L’alcol deve sparire dai banchi dei supermercati

Fonte: Pravda.ru 20/07/2017, traduzione di Alessia Bianco

L’opinione dell’esperto

I russi hanno iniziato a fare uso di alcol in maniera visibilmente minore, riferisce l’ufficio stampa del Ministero della Sanità Pubblica. Nell’ultimo anno, quattro anni dopo il divieto di pubblicizzare bevande alcoliche attraverso i mezzi di comunicazione di massa, la quantità di bevande alcoliche consumate pro capite dalla popolazione è diminuita da 12,4 litri a 10,3 litri all’anno. La mortalità causata dall’intossicazione da alcol nel periodo preso in esame si è ridotta quasi del doppio: fino a 5,6 casi su 100.ooo persone, in confronto agli 11,4 casi in precedenza. All’inizio dell’estate si è inoltre comunicato che in Russia si è registrata una diminuzione della quantità di persone che fanno uso di alcol e che fumano. All’inizio di quest’anno si è riferito che il divieto operante sulla vendita di bevande alcoliche nelle ore notturne potrebbe estendersi: si propone di vietare la vendita di alcol dalle 21 alle 9. Recentemente è stato reso noto che il Ministero della Sanità Pubblica pensa di proporre il divieto di vendita di alcolici durante il fine settimana. La situazione generale riguardante l’uso di alcol nel paese sta cambiando positivamente già da qualche anno. Quali misure, oltre a quelle adottate a livello della legislazione federale, potrebbero contribuire alla formazione di una tale tendenza? Quali passi in questa stessa direzione ci possiamo aspettare dal governo nel prossimo futuro? “Pravda.ru” ha deciso di chiederlo al più noto tossicologo russo, Vladimir Brjun.

-Quali misure del governo hanno contribuito a un tale risultato?

Dunque, la quantità in generale diminuisce, particolarmente nelle grandi città, dove sono stati ben organizzati servizi di assistenza e dove si conduce un monitoraggio dei problemi di dipendenza delle persone. Quello che succede nelle zone rurali e nelle cittadine, sinceramente parlando, non lo conosciamo fino in fondo, il risultato è diverso. Ma il paese è grande, ci sono diverse regioni, si fa uso di alcol in maniera differente, dunque sono necessarie degli ulteriori studi comparativi tra le zone rurali e le città. Per quanto ne so io, fino ad ora, tali indagini non ci sono state.

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-Si può affermare che lo Stato riesce a tenere il problema sotto controllo?

Indubbiamente. In effetti, in generale lo Stato e il Ministero adottano un insieme di misure, mirando al problema. Molto di buono è stato già fatto: si sta sviluppando una grande campagna per uno stile di vita sano, una campagna sui danni dell’alcol. Ci sono speciali programmi per l’individuazione di coloro che fanno un uso scorretto di alcol; inoltre, a un livello basilare, negli istituti di medicina generale e nei gruppi di lavoro è già iniziato questo progetto, per non parlare poi dell’ambito scolastico. Qui si porta avanti un lavoro di prevenzione. Anche il mercato della produzione di alcol viene regolamentato in maniera più chiara e seria. Dunque, sono stati adottati provvedimenti seri. I numeri parlano già da soli: sia l’intossicazione da alcol sia la mortalità sono diminuite.

Penso che gli sforzi comuni di tutti gli enti, di tutte le organizzazioni pubbliche in materia di prevenzione sono anche essi molti. Ritengo che tutto questo nell’insieme abbia contribuito a un risultato positivo.

-Come si pensa di ampliare la campagna contro l’alcol?

Un’idea molto importante del Ministero, a mio avviso, è quella di eliminare l’alcol dai negozi di alimentari. In modo particolare dai piccoli negozi, collocati nelle zone abitate. Qui si vendono in maniera consistente tabacchi e alcol e questo non va bene. Le persone escono, bevono a dismisura, fumano davanti agli occhi della generazione più giovane. Io propongo che l’alcol debba essere venduto in dei grossi negozi specializzati. Questa tendenza esiste già. Stanno comparendo dei negozi di alcolici a se stanti. Bisogna proseguire in questo modo.

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La cosa più importante è questa: è necessario eliminare l’alcol dalle abitazioni, affinché non sia sotto gli occhi dei minorenni. Al di là di questo ci sono le persone cosiddette “indecise” che escono per il pane e insieme comprano anche una bottiglia. In generale c’è un insieme di motivazioni per le quali noi rivendichiamo questo punto di vista: l’alcol deve essere venduto solo in negozi specializzati.  

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.

Alessia Bianco

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.