Come e perché è caduto l’impero russo. Uno storico parla della rivoluzione del 1917

FONTE: anews.com – traduzione di: Francesca Loche

A cento anni dalle due rivoluzioni russe specialisti e non continuano a porre domande sulle sue origini, il suo sviluppo e le sue conseguenze. Era inevitabile il crollo della monarchia? Quale ruolo ha avuto Nicola II in questi tragici avvenimenti? Che cosa hanno portato, in conclusione, alla Russia il febbraio e l’ottobre del 1917? Su richiesta di Anews lo storico Kirill Solov’ev ha analizzato punti di vista opposti nel tentativo di capire quale di questi si avvicini più alla realtà. 

Kirill Solov’ev, dottore in storia, principale collaboratore scientifico dell’istituto di storia russa RAN, consulente per il progetto “1917”.

La Russia alla vigilia della Rivoluzione

Opinione 1: All’inizio del XX secolo l’economia della Russia era una delle più sviluppate al mondo. Avanzava sulla via del successo. La rivoluzione ha rovinato tutto. 

Opinione 2: La Russia era un paese agricolo arretrato, con un regime semifeudale marcio. Senza la rivoluzione la situazione non sarebbe cambiata. 

Questa domanda non deve portarci a risposte estreme. Non dobbiamo pensare che la rivoluzione fosse una nube che col tempo è diventata sempre più grande fino a esplodere e che questo fosse inevitabile. 

Nascevano nuove branche nel settore economico, nuove forme di organizzazione sociali, nuove istituzioni politiche, che prima erano difficili anche solo da immaginare: la monarchia costituzionale, la Duma di stato, partiti politici di opposizione riconosciuti legalmente. Tutte queste novità rappresentavano una sfida per il vecchio modo di vivere. 

Ma in Russia persisteva la divisione dei ceti, la discriminazione religiosa e nazionale, addirittura  esisteva ancora l’obščina (sistema di coltivazione collettivo delle terre nella Russia imperiale – NdT), sebbene quest’ultima subisse pressioni dallo Stato. La società era ancora legata alla tradizione. In poche parole: la Russia di allora è un paese di conflitti e contraddizioni. 

 

                                                                                   San Pietroburgo 1901              

La Rivoluzione è avvenuta per caso?

Opinione 1: La rivoluzione è una legge della storia. Con così tante contraddizioni al suo interno la Russia non poteva evitarla. 

Opinione 2: Sia la rivoluzione di febbraio che quella di ottobre sono avvenute per caso. Non esistevano cause oggettive per la deposizione dello zar e l’arrivo al potere dei comunisti. 

La rivoluzione è un fenomeno assolutamente naturale, ma i problemi potevano essere risolti anche senza di essa. La rivoluzione è il risultato di una crisi.E le crisi non arrivano dal niente, sono anch’esse il risultato di un lungo sviluppo del paese. Inoltre, le crisi che affliggevano la Russia nel periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale erano crisi di
crescita. L’organismo non era in grado di adattarsi completamente ai cambiamenti che stava subendo il paese. Ma questo non significa che lo scontro tra vecchio e nuovo dovesse per forza trascinare il paese verso la catastrofe che è senza dubbio avvenuta nel 1917.

Se non ci fosse stata la guerra…

Opinione 1: La Prima Guerra Mondiale è stata un tragico errore. Se la Russia non fosse entrata in guerra nel 1914 non ci sarebbero stati né la rivoluzione né i fatti che sono seguiti.

Opinione 2: Se la Russia non fosse entrata in guerra la Germania avrebbe vinto sulla Francia e in seguito avrebbe attaccato la Russia. Sarebbe successo quello che è successo nel 1941, l’Impero Russo non sarebbe comunque sopravvissuto.

Se non ci fosse stata la guerra, la crisi politica si sarebbe manifestata in altre forme. Queste ultime potevano essere anche molto più dure. Qualunque potere cerca di autoconservarsi. Essenzialmente la questione che doveva sollevarsi era il cambio di regime e conseguentemente il cambio di élite. Quali sarebbero state le conseguenze di ciò è difficile da dire.

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Con l’entrata in guerra la Russia ha corso un rischio incredibile. L’eventualità di una catastrofe diventava di anno in anno più reale. Si facevano sempre più evidenti le contraddizioni accumulatesi prima del 1914. Se non ci fosse stata la guerra, con buona probabilità in Russia, a seguito della crisi politica, si sarebbe formata una monarchia costituzionale come quella inglese. Tuttavia, una tale crisi avrebbe potuto causare delle conseguenze anche più drammatiche. Nel contesto della guerra però gli sconvolgimenti politici assumevano caratteristiche del tutto particolari e si caricavano di un grande pericolo per il regime politico.

 

L’imperatore Nicola II al fronte. 1916.

Il paese è stato distrutto da Nicola II?

Opinione 1: Se al suo posto ci fosse stato uno zar dal carattere forte, intelligente e deciso, sarebbe stato possibile fermare la rivoluzione.

Opinione 2: Nicola II non ha giocato alcun ruolo rilevante in questi avvenimenti. Ormai non era più importante chi sedeva al trono.

Nicola II ha certamente la sua responsabilità in quello che è successo. C’è una vecchia battuta sovietica che dice che l’imperatore ha meritato decorazioni e premi per aver contribuito a creare le condizioni per la rivoluzione. Non si deve ovviamente negare la responsabilità che hanno avuto lui e i suoi uomini .

D’altra parte non è giusto identificare con lui il problema, perché il numero di difficoltà che questi si è trovato davanti era incomparabilmente maggiore rispetto a quello che avevano dovuto affrontare suo padre e suo nonno di 20-30 anni prima.

Il problema principale era che il sistema di governo durante il XIX secolo si era complicato a tal punto che il ruolo dell’imperatore nel prendere decisioni si era gradualmente ridotto al minimo. La debolezza del sistema politico risiedeva nel suo arcaismo, nonostante la formazione della Duma di stato.

Lo stesso Nicola II aveva una visione abbastanza arcaica del potere. E questo fatto ha inasprito la situazione politica. Ma la causa principale sono state le continue difficoltà  di interazione tra il governo e il popolo.

La responsabilità di questo mal funzionamento delle cose non è solo di Nicola II. I problemi erano cominciati già molto prima della sua nascita. E se al suo posto ci fossero stati Alessandro II o III la situazione sarebbe potuta essere anche peggiore.

 

L’imperatore Nicola II con la sua famiglia

Lenin ha giocato il ruolo principale

Opinione 1: Lenin ha giocato un ruolo fondamentale nell’ottobre del 1917. Se lui non fosse stato tanto determinato, i bolševichi non sarebbero riusciti a prendere il potere.

Opinione 2: Il ruolo e la genialità di Lenin sono stati esagerati a posteriori dagli storici sovietici. Se non ci fosse stato Lenin, ci sarebbe stato qualcun altro.

Il fatto che la figura di Lenin abbia un’enorme importanza è evidente. E forse non solo quella di Lenin ma anche quella di Trockij. Se non si fossero trovati a Pietrogrado in autunno le cose sarebbero andate in maniera diversa.

Ma non dobbiamo confondere la situazione di ottobre con quella di febbraio. Una cosa è stato il collasso della monarchia, un istituto millenario, con un’autorità enorme sul popolo e riconosciuto a livello internazionale. Un’altra cosa sono le crisi perenni subite dal governo provvisorio, con continui cambi di formazione e di struttura.

Nell’ottobre del 1917 non tutti avevano capito che la Russia aveva subito un enorme movimento tettonico. Il fatto che tra febbraio e marzo nel paese fosse avvenuta una serie di cambiamenti importantissimi era chiaro a tutti. Ma la presa del potere dei bolševichi in ottobre da molti non venne riconosciuta come un fatto decisivo. Ad alcuni sembrò l’ennesimo cambio di governo: prima c’era la coalizione dei socialisti con i cadetti, e ora quella dei bolševichi con i social-rivoluzionari. Nessuno capì che era una scelta per i 70 anni a venire.

Sappiamo che i bolševichi non erano tutti d’accordo sul fatto di prendere il potere. Molti tra i più vicini a Lenin, compresi Kamenev e Zinov’ev, erano contrari al colpo di stato, ma Lenin insistette e Trockij organizzò in buona parte l’azione.

 

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Lenin a Smol’nij. Ritratto da I. I. Brodskij

Perché proprio i bolscevichi?

Opinione 1: I bolscevichi godevano di grande sostegno, erano organizzati meglio degli altri partiti, la loro vittoria era ovvia.

Opinione 2: I bolscevichi non godevano di nessun sostegno, erano degli avventurieri e alla fine il destino gli ha sorriso.

Durante il 1917 si assistette a una radicalizzazione degli umori. La gente voleva di più. In marzo tutti avevano l’impressione che dopo le votazioni dell’assemblea costituente sarebbe cominciata una nuova era. Ma le votazioni non arrivavano e questa nuova era non cominciava mai. I contadini sognavano la ripartizione delle terre, ma il governo provvisorio non si decideva a fare qualcosa. Gli operai desideravano prendere il controllo delle fabbriche, ma anche questa situazione rimaneva stagnante. Insomma, le aspettative create dalla rivoluzione di febbraio non si concretizzavano, si riscontrava il malcontento delle masse, tra le quali godevano di molta popolarità le forze radicali. E queste erano i bolševichi e gli anarchici.

Inoltre i bolševichi diffondevano slogan su una pace di cui avevano paura tutte le altre forze politiche. Tutti si rendevano conto che la pace con la Germania era un vicolo cieco. E se la Germania infine avesse perso? Si sarebbe dovuto continuare a combattere a fianco della Triplice Intesa? Anche per i socialisti moderati era chiaro che la Russia doveva continuare la guerra. Erano pochi quelli che insistevano perché succedesse il contrario.

