informazione è basata in parte sulle intercettazioni di corrispondenza russe in cui si parla di questo incontro” – nota una delle fonti dei media americani informata sui fatti.

Ai primi di giugno la CNN ha riferito che il Congresso degli Stati Uniti avrebbe esaminato le informazioni sul possibile incontro tra Session e Kislyak dello scorso anno – durante la campagna presidenziale. Secondo la fonte del canale, l’incontro sarebbe avvenuto il 27 Aprile 2016 presso l’Hotel Mayflower a Washington, dove a quel tempo il candidato alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump è apparso con il suo primo importante discorso sulla politica estera.

L’assurdità della situazione è che ora ogni riunione della politica americana con un diplomatico russo potrebbe causare sospetti di un lavoro da parte dell’intelligence del paese “nemico”. Tale paranoia viene riscaldata da vari talk show che vanno in onda in prima serata su canali televisivi americani e che sono visti da milioni di americani. Quindi non è sorprendente che due terzi degli americani considerino la Russia un paese nemico.

Alcuni esperti ritengono che negli Stati Uniti stia rinascendo il maccartismo, un movimento nella società degli Stati Uniti degli anni 40-50 del secolo scorso, quando nel paese si verificò un’isteria anticomunista e centinaia di politici, operatori culturali e artisti vennero perseguitati perché sospettati di avere simpatie marxiste.
Come si può vedere, le autorità degli Stati Uniti hanno continuato a creare per decenni una realtà parallela per i propri cittadini creduloni e in questo universo alternativo, abbastanza duro e cinico, gestiscono la loro coscienza.