Qual è il vero significato dell’interiezione “nu” (ну)?

Fonte: cyrillitsa.ru,  14/11/2017 – tradotto da Giulia Romanelli

Nel “Dizionario della lingua russa con lista di frequenza dei termini”, che contiene 40.000 parole, “nu” mantiene saldamente il suo posto nella classifica delle prime 100 voci. Di certo questo termine non viene usato solo come interiezione: può infatti esprimere desiderio, stupore, ammirazione o addirittura ironia. Nonostante ciò oggi nel linguaggio quotidiano “nu” non viene sempre usato con tutte queste sfumature di significato.

Il termine “nu” è molto antico e si può trovare in diverse lingue slave. Non è stato ancora possibile stabilire chiaramente l’etimologia di questa parola. La maggior parte dei linguisti ritiene che all’inizio “nu” fosse un’onomatopea. Un’onomatopea tratta da quale suono? Il colpo di una frusta, il volo di una freccia, il suono di un’ascia? Di una sola cosa siamo certi: gli antichi slavi utilizzavano “nu” quando volevano indurre il loro interlocutore a fare qualcosa.

Sembra che i termini “bisogno” e “costringere” (нужда, нудить) derivino proprio da questa particella. Col passare del tempo questo lemma minaccioso iniziò ad essere usato per rafforzare un’affermazione. È probabile che anche gli slavi odierni, abusando del “nu”, inconsapevolmente vogliano dare al proprio discorso un maggiore significato. I filologi affermano che “nu” è usato nel parlato per incoraggiare l’interlocutore a rispondere, poiché questa particella ha la funzione di supportare il contatto comunicativo.

È interessante notare che nella lingua ittita (dell’antico popolo degli Ittiti, popolazione indoeuropea del II secolo a.C., N.d.t.) “nu” si trovava praticamente all’inizio di tutte le frasi.

 

 

L’Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all’università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull’est Europa.

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Giulia Romanelli

L'Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all'università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull'est Europa.