Il 1917 aveva rimescolato le carte. Il partito più a destra risultarono essere i cadetti, che non si erano mai considerati di destra. Tutti i socialisti divennero forze sovrane. E chi rimaneva all’opposizione? Solo i bolscevichi e gli anarchici. Così Lenin e il suo partito si trovarono in mano una carta vincente. Erano una forza politica temeraria.

“L’intervento di V. I. Lenin al secondo congresso russo dei Soviet” di V. A. Serov

La marcia trionfale del potere sovietico

Opinione 1: Il paese era dalla parte dei Rossi, per questo l’opposizione dei Bianchi è fallita.  

Opinione 2: Gran parte della popolazione si opponeva ai Rossi, è solo grazie alla violenza e alle repressioni che i bolševichi sono riusciti a tenere il potere. 

I bolševichi controllavano la Russia centrale mentre tutta l’opposizione si trovava nelle zone periferiche: nei territori dell’attuale Ucraina, nel Caucaso, in Siberia, nell’Estremo Oriente russo e nel nord. I bolševichi invece avevano in mano in primo luogo le regioni più industrializzate e poi anche tutta la rete ferroviaria, il cui nodo centrale era Mosca. Di conseguenza il controllo sui movimenti di truppe, risorse e tutto il resto era sotto di loro. Ancora, i Rossi si trovavano in zone urbane densamente popolate  e di conseguenza possedevano tutti i mezzi di mobilitazione di cui necessitavano, mezzi che invece scarseggiavano tra i Bianchi. 

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Inoltre l’Armata Bianca era frazionata al suo interno. I Bianchi avevano opinioni differenti, posizioni differenti, non erano capaci di coordinare le loro azioni. Infine, i bolscevichi avevano una chiara visione dei loro obbiettivi, sapevano cosa volevano. Ma nonostante questo non erano rigidi, erano capaci di adattarsi alle richieste del momento. 

Non condivido per nulla l’atteggiamento di chi dice che è successo quello che doveva succedere. Ma nonostante ciò, è evidente che i Rossi avessero molte più chance di vincere rispetto ai Bianchi. 

Il poster “Tu sei entrato nei volontari?” di D. Moor

La Rivoluzione è un bene o un male?

Opinione 1: La rivoluzione è stata la più grande tragedia nella storia della Russia. Milioni di persone sono morte e lo sviluppo del paese è arretrato di dieci anni.

Opinione 2: La rivoluzione è la più grande conquista della Russia. Grazie a questo avvenimento è nata la nuova Russia sovietica e poi l’Urss, il paese che ha sconfitto il fascismo e mandato il primo uomo nello spazio. 

Per la gente dell’epoca la rivoluzione è stata senza dubbio un male, in quanto la qualità della vita è peggiorata in modo catastrofico. Le persone scappavano dalle città perché non c’era semplicemente nulla da mangiare. L’inflazione era altissima, i soldi si trasformavano in carta straccia. 

Ma nonostante ciò non si dovrebbe parlare della rivoluzione in termini di “bene” o “male”.  Le rivoluzioni non accadono perché qualcuno le ha pronosticate, ma a causa della debolezza interna del regime politico. E di solito influsicono negativamente sulla qualità della vita. 

Molto spesso il febbraio del 1917 viene sottovalutato. Ma molti dei risultati che ha portato li vediamo ancora oggi. Per esempio l’uguaglianza civile, religiosa e nazionale. I diritti politici delle donne. Proprio in quel periodo hanno luogo le elezioni più democratiche del mondo. I concetti di democrazia, uguaglianza, grande partecipazione del popolo nel 1917 non vengono solo proclamati ma ci si sforza di metterli in pratica.

Soldati portano uno slogan sovietico. Febbraio 1917

Ora è tutto diverso?

Opinione 1: A cento anni dalla rivoluzione siamo lontani come non mai dalla possibilità che un evento simile si ripeta.

Opinione 2: I governi commettono gli stessi errori del passato. Una nuova rivoluzione non è così lontana. 

Le rivoluzioni scoppiano senza chiedere il permesso a nessuno. La rivoluzione del 1917 era nell’aria. C’era la sensazione che qualcosa dovesse accadere. C’era la sensazione che le ingiustizie sarebbero state travolte dalla forza degli elementi.  Ma in questo caso nessuno si sarebbe aspettato un evento di tale portata e delle conseguenze simili.

D’altra parte le situazioni possono essere diverse. Nel 1905-1906 quando la rivoluzione è iniziata, ed erano in pochi ad aspettarla, è iniziata in modo completamente inatteso, e non tutti avevano capito cosa era successo, così come più tardi non tutti avevano capito che era finita.

Questo per dire che le rivoluzioni hanno caratteristiche diverse e scoppiano quando il governo non sa rispondere adeguatamente alle richieste del momento.

Purtroppo questi avvenimenti li possiamo osservare solo post factum. Questo tipo di studi  assomiglia all’anatomia patologica: quando vediamo i risultati, possiamo capire quali sono state le cause e spiegare perché sia andata così. Ma quando la malattia è in corso è impossibile diagnosticare qualcosa con assoluta certezza. 

 

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione.

francesca.loche@gmail.com

Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione.

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