I francesi prendono di mira Pavlenskij, ma non era un artista?

Fonte: Pravda.ru 19-10-17 tradotto da Ruslan Vesnjanko 

A Parigi la polizia ha trattenuto il trentatreenne Pëtr Pavlenskij e la sua compagna Oksana Šalygina per avere appiccato un incendio all’ingresso della Banca di Francia.

Anzitutto è necessario comprendere il significato delle parole. Il fatto è che i miei colleghi per qualche motivo si ostinano a definire questo tipo un artista. Non so perché si conferisca un tale onore ad uno schizzato (questo è il soprannome più contenuto che mi è venuto in mente). Voi avete visto un suo qualche dipinto? Nemmeno io.

Ricordo brevemente il suo “percorso creativo”. Pavlenskij è diventato famoso (purtroppo) per le sue uscite estreme. Nel 2012 si è cucito la bocca in segno di protesta per l’arresto delle Pussy Riot. Poi si è tagliato l’orecchio proprio di fronte all’Istituto psichiatrico Serbskij . Un’altra volta, ha “celebrato” la giornata della polizia: completamente nudo, si è inchiodato i testicoli ai ciottoli della Piazza Rossa.

E queste manifestazioni di masochismo, la Russia liberale e praticamente tutta la compagnia occidentale, le considerano “arte di protesta”. Anche se durante tutte le sue “manifestazioni artistiche” Pavlenskij non ha mai rilasciato alcuna dichiarazione. Quindi come abbia esattamente denunciato questo fantomatico “autoritarismo del governo russo” (come lui stesso ha dichiarato) è completamente incomprensibile.

L’apice della sua “creatività” l’ha raggiunto con l’azione alla Lubjanka, dove nel 2015 ha dato fuoco alla porta del principale dipartimento dei Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa (FSB) a Mosca. L’”autore” è stato arrestato in mezzo minuto, non ha pensato di opporre resistenza, ma allo stesso tempo, come al solito, è rimasto in silenzio. Più tardi, il suo complice ha postato sul web una spiegazione delirante di questo atto di vandalismo:

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“La porta bruciata della Lubjanka è un guanto di sfida lanciato dalla società contro la minaccia terroristica, il Servizio di Sicurezza Federale impiega un metodo di terrore ininterrotto e controlla 146 milioni di persone. La paura trasforma le persone libere in una massa inerme di corpi divisi. La minaccia ineluttabile di rappresaglia pende su chiunque sia a portata di mano dei dispositivi di osservazione esterna che ascoltano le conversazioni e al controllo dei documenti alla frontiera. I tribunali militari liquidano ogni manifestazione di libero arbitrio ”

Questa volta contro il folle è stato anche avviato un caso penale sotto la voce di “Vandalismo” (anche se lo stesso Pavlenskij ha sottolineato di aver commesso un atto di terrorismo). Il tribunale lo ha arrestato e lo ha fatto internare in seguito nel centro psichiatrico Serbskij per esaminarlo. La cosa più sorprendente è che 128 artisti, critici d’arte, operatori di museo ed altre personalità artistiche hanno firmato una lettera affermando che “la valutazione da parte delle autorità investigative e giudiziarie dell’azione, come banale ed elementare atto di vandalismo, non corrisponde alla sua natura ed al calibro del progetto, né al  gesto artistico ed alle motivazioni del suo realizzatore, un artista-attivista e non un vandalo.

In seguito, il tribunale ha valutato la “distruzione o danni a oggetti di patrimonio culturale o valori culturali” pari a 481.000 rubli. Inoltre, il folle è stato multato di 500 000 rubli e … rilasciato dalla custodia in sala giudiziaria. Ovvero su Pavlenskij è stato apposto un debito di un milione e l’hanno lasciato andare. E non solo l’hanno rimesso in libertà, ma senza alcuna restrizione! E perfino nessuno dei collezionisti si è opposto.

