Più della metà dei russi non vede un’alternativa a Putin

Fonte: Vedomosti, 10/10/2017. Articolo di Elena Mukhametšina. Traduzione di Alessandro Lazzari.

 

Senza di lui alle elezioni per la presidenza vincerebbe Dmitrij Medvedev

Più di un quarto (28%) dei russi che hanno intenzione di partecipare alle elezioni presidenziali del 2018 non ha ancora deciso per chi voterà, ha accertato il Centro Levada. Quasi due terzi degli intervistati sono pronti a sostenere Vladimir Putin (a inizio settembre erano il 60%), il 2% ha scelto i leader di LDPR (Partito Liberal-Democratico) e KPRF (Partito Comunista) Vladimir Žirinovskij e Gennadij Zjuganov, per i quali a settembre 2011 volevano votare rispettivamente il 6 e l’8% dei russi. L’esponente dell’opposizione Aleksej Navalnij è stato indicato dall’1% degli intervistati, mentre gli altri politici, incluso il primo ministro Dmitrij Medvedev (che a settembre 2011 aveva un rating del 17%), hanno ricevuto meno dell’1% ciascuno.

Se Putin non si presentasse alle elezioni, sarebbe in testa Medvedev con l’8%. Detto ciò, più della metà dei russi non vede un’alternativa a Putin: il 55% degli intervistati ha fatto fatica a rispondere per chi voterà se il presidente in carica si rifiuterà di partecipare alle elezioni.

Sono ancora indecisi coloro che non parteciperanno alle elezioni, soprattutto gli anziani dalla provincia remota con un basso livello scolastico, ma anche gli scontenti dell’attuale corso politico e i giovani con posizioni pro-Putin che non vanno alle elezioni, spiega il direttore del Centro Levada Lev Gudkov. “Questo blocco inerme è difficile da mobilitare se non succede nulla, tipo un qualche avvenimento di politica estera”. Žirinovskij e Zjuganov hanno perso il loro significato di figure di voto di protesta, partecipano alle elezioni abitualmente come fosse un rito, la gente questa cosa la capisce e non va a votare per loro, aggiunge Gudkov. “Ci si ricorda di Medvedev se Putin non parteciperà alle elezioni, poiché il suo cognome è sulla bocca di tutti, anche se ora c’è grande insoddisfazione”.

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Žirinovskij e Putin

Il basso rating dei leader di LDPR e KPRF si spiega con il fatto che “questi partiti e i loro capi non sono particolarmente presenti nel periodo tra due elezioni, ma presentandosi prima delle elezioni recuperano qualche punto percentuale”, sostiene il politologo Nikolaj Petrov. Per ora non c’è chiarezza riguardo al modello di elezione, perciò questi sondaggi hanno un basso valore dal punto di vista delle previsioni, ritiene Petrov. “È difficile che si possa conquistare gli indecisi con qualche slogan. Il quadro futuro dipenderà dalle situazioni, in particolare se il Cremlino troverà un candidato inedito per il quale possano votare gli indecisi. Difficilmente il loro voto andrà a Žirinovskij e Zjuganov, ma se comparirà un nuovo Michail Prochorov, è possibile che una parte di questi voti vada a lui”. Il Cremlino teme che a causa della sicurezza degli elettori nella vittoria del candidato principale questi pensino che non abbia senso recarsi alle urne, per questo la campagna non inizia neanche, pensa l’esperto. “Nessun candidato a parte Grigorij Javlinskij non ha presentato né slogan né programmi, solamente Navalnij, che non può partecipare alle elezioni, sta facendo una vera preparazione. Gli altri attendono dei segnali. Il Cremlino indugia poiché ha paura che, animata ora, tra sei mesi, quando sarà tempo di votare, la gente diventi indifferente”.

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.

Alessandro Lazzari

Sono nato nel 1993 in provincia di Treviso. Nel 2015 mi sono laureato in Lingue, civiltà e scienze del linguaggio presso l’università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi sulla crisi dei missili di Cuba analizzata dal punto di vista sovietico dell’epoca. Nei tre anni a Venezia ho studiato tedesco e russo. Dopo l’esperienza di un semestre all’Università Pedagogica di Tula, ho deciso di tornare in Russia a proseguire i miei studi. Attualmente sono studente magistrale presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO). Nel tempo libero insegno italiano a ragazzi russi. Sono appassionato di storia sovietica e traduco volentieri articoli di politica ed economia.