Come gli stranieri studiano la lingua russa

Il russo è tradizionalmente riconosciuto come una delle lingue più difficili al mondo da apprendere. I pedagoghi spesso consigliano agli studenti di guardare o leggere più spesso in lingua originale per imparare a parlare come un madrelingua. Per il Giorno delle lingue europee gli studenti e gli expat che studiano russo hanno raccontato a RIA Novosti come i film russi, le serie televisive e i libri li aiutino ad impadronirsi della “grande e potente” lingua.

Cartone animato “Винни-Пух и день забот”, 1971

Una delle principali raccomandazioni che si trova nei siti internet e nei forum dedicati allo studio della lingua russa come lingua straniera è quella di guardare film russi. Molti entusiasti hanno persino realizzato una classifica dei film, serie tv e programmi i quali, secondo loro, sono utili per tutti coloro che desiderano parlare fluentemente in russo moderno. Secondo i giudizi degli utenti, gli stranieri preferiscono i programmi di commedia. Particolarmente popolare sono le sitcom “Физрук”, “Интерны”, “Кухня” e i video del popolare gruppo “Уральские пельмени” di KVN.

Per coloro che non hanno ancora un livello linguistico tale da comprendere i dialoghi delle serie televisive gli utenti consigliano di iniziare dai programmi per bambini. Che comunque non sono affatto meno divertenti. In cima alla classifica vi sono il cortometraggio “Ералаш” il cartone animato cult sovietico “Винни Пух” e il film animato “Маша и медведь”. Per i più avanzati amatori della lingua russa vi è una selezione ancor più dettagliata. Questi affinano la propria conoscenza sia sui classici del cinema russo come “Шерлок Холмс и Доктор Ватсон”, “12 стульев”, “Утомленные солнцем”, sia sulle serie contemporanee come “Екатерина”, “Метод” e “Мажор”.

Willy

Willy, originario della Macedonia, vive in Germania ma viene spesso in Russia a trovare la propria moglie. Lui ricorda come quando per la prima volta stava organizzando di andare a Mosca la moglie gli fece guardare il telefilm “Бригада” e il film “Брат”.

Ad essere sinceri, andare in Russia dopo averli visti mi fece paura; mi immaginavo che ovunque vi fossero banditi, pistole e urla: “Io ti taglio in due”e per questo per ogni evenienza dicevo a tutti i nuovi conoscenti, persino ai tassisti, : “tu sei mio fratello” – racconta ridendo Willy.

Willy sottolinea come la cosa più difficile fu capire lo humor in questi film: “quando per la prima volta ci siamo messi a vedere “Брат” mia moglie rideva spesso. Io non riuscivo proprio a capire perché. Il film mi sembrava abbastanza crudo, persino brutale. Forse non afferravo qualche parola. Ci sono molte espressioni gergali che io capivo solo dal contesto. Ad esempio che “kirdyk” fosse una brutta parola mentre “ottopyrimsja” fosse buona. O i modi di dire tipo Любишь медок — люби и холодок” (Letteralmente “se ami il miele allora ama anche il freddo” – nota di RIT) oppure “муж — в Тверь, жена — в дверь (Letteralmente “Il marito a Tver’, la moglie alla porta” – nota di RIT). E’ difficile afferrare queste cose non solo linguisticamente ma anche culturalmente”.

Scena da “Бригада”

Miranda, studentessa di Londra, è arrivata a Mosca sei mesi fa per studiare russo all’MGU. Ai film e serie contemporanee lei preferisce le storie per bambini della migliore tradizione del cinema sovietico. “Ho trovato alcuni magnifici canali su youtube con i racconti russi “Гуси-лебеди”, “Конек-горбунок”, “Двенадцать месяцев” con sottotitoli in inglese e in russo così da rendere sempre possibile controllare se non si capisce qualcosa. Ho trovato che guardare i vecchi film è più semplice perché gli attori parlano molto più lentamente” fa notare Miranda.

Ciò nonostante anche il lessico per bambini spesso crea delle difficoltà: “Mi ricordo di aver a lungo cercato nel vocabolario il significato dell’espressione “сонные тетери”. Avevo trovato il nome dell’uccello “тетерев” (“fagiano di monte – nota di RIT) ma non riuscivo a capire cosa c’entrasse col sonno. Mi fanno poi confondere la frasi come “ливмя льет” o “криком кричит”. L’insegnante ci ha spiegato che vengono utilizzate come rafforzamento ma nelle traduzione letteraria si creano delle bizzarrie”.

Miranda e una sua amica

Molti stranieri preferiscono conoscere la lingua e la cultura russa tramite la letteratura. William, americano laureatosi da poco in medicina, è convinto che per parlare correttamente e per avere un ricco bagaglio lessicale bisogna leggere i classici.

“Io ho iniziato a studiare il russo al primo anno dell’università. Principalmente leggevo i classici: il primo libro me lo regalò la mia ragazza russa al liceo ed era “Delitto e Castigo” di Dostoevskji.” Mi ricordo che persino in inglese ci avevo messo molto a leggerlo ma l’impressione fu talmente forte che le chiesi di mandarmene ancora. Così poi lessi “I fratelli Karamazov”, “I demoni”, e poi lei decise che ero pronto per “l’artiglieria pesante” e mi diede “Guerra e pace” ma io non ci riuscii. Quando iniziai a studiare russo mi innamorai dei racconti di Čechov perché sono facili da leggere: brevi e scritti con una lingua semplice. Mi piacque poi molto Bulgakov. E’ interessante leggere “Il maestro e Margherita” non solo per la trama ma anche per le espressioni che spesso risultano non chiare agli stranieri. Quindi sbalordisco i russi quando utilizzo citazioni come “их испортил квартирный вопрос” o “осетрина второй свежести”.

Scena da “Гоголь. Начало”

Mitchell imprenditore australiano mantiene una posizione forte. La sua guida nel mondo della lingua russa è stato Nikolaj Gogol’.

“Ancor prima di iniziare a studiare la lingua leggevo molta letteratura russa. Ovviamente rimasi scosso da Tolstoj e Dostoevskij ma capii che difficilmente avrei potuto leggerli in lingua originale. Il mio professore di lingua russa mi consigliò Gogol’. Iniziai con alcune opere brevi come “Il naso”, “Il ritratto”, “Il matrimonio”, poi iniziai “Veglie alla fattoria presso Dikan’ka” e le “Anime morte”. Adesso voglio andare a vedere al cinema il film “Gogol'” e spero, con un allenamento del genere, di capire tutto senza sottotitoli” – racconta Mitchell.

L’australiano fa notare come per lui la maggiore difficoltà non sono state tanto le particolarità linguistiche del russo quanto la diversità della mentalità. “La Galleria di personaggi ne Le anime morte rappresentano un ricco materiale per la ricerca sociologica. Tutti questi “Pliuškini”, “Korobočki” e, ovviamente “Čičikov” (Cognomi di personaggi del libro – note di RIT) sono delle “categorie” impenetrabili per me. Capire le loro motivazioni è stato ancor più difficile del capire le loro parole. E’ come se il mistero dell’anima russa alla fin fine non sia racchiuso nella lingua” – riassume Mitchell.

Fonte: Ria.ru 26/09/17 Articolo di Anna Mihajlova Traduzione di Antonino Santoro

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Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com