Fratello, ricordati che devi morire

Novaja Gazeta 14 settembre 2017, Tradotto da Marta Natalini, di Roman Kovalev

Il leader trentatreenne del movimento “Stato Cristiano – Santa Rus'” (ХГСР) Aleksandr Kalinin oggi lo comunica apertamente sui social network: le allerte sulle bombe nei cinema nelle regioni della Russia sono opera degli attivisti ortodossi, e prova di ciò di cui sono capaci i suoi seguaci, indignati per l’imminente proiezione del film di Učitel’ “Matil’da”. Di fatto non ci sarà alcuna proiezione, sostiene Kalinin: i distributori non rischieranno la vita del pubblico e rinunceranno alla proiezione volontariamente.

Effettivamente la rete dei principali cinema di Mosca alcuni giorni prima aveva annunciato che non avrebbero proiettato il film proprio a causa delle minacce ricevute.

Intanto Kalinin, nell’intervista rilasciata sul fanatismo e sulla numerosità dei suoi seguaci racconta: come martiri sono pronti a dare la vita per allontanare i “blasfemi” dalla cultura. “Ogni giorno sarà così: oggi si proietta il film in un cinema, domani il cinema brucia. Lo proiettano in un altro, e brucerà anche quello”, dice Kalinin. Sul canale youtube dedicato al gruppo si trova il video dell’incendio del cinema di Ekaterinburg da parte degli attivisti ortodossi contro “Matil’da” (con la scritta: “Riflettete, blasfemi!”). Sempre sul sito, le conseguenze del recente incendio di due automobili presso lo studio dell’avvocato Konstantin Dobrynin Učitel’.

Perché gli attivisti del movimento “Stato Cristiano – Santa Rus'” e il loro leader sentono di poter lanciare liberamente le loro minacce su internet e durante le  interviste senza essere puniti? Il giornale “Novaja Gazeta” racconta ciò che del movimento è noto, dei suoi scopi e metodi.

Proprio come in Iran
Kalinin racconta che “Stato Cristiano” è sorto nel 2010 come una “confraternita” di credenti. Lo scopo del movimento non era certo “combattere contro una qualche “Matil’da” o con degli schizofrenici”, ma creare un’opposizione fanatica al non meno fanatico terrorismo islamico.

Leggi anche
La guida: una professione per curiosi.

Infatti la struttura sociale ideale della Russia che gli attivisti del movimento proclamano ricorda molto quelle totalitarie dei vicini Paesi Orientali islamici. Lo stesso nome dell’organizzazione è un riferimento allo “Stato Islamico” che è proibito in Russia. Nella Russia come “Iran ortodosso” viene introdotta una responsabilità penale per la “mancanza di cultura” e per “l’immoralità”. E’ proibito bestemmiare, usare un linguaggio volgare e offendere la sensibilità altrui, spiega Kalinin nell’intervista a “Medusa”.

La notizia delle riprese del film che infanga la memoria dell’ultimo imperatore russo riconosciuto dalla Chiesa Russa Ortodossa come “martire” ha costretto la “rete dei fratelli” a concentrarsi su un nuovo nemico: “i blasfemi”. Come afferma Kalinin, durante la vicenda dello scandalo “Matil’da”, sono ben 4000 coloro che si sono affiliati all’organizzazione, e ognuno di essi “vuole dare prova di sé come si deve”. In tutto, secondo il sito, il movimento conta 4713 membri.

Kalinin nega la partecipazione diretta agli incendi nei teatri in cui è stato proiettato “Matil’da”. Infatti sono stati i “fratelli” a mandargli il video per posta, e d’altronde la missione di “convertire” la società l’ha affidata Dio stesso a lui personalmente. Secondo Kalinin l’incendio delle auto è soltanto “una sciocchezza”, e afferma che questi anonimi fratelli avrebbero potuto incendiare “molto di più”, sebbene neghi la partecipazione all’organizzazione di tutto questo.

Kalinin l’ha già guardato, il film “Matil’da”, in un video girato da pirati all’anteprima del film a Vladivostok. “Non c’è nulla di buono”, nel film, questa la recensione dell’attivista. Già la scelta di Lars Eidinger per il ruolo principale, che ha recitato in “Goltzius e la compagnia del pellicano” di Peter Greenaway, è uno “sputo sull’anima dell’uomo ortodosso”.

