In Jacuzia una donna ha partorito mentre la polizia scacciava degli orsi

FONTE: www.irk.kp.ru – 20/06/2016,  di Jana Lisina, Traduzione di Massimiliano Macrì

NOTA: La notizia è dell’anno scorso, ma era troppo spaventosa e curiosa al tempo stesso (e per fortuna a lieto fine) per non tradurla.

I paramedici sono riusciti a raggiungere miracolosamente la donna e a salvare la neonata

Sarebbe potuto succedere solo nel peggiore degli incubi, eppure questa storia è più che reale. In Jacuzia, nella remota taiga, dove gli orsi vanno in giro liberamente, una donna è entrata in travaglio. Lei e la bambina li hanno salvati i medici che hanno “operato” mentre la polizia gli faceva scudo. I poliziotti hanno dovuto usare le loro armi di ordinanza per scacciare l’orso bruno, il padrone della foresta.

I responsabili del pronto soccorso hanno riferito – sabato, era quasi mezzanotte, ci hanno avvisato che nella taiga, non lontano dalla città di Mirnyj (in russo significa pacifico, mite N.d.T.) una donna stava per partorire, così non ci abbiamo pensato due volte e abbiamo inviato una squadra…

Più tardi sono arrivati anche i mezzi del Ministero delle Emergenze (MČS – МЧС) e della polizia. Per circa dieci chilometri si sono fatti strada con difficoltà attraverso un terreno paludoso. Infine, a causa dell’impraticabilità, sono stati costretti ad usare i mezzi anfibi del MČS e l’ultimo tratto di strada è stato coperto a piedi.

Per tutto quel tempo sono stata con mia sorella e suo marito – ha raccontato la ventiseienne Aleksandra Matrosova. – Mia sorella stava parlando al cellulare con i soccorritori, le dicevano cosa fare, come dovevo respirare. Così ho partorito, proprio per terra.

Il marito di Alexandra, nel frattempo è andato incontro ai medici e ai soccorritori accorsi in aiuto. Sono arrivati dopo due ore! Il paramedico Larisa Očirtarova ha tagliato il cordone ombelicale e altri due medici si sono adoperati per fermare l’emorragia e hanno iniziato a scaldare la neonata.

La cosa più importante è che la piccola non ha preso troppo freddo – hanno detto i medici esprimendo la loro preoccupazione – La notte era fredda, c’erano solo 5 gradi.

Mentre i medici soccorrevano la madre e la bambina, i coraggiosi ufficiali del MČS con l’aiuto dell’agente di polizia Dmitrij Andreev, che ha sparato con la sua arma di ordinanza, hanno protetto la neomamma e la bambina dagli orsi bruni che erravano nei dintorni.

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Questo è il periodo degli accoppiamenti per gli orsi e chiaramente è un periodo molto pericoloso! – hanno riferito i soccorritori. – Le loro enormi orme erano ovunque, abbiamo sparato per quasi due ore affinché non si avvicinassero a noi.

 

La donna e la bambina sono stati poi condotti sulla strada principale fino a dove erano potuti arrivare i mezzi anfibi e sono stati trasportati all’ospedale.

 

 

Adesso le condizioni della madre e della bambina sono considerate abbastanza soddisfacenti – ha detto il medico capo dell’ospedale di Mirnyj Tatiana Stručkova. – La neonata è sana, pesa 3490 gr ed è alta 52 cm. Grazie al tempestivo arrivo di soccorritori qualificati ogni pericolo per la salute della madre e della piccola è stato scongiurato.

 

La neomamma ha ringraziato i soccorritori e ha spiegato lei stessa perché si trovasse da quelle parti nella taiga.

Avevo deciso di aiutare mio marito e i parenti nella battuta di pesca, – racconta Aleksandra Matrosova. – così sono andata. Il lago non è lontano, ma la strada sembrava impraticabile.  In qualche modo siamo riusciti ad arrivare lì, ma non potevamo più tornare.

Aleksandra non aveva calcolato che era già nella 40° settimana di gravidanza. Sabato sono iniziate le contrazioni uterine. Il marito e la sorella hanno messo la donna in macchina per portarla all’ospedale di Mirnyj, ma il loro fuoristrada si è impantanato nella melma ed è rimasto bloccato. La donna è rimasta con la sorella nella taiga dove per miracolo hanno “acchiappato” il segnale del cellulare mentre il marito correva verso la strada a incontrare la squadra del soccorso d’emergenza.

Mio marito deciderà il nome della bambina – dice Aleksandra ancora un po’ scioccata – così ci siamo messi d’accordo, ancora non so cosa abbia deciso lui, adesso l’importante è che la piccola sia viva e stia bene.

 

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!