La guida: una professione per curiosi.

Fonte: Peterburskij Devnik 09.08.2017.

Articolo: Olga Loškareva. Foto: E. Jakovleva.

Le guide turistiche (in russo “ekskursovod”, parola usata principalmente a San Pietroburgo, è sinonimo di “gid” – guida turistica – ma viene usata per distinguere chi conduce itinerari turistici soprattutto nei musei, ndt), sono anche loro delle guide, e a San Pietroburgo sono sempre più numerose. Cosa deve aspettarsi chi decide di diventare una guida turistica, e su quale stipendio deve contare per vivere nel suo paese natale o all’estero?

Gli abitanti della capitale del nord sono abituati a vedere costantemente le guide in azione: gridano al megafono sulla prospettiva Nevskij, conducono folle di cinesi e hanno le risposte, almeno sembra, a tutte le domande sulla città. Hanno molta fiducia in se stessi, guadagnano molto e non sono mai stanche o almeno questa è l’impressione. Che tipo di vincoli e cosa invece dà questa professione, lo racconta chi guida i turisti per la fredda San Pietroburgo e chi, invece, per la soleggiata Buenos Aires.

Da dove vengono.

A San Pietroburgo la formazione per diventare guide turistiche è offerta da dieci compagnie. Alcune di queste propongono corsi della durata di 1,5 o 2 mesi con successiva assunzione, ma ci sono corsi spalmati in 7 mesi. Per lo più, il prezzo di un corso si orienta tra i 20.000 e 30.000 rubli. D’altronde gli obiettivi della professione sono diversi.

Mi è sempre piaciuto studiare la storia e condividere le informazioni con le persone e ho cercato dove poter realizzare questa passione. All’inizio sono stata coinvolta in progetti di volontariato nel corso dei quali ho acquistato esperienza, poi ho preparato e condotto escursioni nei musei”, racconta Natal’ja Kostenevič, guida di San Pietroburgo.

Il suo collega, Kirill Makaveev, che lavora a Buenos Aires, ha dichiarato che non aspirava a diventare guida fino a quando una volta, per caso, ha organizzato un’escursione per dei sui conoscenti russi.

Mi è piaciuto, mi sono informato ed ho scoperto che qui a Buenos Aires guide russe non ce ne sono quasi per niente, e prezzi per chi lavora in questo campo sono incredibilmente alti. In generale, un paio di mesi fa ho letto molti romanzi, ho lavorato su alcuni percorsi e ho pubblicato le informazioni su alcuni portali web per pubblicizzare il mio sito. Così sono iniziate le prime prenotazioni”, racconta lui.

Esperti e Leader.

Il compito della guida è quello di dover mantenere alta l’attenzione di una vasta gamma di pubblico, se lo fa è un buon narratore. La guida è corretta, emotiva e racconta con intonazione e modi teatrali, così gli ascoltatori si stancano meno, dice lo psicologo Ekaterina Uraeva. Inoltre la guida organizza lo spazio ed è il punto di riferimento del gruppo, per cui ha bisogno di capacità di leadership. Ancora, la guida deve essere una persona paziente e che sa gestire lo stress.

La cosa più importante è che una guida sia in grado e ami insegnare. Non si può diventare una guida senza una profonda conoscenza della città e dei luoghi da visitare. Essere una guida significa che, nei giorni liberi, si deve partecipare ad escursioni altrui, ascoltare le altre guide nei musei, ripassare la letteratura e non accontentarsi di Wikipedia. I turisti pongono una quantità incredibile di domande nuove, interessanti e insolite. Le risposte a queste domande, spesso, fanno saltare fuori temi per escursioni individuali”, racconta Kirill Makoveev.

Le conoscenze di una guida devono basarsi su fonti attendibili.

Una guida non deve mai raccontare alle persone fatti errati, lavorando di fantasia”, dice Natal’ja Kostenevič.

Il suo collega, consiglia anche di non litigare mai con un turista: “È insensato e anche malsano. Il punto di vista della guida è l’ultima cosa che va dato ai turisti”, dice.

Per non cadere nel burnout.

Se si decide di diventare una guida, bisogna essere pronti ad affrontare carichi di lavoro fisico molto duri, a trovarsi in situazioni non ordinarie e a far fronte a imprevisti organizzativi, avverte Natal’ja Kostenevič.

Kirill Makoveev ricorda che, non sempre i clienti sono pronti a ringraziare. “Siate coscienti del fatto che ai turisti può non piacere quello che fate, il modo in cui lavorate, che possono non lasciarsi impressionati dalla vostra amata città e che troveranno costantemente qualcosa da ridire. Ma – tranquillizza – onestamente questo rappresenta il 2% del vostro lavoro”. Gli psicologi mettono in guardia le guide dalla cosiddetta sindrome del burnout. “Questa sindrome, si forma quando una persona, nella corso della vita, si fa carico di grandi responsabilità e della sicurezza degli altri. Ma anche se si è costretti a fare sempre lo stesso tipo di lavoro, senza possibilità di crescita e senza un tornaconto positivo”, spiega Ekaterina Uraeva.

Se una guida percepisce di affaticare gli ascoltatori, o che lei stessa è stanca dopo l’escursione, allora deve subito cambiare qualcosa, magari il tema, deve provare a scrivere articoli, ascoltare lezioni e tutto quello che rappresenta un auto-sviluppo.

Riguardo al modo di parlare e a come rendere più attiva l’interazione con i gruppi, consiglio di pensare a dei compiti per se stessi. Per affinare l’udito, consiglio di andare a concerti ed a show vari; per risvegliare le proprie percezioni tattili, consiglio di fare dei massaggi e fare sport; per attivare le percezioni gustative, consiglio di provare piatti nuovi e spezie”, dice lo psicologo.

Un lavoro stagionale.

Lo stipendio della guida dipende da molti fattori, dalle abilità e dalla stagione. “A San Pietroburgo, nelle stagioni calde, si può guadagnare non meno di 35-40 mila rubli. Gli stipendi più alti, come regola, sono dei collaboratori delle agenzie turistiche, delle guide turistiche e di chi lavora con gli stranieri”, dice Natal’ja Kostenevič. “Nei mesi invernali, lo stipendio scende a 18-20 mila rubli”.

Le guide turistiche russe all’estero guadagnano di più, ma anche le spese quotidiane sono maggiori.

In Argentina, se parliamo di chi si occupa solo di escursioni, il guadagno mensile è di circa 2 mila dollari”, dice Kirill Makaeev. Ma quasi tutto il suo stipendio, secondo quanto dice, va via in spese ordinarie. Essere una guida turistica non è facile, ma senza dubbio interessante. Mostrare la propria città ai turisti fa scoprire anche a voi stessi qualcosa di nuovo anche in percorsi ampiamente conosciuti. Inoltre questa professione da ottime possibilità di crescita personale, e questo significa che può rivelarsi il punto di partenza per nuovi obiettivi.

L’intera escursione nell’Ermitage (se ci si ferma davanti ad ogni opera esposta per un solo minuto) durerebbe 13 anni. Oggi un’escursione dura circa 1-2 ore, e per questo per una guida è fondamentale dare ordine alle proprie idee, senza risultare noiosa e mostrando sempre un’espressione interessata.

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L’esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del ‘900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull’insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici.
Alla domanda “perché hai scelto il russo?”, risponde senza molti giri di parole “perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia”.
Leggi anche
Licenziati i più importanti redattori di RBC

Eugenio Alimena

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L'esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del '900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull'insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici. Alla domanda "perché hai scelto il russo?", risponde senza molti giri di parole "perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia".