Un’opinione particolare

Fonte: Kommersant; tradotto da Francesco Iovenitti; giornalista: Oksana Anatševa

Perché la Russia è contraria alla dichiarazione per riformare l’ONU

La Russia ha espresso parere contrario sulla riforma ONU proposta da Donald Trump. Il rappresentante permanente della Russia nell’organizzazione Vasilij Nebenzja ha annunciato ai giornalisti di non poter firmare la dichiarazione del presidente americano. La questione delle modifiche del lavoro dell’ONU verrà esaminata già da questa settimana, quando inizierà a New York la riunione dell’Assemblea generale. Cosa non convince Mosca delle proposte di Washington?

Secondo Vasilij Nebenzja, l’organizzazione si può rendere più efficace solo tramite negoziati intergovernativi. Ma come ha comunicato il rappresentante permanente degli USA all’ONU Nikki Haley, l’idea di Donald Trump sulla riforma è sostenuta già da 120 stati.

Nella dichiarazione degli USA, in particolare, è contenuto un invito al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres “ad iniziare una riforma efficace e adeguata” dell’organizzazione mondiale. “Noi appoggiamo il segretario generale nel compito di apportare dei cambiamenti concreti alla struttura dell’ONU con l’obiettivo di coordinare meglio il nostro lavoro per gli aiuti umanitari, lo sviluppo e il sostegno delle iniziative umanitarie”, si afferma nel documento.

Ivan Timofeev, direttore programmatico del Consiglio russo per gli Affari Esteri, fa notare che ai diplomatici russi proprio non convinceva la presentazione della dichiarazione. “Nel documento presentato dagli Stati Uniti sono indicati i dieci punti per riformare l’organizzazione, che sono abbastanza innocui. Si parla di aumentare la trasparenza, l’efficienza finanziaria e così via. L’altro tema è che questa dichiarazione è piuttosto vaga: è troppo poco annunciare le buone intenzioni, mentre è invece importante mostrare concretezza su come realizzarle. In sostanza, proprio di questo ha parlato nel suo discorso il rappresentante permanente della Russia all’ONU”.
“La discussione sulla riforma dell’ONU va avanti da tempo ed è necessario comprendere che ci sono molti strati: un discorso è riformare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, altra cosa è una riforma sugli altri orientamenti, ad esempio, le attività umanitarie o di pace. Questa è una struttura molto ampia con grandi basi normative, e una riforma così generale necessita di un processo molto lungo. Nella dichiarazione di Trump non si parla di tutti gli orientamenti delle attività, piuttosto dell’efficienza dell’amministrazione dell’organizzazione e della determinazione del budget, dell’efficacia della burocrazia ONU, prosegue Timofeev. Dal punto di vista dell’immagine, a Mosca non conviene andare a firmare qualcosa e discutere di tutto ciò. Per giunta, firmare una dichiarazione elaborata da un unico paese. Se il progetto della dichiarazione fosse stato discusso sin dall’inizio da un gruppo di paesi, studiato a fondo e si fosse in seguito organizzato un incontro su queste basi, mettiamo anche a nome degli USA, in quel caso, forse, non sarebbe sorto alcun problema. Ma quando ci mettono così alle strette, può subentrare un po’ di irritazione, sebbene i nostri diplomatici non la mostrino.”
Quest’anno Vladimir Putin ha rifiutato di prendere parte alla sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU. Così facendo, il presidente russo si è apertamente schierato contro la dichiarazione proposta dal leader americano, commenta Aleksandr Logunov, decano della facoltà di Storia, Politologia e Diritto dell’Università RGGU. La Russia non ha mai sostenuto piani per riformare l’Organizzazione delle Nazioni Unite, fa notare l’esperto: “Quando veniva sollevata la questione della riorganizzazione dell’ONU, la Russia si schierava contro, in continuità con la posizione inflessibile, chiara e precisa degli ultimi decenni.
Qualsiasi riorganizzazione dell’ONU porta con sé un possibile ridimensionamento generale dello status della Russia. Vladimir Putin è sempre contrario a queste cose, come presidente e come uomo che tutela e difende il particolare posto della Russia nel mondo”.
L’incontro di Donald Trump con i leader mondiali per la questione della riforma dell’ONU è previsto per il 18 settembre. In precedenza, il presidente americano aveva giudicato l’operato dell’organizzazione internazionale, dicendo, in particolare, che adesso è questo il luogo dove si può “conversare e divertirsi”.

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione
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Francesco Iovenitti

Traduttore, studioso e appassionato del mondo russo. Nel 2013 ho insegnato italiano agli studenti russi a San Pietroburgo e nel 2015 ho conseguito la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione