Uova Fabergé: patrimonio mondiale

Fonte: slavyanskaya-kultura.ru , 26 Ottobre 2016. Traduzione di Angela Zanoletti

 

Uovo Rocaille, 1902

Sapete cosa sono le uova Fabergé? Come e di cosa sono fatte? Chi le ha create? Da quale destino furono colpiti il celebre orefice e la sua famiglia? Dove si trovano attualmente questi raffinati capolavori, divenuti simbolo della Russia? Leggete questo articolo e lo scoprirete.

Alle parole “Uova Fabergé” gli orefici vanno in estasi, ai collezionisti brillano gli occhi, mentre i musei di fama mondiale sognano di completare con esse le loro collezioni. Tuttavia per i comuni mortali queste parole significano lusso, ricchezza e bellezza. I celebri capolavori di Casa Fabergé hanno dato un grosso contributo all’estetica mondiale, il nome a un tipo di manifattura finissima e sono entrati nell’elenco non ufficiale dei simboli della Russia. Ma quanto sappiamo ancora di loro?

Uovo dei mughetti, 1898

Le Uova Fabergé sono 71 raffinati manufatti, realizzati con materiali costosi e intarsiati con pietre preziose. Questi prodotti sono opera di Carl Fabergé e degli orefici che lavoravano nella sua ditta. Il primo esemplare, chiamato “Uovo con gallina”, vide la luce nel 1885, mentre l’ultimo lavoro, dal nome “Costellazione”, fu interrotto durante la Prima Guerra mondiale, nel 1917.

In questo intervallo di tempo furono realizzate 71 uova, di cui 52 commissionate e possedute dalla famiglia Romanov. Oggi purtroppo ne sono sopravvissute solo 62, l’ubicazione delle rimanenti è ignota.

Uovo dei gigli, 1899

Il famoso orefice

Il creatore di questi manufatti unici nel loro genere fu Peter Carl Gustavovič Fabergé (1846-1920). Quello che sarebbe diventato il celebre orafo, nato in una famiglia tedesca naturalizzata russa, di origini francesi e danesi, visse e lavorò nella capitale dell’Impero Russo, San Pietroburgo. Suo padre possedeva un’oreficeria fondata poco prima della nascita del figlio, pertanto Carl non aveva nessun motivo per esitare riguardo al genere di lavoro che avrebbe svolto: sarebbe diventato orefice e avrebbe ricevuto in eredità l’attività del padre. Carl trascorse un periodo di apprendistato a Dresda e a Francorforte e già nel 1870, all’età di 24 anni, iniziò a gestire l’azienda di famiglia.

Leggi anche
Al Campionato Europeo di Scacchi medaglia d’oro per la nazionale femminile, argento per la squadra maschile
Peter Carl Fabergé

Dopo dodici anni di attività Carl Fabergé non aveva ancora raggiunto notorietà, ma, dopo un’esposizione del 1885, le sue opere furono notate dall’imperatore Nicola II: egli acquistò per sua moglie un piccolo uovo di Pasqua dal nome “Uovo con gallina”. Esso raffigura la copia fedele di un uovo, ricoperto di smalto bianco e con un’incisione d’oro orizzontale nel centro. All’interno si trova un albume d’oro, nel quale troviamo una gallina ovaiola, la quale a sua volta contiene una corona imperiale decorata con diamanti.

Uovo con gallina, 1885

Grazie a questo lavoro Fabergé si guadagnò la protezione dell’imperatore e tutta l’Europa venne a conoscenza del suo nome. Da quel momento la famiglia Romanov iniziò a fare ordinazioni annuali e a regalare i suoi manufatti ai parenti. Veneratissimo nel Vecchio Mondo, il maestro fu più volte insignito di titoli d’onore stranieri , premi e onorificenze.

Ma il suo trionfo, purtroppo, fu di breve durata: con l’arrivo dei bolscevichi Casa Fabergé fu nazionalizzata, alcuni gioielli e manufatti confiscati, altri svenduti all’estero. Carl Fabergé, per evitare l’arresto, fu costretto ad emigrare in Germania nel 1918. Non riuscendo a riprendersi da tale shock, morì due anni dopo in Svizzera, si ipotizza a causa di un attacco cardiaco.

Ex sede di Casa Fabergé, San Pietroburgo

Anche i suoi quattro figli, ai quali era stata destinata una formazione da orefici, abbandonarono la patria in periodi diversi l’uno dall’altro. Il primo e il terzo figlio, rispettivamente Evgenij e Aleksandr, emigrarono a Parigi, dove cominciarono a lavorare in una filiale della società. Il secondo figlio, Agafon, ebbe invece un destino difficile. Il padre sospettò erroneamente che lui fosse il responsabile del furto di alcuni preziosi: per colpa di questo scandalo il figlio non poté lasciare la Russia con il resto della famiglia. Nel 1927 fuggì in Finlandia, dove condusse una vita in povertà fino al 1951. Il figlio minore, Nikolaj, si trasferì in Inghilterra solo nel 1960,dove lavorò in un’altra filiale dell’attività di famiglia.

Leggi anche
Leggende degli anni '80: i Mirage

Il lavoro dietro ai capolavori

Come hanno preso forma questi incantevoli manufatti? Per prima cosa bisogna tenere a mente il fatto che Carl Fabergé non lavorava da solo: aveva un’equipe internazionale di artigiani, artisti, orafi e altri specialisti. Tutti i prodotti della collezione sono stati creati grazie allo sforzo congiunto di ognuno di loro.

Uovo dell’incoronazione, 1897

All’inizio gli artisti elaboravano un abbozzo della futura creazione, poi gli artigiani preparavano i materiali, che venivano in seguito raccolti tutti insieme. A volte la paternità di un uovo apparteneva a un solo maestro, per esempio “Uovo dell’Inverno” fu elaborato da Alma Pihl, la moglie finlandese dell’orefice. La creazione di ogni “set” (sostegno, uovo e sorpresa all’interno di esso) richiedeva circa un anno di meticoloso lavoro.

Uovo dell’inverno, 1913
Uovo Memoria di Azov, 1891

La dimensione delle uova era spesso naturale, ma a volte poteva essere maggiore: la creazione più grande raggiunge i 20 cm di altezza (appoggiata sul sostegno). L’autenticità delle opere è confermata dal marchio “Casa Fabergé”.

Il celebre maestro non lesinava sui materiali, servivano oro, argento, platino, cristallo di roccia, avorio e persino legno costoso. Le uova venivano poi abbellite con pietre preziose, smalto e perle.

Il destino delle creazioni

Uovo con pavone, 1908

Oggi si ritiene che nove delle settantuno celebri uova siano andate perdute. Dopo la rivoluzione le opere della Casa furono confiscate e trasferite nel Fondo dei Diamanti del Cremlino. Dal 1930 14 uova furono svendute all’asta a bassissimo prezzo all’estero per ordine di Stalin. Attualmente è possibile ammirare alcune uova Fabergé in musei e collezioni private. In Russia si possono osservare nel Museo Statale dell’Ermitage, nel Palazzo dell’Armeria (situato nel Cremlino di Mosca, N.d.T.), nel Museo Mineralogico di A. E. Fersman e nella collezione privata di Veksel’berg (il Museo Fabergé).

Leggi anche
La fortezza di Por-Bažyn: un sito archeologico quasi del tutto inaccessibile nella Repubblica di Tuva

 

 

Studentessa di Scienze Linguistiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la passione per la letteratura e per la musica mi ha fatto avvicinare alla Russia, col desiderio sempre maggiore di conoscere ogni aspetto di questa cultura, meno lontana da noi di quanto possiamo credere.

Angela Zanoletti

Studentessa di Scienze Linguistiche presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la passione per la letteratura e per la musica mi ha fatto avvicinare alla Russia, col desiderio sempre maggiore di conoscere ogni aspetto di questa cultura, meno lontana da noi di quanto possiamo credere.