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Otto mesi dopo, senza pagare nulla, l’”artista” viaggia liberamente in Francia insieme alla compagna e ai loro due figli. Come?!? Le persone con una multa non pagata per la violazione delle regole del traffico non sono autorizzate ad andare all’estero ma in questo caso ce ne sbarazziamo? La spiegazione qui è una sola. In Russia volevano semplicemente liberarsi dell’”artista”. Se l’avessero mandato in un ospedale psichiatrico o in prigione gli attacchi da parte dell’Occidente “illuminato” non sarebbero mancati! Pertanto, decisero fosse meglio che prendesse il cammino (come direbbe un Professore gentiluomo di ventura). 

Vorrei anche parlare di un altro paio di “performance”. Elena Gremina ha pubblicato sui social un video in cui due uomini picchiano un terzo ed ha sostenuto che uno degli aggressori fosse Pavlenskij e che la vittima fosse l’ex compagno dell’attrice Anastasia Slonina. E come ha spiegato Vsevolod Lisovskij, Pavlenskij e Šalygina hanno invitato a casa l’attrice, dove poi hanno tentato di violentarla e di infliggerle coltellate potenzialmente mortali. Nei confronti del pazzo è stato aperto un altro caso penale sotto la voce di “aggressione”.

E così, nonostante tutto ciò, a febbraio del 2017 Pavlenskij è partito per la Francia, dove ha fatto richiesta di asilo politico. La cosa divertente è che gli è stato dato! Dopo di che, la famiglia del pazzoide ha occupato un appartamento vuoto e per mangiare rubava cibo nei negozi. “Il Creatore” ha spiegato le sue azioni con il fatto che gli “idioti francesi” sorvegliano male e che anche altri stanno rubando proprio come lui. Ma la vita libera non soddisfaceva l’artista affamato e che deciso di continuare la sua ricerca “creativa”. Pavlenskij ha dato fuoco alla facciata della Banca di Francia a Place de la Bastille.

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E ancora una volta la spiegazione dell’azione artistica è comparsa poi su Twitter:

“La Bastiglia è stata distrutta dai ribelli. Nello stesso luogo è stato costruito un nuovo centro di schiavitù, che tradisce i rivoluzionari e finanzia la Versailles disonesta”

Cosa leghi Petya al popolo  francese o ai rivoluzionari, non è dato sapersi. Le autorità francesi hanno messo in dubbio la salute mentale di Pavlenskij, ma l’esame ha rivelato la sua sanità. E ora secondo il codice penale francese si trova ad affrontare fino a 10 anni e una multa fino a 150.000 euro. Spero che la Giustizia francese dimostri l’adesione ai principi nella questione in oggetto.

L’atteggiamento dei francesi stessi alla “creatività” di Petya è cambiata drammaticamente. Se in un primo momento era “Sono molto orgoglioso del mio paese che dimostra di poter apprezzare qualcosa di insolito. È fantastico, no? ” e “Applaudisco al coraggio di quest’uomo, anche se non capisco bene il suo lavoro”, adesso è giunta la rivelazione: “È necessario revocargli l’asilo, un comportamento tale è inaccettabile!” e “In Francia hanno concesso l’asilo a chi è stato accusato di molestie sessuali. Non c’è niente da aggiungere!” 

Beh, meglio tardi che mai …

Laureato con lode in Mediazione Linguistica ed Interculturale presso La Sapienza, attualmente studente magistrale di International Relations-European Studies presso la LUISS Guido Carli.
Ho una passione per le lingue slave, la trap russa e tedesca, le musiche balcaniche e la TechnoHouse.
Non mi piace dovermi identificare in un’unica cultura, cerco sempre di prendere il meglio da ciò con cui vengo a contatto, tuttavia, per origini, il mio cuore e sangue appartengono all’Italia e all’Est Europa.

Ludovico Ekhar Ninotti

Laureato con lode in Mediazione Linguistica ed Interculturale presso La Sapienza, attualmente studente magistrale di International Relations-European Studies presso la LUISS Guido Carli.
Ho una passione per le lingue slave, la trap russa e tedesca, le musiche balcaniche e la TechnoHouse.
Non mi piace dovermi identificare in un’unica cultura, cerco sempre di prendere il meglio da ciò con cui vengo a contatto, tuttavia, per origini, il mio cuore e sangue appartengono all’Italia e all’Est Europa.