La Guerra Fredda è ancora in atto: la Russia è pronta per una lunga partita

06/12/17. Pravda.ru, articolo di Oleg Artjukov. Traduzione di Ludovico Ekhar Ninotti.

A Mosca non si nasconde il fatto di ritenere lo stato attuale dei rapporti con gli Stati Uniti, una guerra fredda. In precedenza, tuttavia, si sarebbe cercato in ogni modo di evitare una terminologia del genere. Ma se non c’è lo scontro tra i due sistemi, allora che ne è della Guerra Fredda?

Il giorno prima, parlando alla Camera Pubblica della Federazione Russa, il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov ha osservato che la situazione dei rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti è estremamente difficile e complicata. “Da parte nostra, in tutti gli incontri continuiamo a spiegare pazientemente e letteralmente ai nostri colleghi americani che ci sono alcuni principi fondamentali, che se non rispettati, impediscono l’instaurazione di normali relazioni”, ha riferito Rjabkov. E cautamente ha aggiunto che “potremmo essere entrati in un periodo paragonabile sotto molti aspetti alla Guerra Fredda”.

In passato, abbiamo notato che sia i funzionari russi che i corrispettivi americani (e non solo americani) evitavano di annunciare una nuova guerra fredda. Ma, in realtà, un atteggiamento tale è privo di senso. Il voler semplicemente chiudere gli occhi ed il non riconoscere l’evidenza, non implica che in questo modo si possa risolvere il problema…

Ma quali sono questi “alcuni principi fondamentali”? Secondo Sergej Rjabkov, essi includono “l’uguaglianza e la considerazione dei reciproci interessi”. “Senza il rispetto reciproco di questi principi, è semplicemente impossibile andare verso il miglioramento delle relazioni, attualmente in una profonda crisi”.

La questione è che il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov parla di uguaglianza e considerazione degli interessi in ogni riunione con i Segretari di Stato degli Stati Uniti, prima con John Kerry ed ora con Rex Tillerson. Tuttavia non sembra che a Washington siano disposti ad accettare un tale discorso. E a proposito, non solo a Washington, ma ne parleremo più avanti.

Secondo Sergej Rjabkov, non è ancora chiaro quando i rapporti tra i due paesi assumeranno un miglioramento qualitativo. Ovviamente, non nei prossimi mesi. A Mosca, si ritiene che all’inizio del prossimo anno dovrebbe essere previsto un altro giro di sanzioni statunitensi. A riguardo “Pravda.Ru” ha scritto in precedenza che alcuni “combattenti contro il regime” sono impegnati già da un po’ di tempo, sul suolo nazionale, nella stesura di liste di personalità politiche, sperando così di attirare l’attenzione. Inoltre, nell’autunno del 2018, negli Stati Uniti si terranno le elezioni di metà mandato del Congresso. A proposito delle quali la stampa americana mantiene un costante grado di isteria riguardo all’inevitabile intervento della Russia.

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Ma le relazioni con l’Unione europea e i singoli Stati europei non sono meno importanti per il nostro paese. Anzi, forse sono anche più importanti. Inoltre, ci sono punti di contatto. Ad esempio, martedì, il Ministro degli Esteri tedesco Zigmar Gabriel ha affermato che un nuovo pacchetto di sanzioni statunitensi contro la Russia potrebbe colpire gli interessi della Germania. Si tratta principalmente di progetti nel settore energetico. Questo è un punto di vista già noto, questa estate infatti Germania e Francia non hanno accolto le sanzioni statunitensi, quando il disegno di legge è stato preso in considerazione al Congresso.

È chiaro che il malcontento tedesco derivi più dalla domanda del “perché non si sono consultati con noi?”. E sarebbe infatti ingenuo fare affidamento sul fatto che la Germania prenderà dei provvedimenti concreti contro i piani statunitensi.

“Non vedo come l’Unione europea possa essere d’accordo su una nuova politica di distensione verso la Russia, se non altro perché i diversi Stati membri dell’UE hanno posizioni troppo diverse e non vedo tentativi da parte della Russia di prendere le misure necessarie per garantire che tale distensione avvenga. Mi sembra che il conflitto tra la Russia, da un lato e l’UE e la Germania, dall’altro, si sia esacerbato”, ha detto a Deutsche Welle Stefan Meister, capo del programma per l’Europa orientale e l’Asia centrale presso la Società tedesca di politica estera.

Ed arriviamo poi alla questione della parità e della considerazione degli interessi reciproci. La Russia, secondo Meister, “non è un potere globale, ma regionale dal punto di vista economico, delle risorse e della sua attrattiva. È vero, dispone di un arsenale nucleare ed ha un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, che riflette delle ambizioni globali, ma non è lo stato che determina l’ordine mondiale e la Russia d’altronde non avrebbe le risorse per farlo. Un tale ruolo può essere rivendicato solo dalla Cina e dagli Stati Uniti “, sostiene l’esperto tedesco. Notiamo come nemmeno l’Unione europea venga menzionata.

Bene, se è così, allora di che tipo di parità si potrebbe parlare? Più precisamente, se ne può parlare, ma nessuno ci presterà attenzione. Bisogna esserne coscienti e non dobbiamo essere ingenui a riguardo. Ed è necessario pendere atto del fatto che né gli Stati Uniti né l’Unione europea sono pronti a tener conto degli interessi della Russia, né ora né nel prossimo futuro. La sfida durerà molto e un’altra domanda che si pone è se il nostro Paese è disposto a mandarla avanti.

Laureato con lode in Mediazione Linguistica ed Interculturale presso La Sapienza, attualmente studente magistrale di International Relations-European Studies presso la LUISS Guido Carli.
Ho una passione per le lingue slave, la trap russa e tedesca, le musiche balcaniche e la TechnoHouse.
Non mi piace dovermi identificare in un’unica cultura, cerco sempre di prendere il meglio da ciò con cui vengo a contatto, tuttavia, per origini, il mio cuore e sangue appartengono all’Italia e all’Est Europa.

Ludovico Ekhar Ninotti

Laureato con lode in Mediazione Linguistica ed Interculturale presso La Sapienza, attualmente studente magistrale di International Relations-European Studies presso la LUISS Guido Carli. Ho una passione per le lingue slave, la trap russa e tedesca, le musiche balcaniche e la TechnoHouse. Non mi piace dovermi identificare in un'unica cultura, cerco sempre di prendere il meglio da ciò con cui vengo a contatto, tuttavia, per origini, il mio cuore e sangue appartengono all'Italia e all'Est Europa.