Una tendenza inaspettata: perché gli ucraini si sono recati in massa in Russia

Fonte: “Expert Online”, 20/09/2017. Traduzione di Alessandro Lazzari.

Le guardie di frontiera ucraine hanno registrato una tendenza inaspettata: negli ultimi tempi gli ucraini hanno iniziato a recarsi in Russia molto più spesso. Nel primo semestre del 2017 è arrivato in Russia il 56,1% in più di cittadini rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in tutto 2,67 milioni di persone. Se questa tendenza si manterrà, entro fine anno più di 5 milioni di cittadini ucraini avranno visitato la Russia, scrive Vesti ucraino (quotidiano ucraino in lingua russa, ndt).

Peraltro, per esempio, nel 2013 6,2 milioni di ucraini avevano varcato il confine russo-ucraino. Stando all’opinione degli esperti, ora l’obiettivo dei viaggi degli ucraini non è più solamente il lavoro o il far visita ai parenti. In Russia ci si reca sempre più spesso per studio, concerti e persino in gita.

A testimonianza del fatto che gli slogan politici e la vita reale degli ucraini sono due realtà parallele ci sono i dati dei trasportatori – traghettatori, fa notare il giornale. Infatti, a giudicare del sito di prenotazioni di biglietti elettronici “Ukrzaliznycja” (società statale ucraina che gestisce i trasporti ferroviari, ndt), per oggi sono rimasti solamente nove posti liberi sul treno n°24 Kiev – Mosca. La compagnia aerea “Belavia” che effettua i voli Kiev – Minsk e Minsk – Mosca (il tragitto aereo più popolare dopo il divieto di voli diretti) ha una percentuale di occupazione dei posti intorno al 90%.

Il flusso principale di passeggeri è rappresentato da impiegati di grandi aziende. “Le società internazionali uniscono i propri uffici e le principali rappresentanze che lavorano nel territorio dell’ex Unione Sovietica, nonostante la maggior parte di loro si trovi in Russia. Ed è proprio dove si recano gli ucraini che lavorano in queste aziende qui da noi: alle riunioni, per esempio”, afferma l’esperto in risorse umane Tatiana Paškina.

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Attualmente sul sito work.ua il gigante farmaceutico tedesco Bauer cerca manager per lavoro con clienti a Bila Cerkva, Kiev e Odessa. Nell’annuncio di lavoro è indicato che l’ufficio principale dell’azienda si trova a Mosca e tra i requisiti c’è l’essere “disponibile per trasferte”.

Con il tempo il numero di ucraini che si recano in Russia tornerà al livello del 2012-2013, ritiene il politologo Andreij Zolotarev.

“Gli slogan politici e le pubbliche relazioni non possono sostituire le tecnologie, gli investimenti. Sì, e gli uffici delle grandi aziende in Russia aggiungono un flusso di ucraini. Basta guardare quanto è pieno il treno Kiev – Mosca. È anche vero che nel periodo di inasprimento del conflitto in Donbas gli ucraini avevano paura di andare in Russia. Ma sopra di tutto regnano le leggi economiche, d’altronde tutti vogliono mangiare. Gli ucraini cercano dove si può guadagnare, perciò si recano in Europa ma anche in Russia”, afferma Zolotarev.

A Mosca si trovano gli uffici principali di aziende come Google, Nike, Adidas. Uno dei dipendenti di Adidas ha raccontato a “Vesti” che dopo la chiusura dell’ufficio dell’azienda a Kiev devono volare a Mosca per riunioni una volta ogni due mesi. “Niente di particolare, dopotutto è un lavoro. Arriviamo, lavoriamo in ufficio e torniamo indietro”, racconta il dipendente.

Per quanto riguarda coloro che viaggiano per lavoro, stando alle parole di Paškina, in Russia arrivano gli specialisti più vari: piloti, architetti, direttori di cantiere, baby-sitter, domestiche, autisti. “Ci sono molti annunci di lavoro per loro, ma in confronto al 2014 sono chiaramente meno. In generale in Russia giungono per lavoro gli abitanti delle regioni dove gli stipendi sono inferiori”, afferma Paškina. A giudicare dagli annunci di posti vacanti pubblicati nei siti ucraini di collocamento al lavoro, ad un costruttore in Russia vengono offerti da 15 a 30 mila grivne ucraine (€ 470-950, ndt) e ad una baby-sitter 20-25 mila grivne, ovvero in media 2-2,5 volte in più rispetto all’Ucraina.

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Esiste un’altra tendenza: i viaggi in Russia per vari seminari professionali e corsi di specializzazione. “Se dalla Francia o dall’Austria arriva uno specialista di estetica e tiene un training per i colleghi, è naturale scelga un posto a Mosca o San Pietroburgo dove esibirsi. E qui arrivano specialisti dagli stati del CIS (confederazione composta da 10 delle 15 repubbliche dell’ex Unione Sovietica, ndt). Così è più conveniente, e a Mosca arriva più gente anche dagli altri stati”, racconta Oleg Belokon, uno degli organizzatori di questo genere di seminari.

È curioso come gli ucraini abbiano iniziato a recarsi in Russia anche per divertimento. “Ora, in autunno, ai turisti non interessa molto ma in estate c’era una grande richiesta di tour in autobus a San Pietroburgo. Godono di popolarità le notti bianche a San Pietroburgo, visitano la Cattedrale di Sant’Isacco, la Fortezza di Pietro e Paolo, l’Ermitage, Peterhof. I turisti non parlano di politica, non abbiamo mai sentito che ci siano stati dei conflitti. Tutto si svolge molto in tranquillità, la gente si interessa di architettura, cultura, storia”, raccontano dall’agenzia Silver Tour. Il prezzo per un viaggio simile di 6-7 giorni è di $ 155-205. Un’esperienza simile è offerta anche dall’agenzia “Expressija-SV” che organizza viaggi sia a San Pietroburgo che a Mosca.

“Gode di popolarità solo San Pietroburgo, a Mosca non vogliono andare nonostante gli proponiamo questa destinazione”, afferma l’organizzatore dei tour Maksim Škurpij. Un tema a parte, come dicono nell’agenzia, sono i concerti. Gli ucraini organizzano i viaggi in base alle esibizioni o di stelle mondiali che non arrivano a Kiev, o di russi stessi che per chiari motivi ci hanno escluso dalla tournee. “È stato così per Zemfira (cantautrice russa di origine tatara, ndt), da Leps invece siamo andati (cantante pop russo, ndt)”, ha raccontato uno degli organizzatori di questi tour.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.