L’arte da qualsiasi cosa: 11 artisti che utilizzano materiali non tradizionali per i propri lavori

Fonte: KudaGo

Data pubblicazine: 01.03.2017

Alcuni artisti ritengono che sia giusto mantenersi fedeli allo stile classico altri, invece, decidono di abbandonarsi alla sperimentazione. Dai nostri dati scoprirete qualcosa su Benžamin Šajn, creatore di ritratti dalle tulle, su Nikos Floros, manipolatore di lattine di alluminio, su Baptiste Debombourg, che crea immagini con le graffette, ed ancora altri otto maestri dell’arte contemporanea che hanno approcci insoliti al mestiere.   

Nikos Floros

L’artista greco Nikoks Floros, è diventato famoso grazie ai quadri e alle sculture fatte con la lavorazione di lattine di alluminio riciclate. Per lui, la lamina colorata assomiglia allo smalto: l’artista combina minuscoli dettagli di vario colore ed il risultato è un’incredibile opera d’arte. Tra le sue creazioni, ci sono lussuosi “abiti” in stile barocco, ritratti monumentali di Gesù Cristo e altri della famiglia dell’ultimo imperatore russo. 

Jan Fabre

Alcune opere del belga Jan Fabre spaventano altre, invece, affascinano; ad ogni modo sono pochissime le persone che restano indifferenti ai suoi esperimenti di plastica. Nelle sue opere d’arte l’artista fa uso dei materiali più differenti, ma soprattutto è affascinato dall’estetica del mondo animale. Perciò, ad esempio, nelle sue collezioni sono spesso utilizzati i gusci dei coleotteri. 

Vinicius Quesada

Di alcuni artisti si dice che abbiano l’arte nel sangue, nel caso del brasiliano Vinicius Quesada la questione è leggermente diversa: nella sua arte c’è il sangue. I dipinti cremisi dell’autore sono composti con il colore rosso ottenuto dal suo stesso corpo. Di tanto in tanto il pittore si concede una vacanza creativa per dare una tregua ai globuli rossi. 

Karen Eland

La pittrice Karen Eland è una grande fan del caffè. Ad un certo punto ha deciso di portare questa sua passione ad un nuovo livello, ed ha iniziato a produrre copie dei quadri di gradi artisti usando, al posto della vernice, delle bevante aromatizzare. Di lei molto interessanti sono “L’ultima cena”, “La Monna Lisa”, “La notte stellata” e “La ragazza con l’orecchino di perla”. 

André Laban

Quando André Laban ha lavorato sulla “Calypso” di Jacques-Yves Cousteau progettava macchine fotografiche e videocamere. Riflettendo su come poter rendere in arte la bellezza del mare, ebbe l’idea di scrivere dipinti “subacquei”. Così, impregna il pennello di vernice e lo passa sull’imprimitura (o mestica, primo strato di materia pittorica che si applica su una superficie prima di iniziare a dipingere, ndt). Il risultato sono dei paesaggi emozionanti, intrisi dell’energia degli elementi naturali. “Mi sento sott’acqua!”, ha commentato un sub guardando i dipinti dell’artista.  

Igor ‘ Arinič

Con un sorriso, a Igor ‘ Arinič piace definirsi “kup’jur’e” (dal francese “copieur”: “copione”, ndt). I suoi quadri sono composti da vere banconote di epoca sovietica. Per l’opera “Il bagno del cavallo rosso”, basato sul dipinto di Kuzma Petrov-Vodkin, sono servite circa 3 mila banconote e sei mesi di scrupoloso lavoro.

 

Benžamin Šajn

Il materiale chiave, nell’arte di Benžamin Šajn, è il tulle. Armato di ferro da stiro, l’artista uniforma il tessuto ritraendo personaggi famosi come Rembrandt, Andy Worhol o la Principessa Diana. Per l’esposizione, l’artista si concentra attentamente sull’illuminazione: una mal disposizione delle luci può trasformare il quadro in un ammasso informe di tulle. 

Bredli Chart

Bredli Chart è un uomo dotato di un’incredibile forza di volontà. Lui utilizza le pellicole da imballaggio pluriball evitando di far scoppiare dozzine e dozzine di bolle d’aria. L’artista lavora riempiendo le bolle di vernice di un particolare colore. Dopo centinaia di “iniezioni”, appaiono ritratti o nature morte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Batist Debomburg

L’artista francese, Batist Decomburg, crea le sue opere con utensili da cancelleria: usa una classica spillatrice come se fosse un “pennello”. Visto da lontano un suo lavoro può sembrare un’opera di grafica, ma ad un osservatore più attento è subito chiaro che l’immagine sia composta da migliaia di minuscoli oggetti metallici. 

Vik Muniz

Per trovare i materiali da utilizzare nei suoi lavori, il brasiliano Vik Muniz, va regolarmente nella più grande discarica di Rio de Janeiro. Dagli scarti che raccoglie, crea immagini ispirate ad opere di Jacques-Louis David, di Leonardo Da Vinci, Andy Warhol. Con la sua arte, è facile immaginarlo, l’artista vuole sensibilizzare il pubblico circa il tema dell’ecologia. 

 

Augusto Esquivel

Le sculture positive di Augusto Esquivel, composte da bottoni colorati, confermano l’idea che l’arte possa nascere da ogni cosa. Tra le sue opere ci sono mobili, piante, strumenti musicali e persino ritratti. 

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L’esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del ‘900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull’insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici.
Alla domanda “perché hai scelto il russo?”, risponde senza molti giri di parole “perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia”.

Eugenio Alimena

Nato a Belvedere Marittimo, in Calabria, è cresciuto a Cosenza dove si è formato fino alla licenza liceale. L'esperienza universitaria romana, presso La Sapienza, gli ha permesso di ampliare i suoi orizzonti culturali e fisici, portandolo oltreoceano e oltre Urali spinto dallo studio, dal lavoro e da pura curiosità. Terminati gli studi di specializzazione in lingua e letteratura russa (dedicati soprattutto alla poesia del '900), attualmente vive e lavora a San Pietroburgo, dove si concentra principalmente sull'insegnamento e sulla diffusione della lingua italiana, mantenendosi contemporaneamente attivo in progetti personali e pubblici. Alla domanda "perché hai scelto il russo?", risponde senza molti giri di parole "perché, in un senso abbastanza stretto, fa parte della mia storia".