Voliamo a casa

Fonte Kommersant, 14/07/2017. Articolo di Andreij Zagorskij. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Perché gli emigrati russi vogliono lavorare in Russia

I lavoratori specializzati russi si sono affrettati a tornare  in patria dall’Europa. Alena Vladimirskaya, direttrice del progetto “Antischiavitù”, ha rivolto l’attenzione su questo fatto. Stando ai suoi dati, nell’ultimo mese il numero di coloro che desiderano trovare un lavoro in Russia è cresciuto di due volte. Si tratta di quelle persone che hanno vissuto in Europa non meno di cinque anni e che occupano una posizione dirigenziale media.

Nel numero di coloro che aspirano a tornare in patria ci sono i rappresentanti di un cerchio abbastanza ristretto di professioni, ha fatto notare Alena Vladimirskaya: “Tornano da Londra, Praga e Dublino persone che si occupavano di fondi privati per clienti russi. Arrivano specialisti nel campo della tecnologia dell’informazione (IT), non programmisti ma proprio persone che si occupavano di IT come infrastruttura. Torna una gran quantità di persone che in Europa si occupavano di attività di commercio estero con la Russia”.

Stando ai dati del Ministero degli Interni e del Ministero degli Esteri, nel 2016 150 mila russi sono tornati in Russia da paesi europei, dei quali 30 mila da Germania, Francia e Repubblica Ceca. Ma non tutti sono lavoratori specializzati con un’alta qualifica professionale. Circa un terzo torna in patria per motivi politici.

E’ ancora presto per parlare di una tendenza al ritorno di massa dei rappresentanti dei lavori specializzati d’élite. Questo fenomeno ha un carattere locale, ritiene il vicedirettore generale dell’Istituto per la globalizzazione e le dinamiche sociali Anna Očkina: “Si tratta di un segmento del mercato del lavoro abbastanza ristretto. E’ importante notare che una serie di posizioni è stata sopravvalutata. Lo stipendio per tali impieghi in Europa consente un livello di vita inferiore di quello in Russia”.

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I motivi che costringono i rappresentanti di alcune professioni a tornare non riguardano la Russia ma quei luoghi dove hanno vissuto e lavorato negli ultimi anni. Non è escluso che le persone abbiano cambiato modo di relazionarsi con i russi, crede Olga Vorobeva, esperta del Comitato per le iniziative civili: “Non si può dire che qualche settore in Russia sia diventato più attraente. In Europa sta succedendo qualcosa che spinge i russi a tornare. E’ possibile che lo stipendio si stia abbassando. Oppure che gli atteggiamenti antirussi si riflettano sulle possibilità di crescita professionale. Ma bisogna considerare questo aspetto per ultimo. E’ più probabile che sia per motivi economici”.

I dati del governo russo dicono che oggi un milione e mezzo di russi vive all’estero. Sono solo coloro che hanno un passaporto russo e che sono registrati nei consolati della Federazione. In realtà gli emigrati sono molti di più.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.