L’Onu ha adottato una risoluzione contro la Crimea. E adesso, cosa accadrà?

FONTE: https://www.pravda.ru 15/11/2017 – Traduzione di Ludovico Ekhar Ninotti

 

La Commissione per gli Affari Sociali, Umanitari e Culturali dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato il progetto di risoluzione dell’Ucraina sulla situazione dei diritti umani in Crimea.

La bozza di risoluzione è stata sostenuta da 71 stati, 25 paesi si sono opposti e 77 si sono astenuti. La maggior parte dei paesi europei e gli Stati Uniti hanno votato per l’adozione del documento. Mentre Russia, Cina, Bielorussia, Serbia, India, Armenia, Cuba, Iran, Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan si sono schierati contro.

Ricordiamo inoltre che la risoluzione adottata dalle Nazioni Unite ad ottobre prevede richieste quali l’abolizione del divieto di organizzazione del “Mejlis dei tatari di Crimea” e l’erogazione dell’istruzione in lingua ucraina e in lingua tatara. Il 26 aprile 2016, la Corte Suprema della Crimea ha infatti vietato il Mejlis dei tatari di Crimea in Russia in quanto associazione estremista. 

Ancora, a dicembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione ucraina, che invitava la Russia “a smettere di violare i diritti dei residenti della Crimea”. Il documento contiene un reclamo rivolto alle autorità russe ad adottare le misure necessarie per “porre immediatamente fine” a tutti i casi di violazione dei diritti umani. Il Direttore del Dipartimento per la Cooperazione Umanitaria e per i Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, Anatolij Viktorov, ha tuttavia dichiarato che il documento adottato “non ha nulla a che vedere né con la situazione effettiva in Crimea, né con l’opinione e gli interessi degli abitanti della penisola”.

Inoltre, non molto tempo fa, la Terza Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, con decisione di maggioranza, una risoluzione sulla lotta contro la glorificazione del nazi-fascismo. La bozza di risoluzione è stata proposta dalla Russia lo scorso anno. All’epoca, quatto stati votarono contro: Canada, Palau, USA e Ucraina.

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Dovrebbe poi essere aggiunto che la Crimea è stata annessa alla Russia nel marzo 2014 a seguito dei risultati del referendum tenutosi nella penisola ma che, al di fuori della Federazione Russa, i risultati della votazione non sono stati riconosciuti. Ed è proprio a causa dell’annessione della Crimea che gli Stati Uniti, l’Unione Europea e diversi altri paesi hanno imposto sanzioni contro la Russia”.

Gli Stati Uniti ora agiscono all’interno delle Nazioni Unite per mano dell’Ucraina. Così Trump una volta sentite le “decisioni dell’ONU”, non può liberarsene. O ancora, quando il rappresentante del Tribunale dell’Aja ha affermato che “la Russia ha occupato la Crimea “, la reazione prevista è stata “ma è una questione seria, quindi Trump non può ignorarla”. “Perché non potrebbe ignorarla? Certo che può. A maggior ragione per il fatto che lui stesso più volte ha definito l’ONU una organizzazione irragionevole”, ha dichiarato recentemente a Pravda.ru, Konstantin Simonov, il Primo Pro-Rettore della facoltà di Scienze delle Finanze.

 

Laureato con lode in Mediazione Linguistica ed Interculturale presso La Sapienza, attualmente studente magistrale di International Relations-European Studies presso la LUISS Guido Carli.
Ho una passione per le lingue slave, la trap russa e tedesca, le musiche balcaniche e la TechnoHouse.
Non mi piace dovermi identificare in un’unica cultura, cerco sempre di prendere il meglio da ciò con cui vengo a contatto, tuttavia, per origini, il mio cuore e sangue appartengono all’Italia e all’Est Europa.

Ludovico Ekhar Ninotti

Laureato con lode in Mediazione Linguistica ed Interculturale presso La Sapienza, attualmente studente magistrale di International Relations-European Studies presso la LUISS Guido Carli.
Ho una passione per le lingue slave, la trap russa e tedesca, le musiche balcaniche e la TechnoHouse.
Non mi piace dovermi identificare in un’unica cultura, cerco sempre di prendere il meglio da ciò con cui vengo a contatto, tuttavia, per origini, il mio cuore e sangue appartengono all’Italia e all’Est Europa.