Daša Sebastopolskaja, la coraggiosa orfana entrata nella storia della Russia

Fonte: Moiarussia

La gloriosa città di Sebastopolì è una città dal grande passato storico.

Le attrazioni di Sebastopol riflettono la ricca storia di questa città degli eroi con la lettera maiuscola. Rasa al suolo due volte, Sebastopoli si è rimessa in piedi, è stata restaurata ed ora si consola con numerosi monumenti storici. Uno di essi attira una particolare attenzione: il museo Panorama, dedicato alla prima difesa di Sebastopoli. Questo posto è molto simbolico, perché vi si trova uno dei panorami più famosi e importanti del mondo: il panorama della “difesa di Sebastopoli del 1854-1855”, l’oggetto principale del Museo di Stato dell’eroica difesa e della liberazione di Sebastopoli.
Si tratta di un’eccellente opara d’arte, creata dal fondatore dell’arte panoramica russa Franz Alekseevi
č Roubaud. Essa può a ragione essere definita un capolavoro del XX secolo.

Il panorama è stato inaugurato il 14 maggio 1905 in onore del 50° anniversario della difesa della città. Rappresenta uno degli episodi della eroica difesa di Sebastopoli durante la guerra di Crimea in modo così straordinariamente veritiero e chiaro, che i veterani delle stesse battaglie, che furono i primi visitatori del Panorama, rimasero sorpresi e toccati dalla completezza degli eventi riprodotti.
Su uno dei frammenti del panorama si può vedere una ragazza che porta ai soldati l’acqua attaccando i secchi a un bastone. Il nome di questa ragazza è Da
ša Sevastopolskaja. Divenne famosa tra la gente come una delle prime Suore della Carità. Daša è un’eroina nazionale della difesa di Sebastopoli nella guerra di Crimea del 1853-1856.

Nonostante le vittorie in mare e a terra, la Russia perdette la guerra nel suo complesso e in quel momento la sua potenza militare ed economica venne chiaramente scossa. Tuttavia rimase quella che è sempre stata la forza del nostro Paese: il forte eroismo dei suoi figli e delle sue figlie.
Nei quarant’anni successivi al tempo delle guerre napoleoniche, l’Europa era passata ben davanti alla Russia in termini di attrezzature tecniche dell’esercito e della marina. E, dimenticando le gloriose vittorie contro il generale Bonaparte, le ex potenze alleate erano piene di sentimenti anti-russi. Una strana ostilità quella verso il paese che aveva liberato il mondo civile dal dittatore, salvando i popoli, e le dinastie!

Ma, a differenza, ad esempio delle truppe francesi, che sul suolo russo si impegnarono apertamente alla rapina, i nostri soldati presero Parigi e ne uscirono senza causare alcun danno né alla popolazione civile, né ai tesori della cultura francese. Ed ora, dopo soli 40 anni, nello scontro tra gli eterni rivali Turchia e Russia, la Gran Bretagna e la Francia unirono con riluttanza le forze per sostenere gli ottomani.
Naturalmente avevano le loro ragioni: avevano paura di un rafforzamento economico e militare da parte dell’Impero russo. I governi europei temevano alcune incoerenze nella politica estera e l’ eccentricità dei monarchi russi. Un ruolo ebbe anche il fatto che l’Europa degli anni ’50 dell’800 si era imborghesita in modo significativo, e una nuova potente forza si stava per spiegare contro tutto ciò che era rimasto del Vecchio Mondo nobiliare. Questo aveva ancora di più esacerbato l’ostilità della politica europea verso il monarchica russa.

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L’orfana coraggiosa

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La Russia non poté opporsi alla flotte e agli eserciti uniti di Francia e Inghilterra, schierati dalla parte dei turchi. Ma, come è accaduto spesso, la terribile sventura rese il paese unito. Soldati, marinai, generali, padri, madri, figli – tutti in un unico organismo, pronti a combattere fino alla morte di fronte al nemico. Gli esempi di eroismo di massa, di coraggio, forza d’animo sono innumerevoli nella storia del nostro paese. E non solamente da parte degli uomini, ma anche nel gentil sesso! Ricordiamo una delle eroine: Dar’ja Michajlova.
Nella Battaglia di Sinop nel giro di qualche ora venne sconfitta l’enorme flotta turca. Tra i caduti risultò il marinaio Lavrentij Michajlov. La sua morte eroica lasciò orfana la giovane figlia Da
ša. La madre di Daša aveva lasciato questo mondo avendo a mala pena avere il tempo di dare la luce alla figlia, così la ragazza si ritrovò completamente sola. Quando nel 1854 le nostre truppe erano in ritirata sotto la pressione del nemico l’orfana 15enne Daša Michailova se ne andò su uno dei convogli.