Leggi anche
Kukutsapol e Dazdraperma: gli strani nomi dei bambini sovietici

La religione ortodossa non è solo baci
Secondo Kalinin, alla vigilia dell’intervista a “Medusa”, il sito di “Stato Cristiano” ha subito un attacco da parte degli hacker che è fallito. “(Gli hacker, N.d.R.) hanno distrutto tutta la piattaforma, hanno rovinato tutto”, lamenta. Ma una copia della risorsa è rimasta salvata nella cache di Google.

La pagina di rappresentanza internet di “Stato Cristiano” accoglie i visitatori con la scritta “Ricordati che devi morire” e, come sfondo, neve che cade.

Sul sito si possono prenotare online preghiere per la pace e per la salute, e persino una icona “senza pagare” (in russo besplatno, N.d.T.) fatta a mano (tra i fondamentalisti ortodossi è diffusa la credenza che il suffisso bes (in italiano “senza”) sia stato introdotto forzatamente da Lenin e Lunačarskij al tempo della riforma ortografica per costringere il popolo russo a lodare Satana nello scritto (bes in italiano letteralmente significa: “demone”, N.d.T.).

Nella sezione “Contatti” è indicato l’indirizzo “strada Mosca, via B. Poljanka 30”, l’account skype, i numeri di telefono cellulare e fisso.

Sul sito “Santa Rus’” si trova anche “Appello all’onorato artista russo Aleksej Učitel’” (a pensarci bene nel 2002 gli era stato conferito il titolo di artista “popolare” -che rispecchia lo spirito del popolo russo, N.d.T.- ma non quello di artista “onorato”). In quella sezione si raccomanda all’artista di “pentirsi e volgersi al Signore.”.

Sul sito c’è una sezione intitolata “Organizzazioni regionali/Regolamento/Obiettivi”, ma è impossibile accedervi senza fornire una password.

Lo stesso Kalinin ha profili sui social network principali, sfrutta attivamente la rete giocando a fare il video blogger: sulla sua pagina di Vkontakte e sul suo canale Youtube ci sono alcune decine di video con le sue riflessioni su tutti i possibili temi: dai segni di una preghiera corretta al programma televisivo “La vita quotidiana di un sensitivo”.

Leggi anche
Cosa c'è di sbagliato negli articoli americani sulla nuova guerra fredda con la Russia

L’ultimo video si intitola: “Appello a tutto il Mondo Ortodosso! Parte 1”. E’ stato pubblicato l’8 settembre, la seconda parte del video era già stata rimossa da Youtube il 13. (Presto è stata rimossa anche la prima parte  di“Appello”).

“L’Ortodossia non è solo abbracci, baci, preghiere e belle parole” insegna nel suo “appello” Kalinin. “L’Ortodossia è anche una guerra. Col male.” E per “male” si intende qualcosa di molto concreto.

“Perché il profeta Elia impalava i pagani? Su un palo, capite, un palo, li strappava a pezzi!” esordisce Kalinin. E chiude così: “armato secondo l’esempio dei santi”, chiunque può impalare anche il regista Učitel’(dall’intervista a “Medusa”).

Tutte le persone osservanti in Russia” o l’1%?
Aleksandr Kalinin è sicuro che siano “tutte persone osservanti”, quelle che sostengono l’attività di “Santa Rus’”. Secondo un sondaggio del FOM (2014) la quantità di russi che si considera ortodossa raggiunge il 65% nel Paese, ma di questi solo  il 13% (l’8,8% dei russi) va in chiesa almeno una volta al mese, prega regolarmente e si comunica. La maggioranza di coloro che si considerano russi credenti non solo non osserva i digiuni religiosi, ma non ha mai letto il vangelo neanche una volta nella vita. I russi che osservano il digiuno prima della Pasqua, secondo i dati del sondaggio del Centro Lebada, sono in tutto l’1%.

Nemmeno lo stesso Kalinin nega l’estrema marginalità del suo movimento. “Purtoppo ci sono poche persone davvero ortodosse, che riconoscono l’ortodossia in tutta la pienezza di questa fede”, con queste parole inizia l’ultimo appello al suo “gregge”, che è stato prontamente rimosso dalla rete.