Il tramonto dell’Unione Sovietica nei disegni di Zoja Čerkasskaja-Nnadi

Fonte: daily.afisha.ru Traduzione: Francesca Loche

 

A 15 anni l’artista Zoja Čerkasskaja-Nnadi parte con la sua famiglia da Kiev alla volta di Tel Aviv. Questa serie significativa dal nome “Infanzia sovietica” è dedicata agli ultimi anni dell’Unione Sovietica  nei ricordi dell’ex scolara: i pasti in famiglia, le ricreazioni passate in bagno, la nascita del movimento punk e il primo maggio su tavola e su tela.

 

Josif Stalin e Anastas Mikojan, Zoja Čerkasskaja-Nnadi 2017

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Zoja Čerkasskaja-Nnadi – Artista

Sono nata a Kiev nel 1976 e nel 1991 tutta  la mia famiglia si è trasferita in Israele. Da allora vivo a Tel Aviv, ho studiato alla scuola d’arte e ho avviato una carriera di successo. I miei lavori sono esposti nelle collezioni di musei israeliani, europei e statunitensi. Mi occupo soprattutto di disegno.
La serie “infanzia sovietica” l’ho cominciata circa tre anni fa quando ero incinta. Forse la gravidanza ha risvegliato in me i miei ricordi d’infanzia. Il periodo rappresentato è pressappoco quello che va dal 1983 al 1991, gli anni che hanno preceduto il crollo dell’Unione Sovietica. In generale, ho dei bei ricordi di quel periodo: è stata la mia infanzia! Per di più mio nonno era il direttore di un negozio di alimentari e tutta la famiglia viveva nell’abbondanza. Abitavamo in un appartamento di tre stanze tutto per noi e molto altro.
Più mi metto a ricordare e più la mia memoria si attiva e appaiono nuovi spunti. Al momento la serie è composta da più di 150 disegni e continuo ad aggiungerne di nuovi.

Per guardare gli altri lavori della serie “Infanzia sovietica” cliccate qui

 

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione. francesca.loche@gmail.com
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Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione. francesca.loche@gmail.com