Aveva venduto la piccola proprietà del padre e aveva acquistato con i soldi un cavallo e un carretto con cui la ragazza trasportava acqua e forniture ai soldati. Tuttavia, durante la ritirata si occupò per lo più della cura dei malati e del primo soccorso ai feriti. Dar’ja trascorreva giorno e notte in ospedale, la mancanza di esperienza e di conoscenze mediche veniva compensata con la pazienza, la gentilezza e la diligenza nel lavoro. Inoltre con i suoi modesti mezzi aprì un primo punto ambulante per le medicazioni.
Fornì il suo prezioso aiuto non solo nelle retrovie, ma anche sotto il fuoco del nemico bendando i feriti sul campo di battaglia e rimuoverndoli dalla linea di fuoco. Inoltre, Da
ša appariva nelle posizioni di combattimento vestita in uniforme maschile e armata per combattere fianco a fianco con i soldati e i marinai. Nel giro di due mesi la sua fama tuonava intorno Sebastopoli e, non conoscendo il suo nome, la gente cominciò a chiamarla Daša Sebastopolskaja.

Così entrò nella storia. E per lungo tempo rimase Daša Sebastopolskaja semplicemente perché non si sapeva nulla di lei. Solo nel 1984 furono trovati dei documenti che confermano l’assegnazione della medaglia “per la diligenza” alla sorella della misericordia Dar’ja Michailova. Da questi documenti si è appreso il nome completo dell’eroina e alcune circostanze della sua vita. A proposito, la medaglia d’oro “per la diligenza” veniva conferita solamene se si avevano tre medaglie d’argento. L’ordine per la decorazione nel rispetto della volontà di Sua Maestà veniva annunciato a tutta la Flotta del Mar Nero.

Si sa che oltre alle medaglie e al nastro di Vladimir le furono consegnati anche 500 rubli in argento ed altri 1000 dopo che si fu sposata su istruzioni personali dell’imperatore Nicola I. In quei giorni questa somma era di considerevoli dimensioni.

Dopo la guerra sposò il marinaio Maksim Chvorostov e cambiò il suo cognome. La medaglia ai veterani “Per la protezione di Sebastopoli” venne consegnata a Dar’ja Chvorostova.
Con il denaro concesso dallo zar Maksim e Dar’ja aprirono una taverna a Bel’bek. Gli affari tuttavia non funzionarono, come si può vedere l’eroismo e la praticità sono incompatibili… Il ristorante venne venduto e la famiglia si trasferì a Nikolaev.
Le successive informazioni su su Da
ša si differenziano: forse rimase vedova e ritornò a Sebastopoli, o il marito cominciò a bere pesantemente, e la moglie se ne andò lasciandolo… in un modo o nell’altro ritornò nella città in cui la sua fama avrebbe vissuto fino alla fine dei giorni.

Morì nel 1910. Ci sono fonti secondo cui si riuscì a scattare una foto e un video di Dar’ja Chvorostova (Mikhailova), allora si cercava di raccoglierne di tutti i veterani superstiti della guerra di Crimea e degli eroi della difesa di Sebastopoli.

Daša Sebastopolskaja con il fazzoletto bianco, Sebastopoli 1901

Naturalmente è un bene che gli storici abbiano stabilito l’identità dell’eroina russa e alcuni dettagli della sua sorte. Ma noi continueremo a chiamare Daša con il nome che è entrato nella leggenda ed è diventato sinonimo di eroismo femminile. Dopo tutto di tali eroine ce ne furono migliaia. Nel mese di settembre 1856 la medaglia d’argento “Per la diligenza” fu assegnata alla moglie del tenente Arsenalnyj e alla sua figlia quindicenne Dar’ja. La storia conserva ancora alcuni nomi, ma sono pochi, molto pochi!

Non su tutti sono state create leggende o fatti film, non tutti hanno avuto una dote dal sovrano, poche informazioni sui loro destini saranno mai riscoperte dai ricercatori. È bello poter dare un nome almeno a qualcuno di loro… Il resto è entrato nella nella storia in maniera anonima “non richiedendo ricompense per il nobile atto…”.
Oggi il nome dell’eroina è stato dato al terzo ospedale cittadino di Sebastopoli.
Sull’impresa di Daša Sebastopolskaja nel 2016 è stato girato un video musicale ” Daša Sebastopolskaja, o Lei è stata la prima!” creato da Varvara Strižak. Le riprese sono avvenute il 25 marzo 2016 sulle colline Fedjuchin presso la città di Sebastopoli.

 

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.