Il Tagikistan dopo la Rivoluzione in fotografie

Di Gafur Šermatov,  su BBC Russia, 8 novembre 2017 – Traduzione di Simone Ferroni

Piazza della libertà a Dušanbe. Gli abitanti dell’auto governatorato tagiko celebrano il primo anniversario della proclamazione della Repubblica Autonoma Socialista Sovietica Tagika.

 

Istantanee degli anni successivi alla rivoluzione comunista che ha introdotto la repubblica centro-asiatica nelle dinamiche della storia contemporanea. 

Nel 1917 nell’appello del Consiglio dei Commissari dei Popoli “a tutti i lavoratori musulmani di Russia e d’Oriente” si proclamava il loro diritto ad organizzare “liberamente e senza impedimento” la propria vita nazionale.

Le linee guida presenti in questa dichiarazione hanno dato una spinta all’arretrata provincia dell’emirato di Bukhara che stentava ad uscire da uno storico binario morto. In seguito, è cominciata l’industrializzazione, l’eliminazione dell’analfabetismo, la radicale ristrutturazione dell’economia nazionale, la rapida crescita dei quadri nazionali e lo sviluppo della sanità. 

Lo storico tagiko Gafur Šermatov ha raccolto una galleria di fotografie uniche, dedicate alla rivoluzione che ha stravolto completamente il volto del Tagikistan nel ventesimo secolo. 

1933, in una classe di una scuola elementare di Stalinbad.

Nel 1924 è stata fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Tagikistan (RSSAT).

Da questo atto politico sono scaturiti numerosi avvenimenti, e centrale è diventata l’espressione “per la prima volta”. Per la prima volta i tagiki hanno ricevuto la propria autonomia governativa. Dopo cinque anni la RSSAT sarebbe stata trasformata in una delle repubbliche sovrane dell’Unione Sovietica (Repubblica Socialista Sovietica Tagika, RSST ndr).

Dušanbe,1925. In città è organizzato il reparto dei primi pionieri tagiki (ragazzi in età scolare membri dell’organizzazione dei piccoli comunisti ndr).

Alla fine degli anni ’20 del secolo scorso in Tagikistan cominciò una campagna contro l’utilizzo dell’hijab. L’azione di togliersi i capi che coprivano il loro volto era estremamente pericolosa per le donne tagike. Una delle vittime più celebri fu Zajnabibi Kurbanova, brutalmente assassinata negli anni ‘30 per le sue posizioni a favore della lotta per i diritti delle donne. La lotta contro l’hijab continuò per dieci anni circa.

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1939, Stalinbad. Studentesse dell’istituto pedagogico di Stalinbad (Dušanbe fu così chiamata dal 1929 al 1961), preparano un saggio ginnico per l’esibizione alla parata delle atlete a Mosca. 10-15 anni prima, ergo negli anni ’20, era impossibile vedere cose simili nell’ex provincia dell’emirato di Bukara.

 

La lotta per l’alfabetizzazione divenne uno degli obiettivi principali delle nuove autorità. La situazione si era ulteriormente complicata per il fatto che la lingua tagika aveva vissuto due importanti riforme nell’arco di breve tempo: inizialmente con la traduzione della lingua tagika dal tradizionale alfabeto arabo a quello latino, e infine, nel 1939, a quello cirillico.

 


Dušanbe, 1928. Vengono organizzati i primi corsi per eliminare l’analfabetismo.

 

Tra il 1927 e il 1928 a Dušanbe venne inaugurata la prima scuola russa. In essa non venivano istruiti soltanto russi, ma anche tagiki, i cui genitori desideravano che apprendessero la lingua russa.

 

 

1925. Inizio della costruzione del primo edificio pubblico che avrebbe ospitato il Comitato Centrale Esecutivo della RSSAT. I primi costruttori della città giunti nella nuova repubblica provenivano dagli oblst’ di Orenburg e di Samara.

 

1926. Il primo trattore “Fordson-Putilovets”, inviato da Leningrado a Dušanbe, traccia il primo solco nei terreni di una delle aziende agricole nei pressi della capitale.

 

Stalinbad, 1930. Inizio della costruzione del primo marciapiede sulla ultisa Lenina.

 

Dušanbe,1926. A Dušanbe è inaugurato il primo monumento dedicato a Lenin, realizzato dallo scultore sovietico Vasilij Kozlov. Più tardi nel 1927 una copia del monumento viene posta vicino all’istituto Smol’ny di Leningrado.

 

Viene inaugurata la prima tratta aerea “Dušanbe- Choruǧ”. Questa rotta era una delle più complicate (la città di Choruǧ si trova in una stretta gola peraltro attraversata da forti venti, ndr) . In epoca sovietica sulla capitale della regione del Gorno-Badachšan venivano compiuti fino a 15 viaggi al giorno. Al giorno d’oggi i voli sull’altopiano del Pamir sono stati quasi completamente cancellati.

 

Dušanbe, 1966. Il famoso lago Komsomol la meta preferita di riposo dei cittadini. Donne e uomini riposavano e prendevano il sole assieme sul lago. Ai nostri giorni un simile passatempo è difficilmente immaginabile.

 

Anziani del Pamir vedono per la prima volta una automobile

 

Uno dei primi asili di Stalinbad, 1931-1932. La scritta in caratteri tagiki latini recita: “I bambini sovietici sono i più sani e i più felici”.

 

Ragazzine “pionerke” ad una manifestazione in occasione della celebrazione del decennio della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan.

 

Veronese dal 1994, ho conseguito una laurea in Lingue e Politica Internazionale all’Università Ca’Foscari di Venezia. Da sempre appassionato della storia e delle dinamiche che riguardano l’Europa Orientale e l’Eurasia, ho avuto modo di entrare in contatto con il multiculturalismo russo ad Astrakhan’ in occasione di un programma overseas. Successivamente ho lavorato a Bruxelles dove mi sono avvicinato alle tematiche riguardanti la geopolitica delle rinnovabili e la politica europea di vicinato.

Simone Ferroni

Veronese dal 1994, ho conseguito una laurea in Lingue e Politica Internazionale all’Università Ca’Foscari di Venezia. Da sempre appassionato della storia e delle dinamiche che riguardano l’Europa Orientale e l’Eurasia, ho avuto modo di entrare in contatto con il multiculturalismo russo ad Astrakhan’ in occasione di un programma overseas. Successivamente ho lavorato a Bruxelles dove mi sono avvicinato alle tematiche riguardanti la geopolitica delle rinnovabili e la politica europea di vicinato.