Il tempio “granitico” di San Pietroburgo: la Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato

Fonte: Moiarussia; Traduzione di Emanuela Raga

Il 1 Marzo del 1881 lo Zar Alessandro II fu vittima a San Pietroburgo di un duplice attacco terroristico che mise fine alla sua vita. L’Imperatore veniva chiamato dal popolo “Il Liberatore” per aver abolito la servitù della gleba nel 1861 e per aver sconfitto i turchi nella guerra del 1877-1878. I responsabili dell’attacco terroristico facevano parte dell’ organizzazione rivoluzionaria “Volontà del popolo”, sostenitrice di riforme democratiche in Russia.

In seguito, aderirono al movimento due fratelli: Alexander Uljanov, coinvolto nel tentativo di assassinio contro il figlio di Alessandro II, l’Imperatore Alessandro III ( noto come il “Pacificatore”) e Volodja Uljanov Lenin, uno dei più grandi rivoluzionari del XX secolo, mente e guida dei bolscevichi, organizzatore della sparatoria al nipote di Alessandro II: l’Imperatore Nicola II e l’intera famiglia reale.

Ma ritorniamo ad Alessandro II e alla storia della sua morte. All’Imperatore fu predetto che l’ottavo attentato sarebbe stato mortale. Prima di allora furono ben sei gli attentati alla sua vita.  Riuscì a sopravvivere al settimo ma l’ottavo gli fu fatale. L’assas

sinio avvenne sul canale di Caterina (ora noto come “Canale Griboedov” ). L’omicidio accadde proprio mentre lo Zar faceva rientro dal maneggio di Mikhailovskij, dopo essersi congedato con la sua truppa. I terroristi erano due. Ci racconta di questo avvenimento una popolare guida turistica, il pietroburghese Aleksej Pashov.

 

Perché la ” Chiesa del Salvatore sul sangue versato” porta questo nome?

La chiesa rappresenta un monumento unico del IX secolo. Fu eretta esattamente sul luogo dove fu ferito a morte lo Zar. Nonostante il nome ufficiale della chiesa sia “Chiesa della Resurrezione”, tra la gente è ormai nota con il nome del “Salvatore sul sangue versato”.

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L’origine del nome è priva di qualsiasi mistero o enigma. Tutto è molto semplice: il significato della parola “Spas” rappresenta l’appellativo più diffuso attribuito a Gesù Cristo, chiamato infatti  “Spasitel’ “, ovvero Il Salvatore. “Sul sangue” perché la cattedrale è stata costruita proprio sul luogo dove fu versato il sangue dell’imperatore.

Nella parte occidentale del tempio, proprio sotto il campanile dalla grande cupola d’oro, sono ancor oggi conservati parte del ponte e del canale macchiati del sangue dello Zar-Martire.

Oggi, “La chiesa del Salvatore sul sangue versato”  è una delle più singolari  cattedrali ortodosse al mondo, caratterizzata da un mosaico che misura 7065 mq. Le pareti esterne e tutte le decorazioni interne della chiesa sono costituite da dei mosaici raffiguranti icone ed ornamenti.

 

La Cattedrale granitica

Il destino della chiesa non è stato facile. Quando i Pietroburghesi e le guide si riferiscono alla cattedrale amano utilizzare la parola “granitica” oppure l’aggettivo “indistruttibile”. Questo ovviamente ha una sua spiegazione.

Come accadde per tutte le chiese ortodosse subito dopo la rivoluzione, così come per tutti quegli oggetti che simboleggiavano l’epoca zarista, la chiesa sarebbe dovuta essere distrutta o rasa al suolo. Tuttavia, per qualche ragione sconosciuta, la cattedrale venne solo saccheggiata. Argento e dipinti furono rubati, mentre la maggior parte dei mosaici furono danneggiati dai vandali.

Nel Novembre del 1931, la Commissione che si occupava di questioni in materia di culto, decise di smantellare il tempio pezzo per pezzo, definendolo come “un oggetto che non ha alcun valore artistico e architettonico”. Per motivi inspiegabili, la decisione fu rinviata fino al 1938, quando lo stesso comitato sollevò nuovamente la questione. Una volta presa la decisione, l’esplosione del tempio venne pianificata per l’estate del 1941. I muri vennero perforati e all’interno posizionarono degli esplosivi. Tuttavia, a causa dello scoppio della Grande Guerra Patriottica, si decise di inviare tutti i detonatori con urgenza al fronte.

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Durante il blocco, all’interno della cattedrale si trovava un obitorio che raccoglieva i corpi congelati degli abitanti di Leningrado, alcuni morti di fame o a causa dei  bombardamenti. In quel periodo i proiettili e le bombe hanno sempre sfiorato la chiesa, miracolosamente senza mai colpirla, proprio come se fosse incantata. Più tardi, il tempio fu utilizzato come un magazzino per la raccolta di verdure e successivamente come deposito per decorazioni teatrali. All’epoca gran parte degli interni venne distrutta.

Nel 1956 le autorità sovietiche tentarono nuovamente di sbarazzarsi della cattedrale. Secondo le autorità, il santuario avrebbe interferito con i lavori per la costruzione di una nuova autostrada. Sarebbe stato infatti più facile e meno costoso demolirlo che costruire una strada alternativa. Anche questo tentativo non ebbe successo in quanto storici ed architetti si imposero per difendere il monumento.

Negli anni ’60, nella cupola principale della chiesa fu ritrovata una bomba inesplosa.  La bomba, di una tonnellata e mezzo, fu ritrovata proprio nel punto in cui erano raffigurate le mani del Salvatore che tenevano il testo evangelico “La pace sia con voi”.

Nel 1970 il governo sovietico fu finalmente dissuaso una volta per tutte dall’idea di abbattere uno dei siti storicamente e culturalmente più importanti di San Pietroburgo. Nel 1971 la direzione della chiesa passò al museo della Cattedrale di Sant’Isacco. In quello stesso anno ebbe inizio il restauro del tempio che durò dieci anni. Cittadini e turisti si abituarono così alla vista del tempio circondato da impalcature e ponteggi.

Nel 1986 divenne molto popolare una canzone di Alexander Rozembaum dedicata a San Pietroburgo. Nel testo l’autore cita la chiesa ed esprime il desiderio che venga presto restaurata: “Il mio sogno è quello di rimuovere i ponteggi dal Salvatore sul Sangue Versato. “

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A metà degli anni ’80 giravano delle voci riguardo una profezia secondo la quale il regime sovietico sarebbe durato finché sarebbero rimaste le impalcature intorno la cattedrale. Vennero infatti rimosse durante la vigilia del colpo di stato dell’agosto 1991.

Nel 1997 la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato aprì per la prima volta ai visitatori e nel 2004 fu celebrata una liturgia per ripristinare la propria identità ortodossa. Oggi, la cattedrale rappresenta una delle principali attrazioni di San Pietroburgo.

In questo tempio tutto è permeato di simbolismo. Vi invitiamo a scoprirlo e conoscere la sua storia.

Classe 1989, studiosa di lingua e letteratura russa, traduttrice e collaboratrice freelance. Mi sono unita al progetto RIT perché anche io condivido l’idea di un’informazione senza filtri, che permetta al lettore di costruirsi un’opinione propria. Contatto: horoshoema@outlook.it

Emanuela Raga

Classe 1989, studiosa di lingua e letteratura russa, traduttrice e collaboratrice freelance. Mi sono unita al progetto RIT perché anche io condivido l’idea di un’informazione senza filtri, che permetta al lettore di costruirsi un’opinione propria. Contatto: horoshoema@outlook.it