La vita dei “ladri nella legge” in libertà ai tempi dell’Unione Sovietica

Fonte: russian7.ru, 16/12/2017 – tradotto da Giulia Romanelli, Barbara Belvito e Federica D’Onofrio

I racconti sui “ladri nella legge” sono molto diffusi in Russia. Tuttavia si conosce ben poco della loro vita privata in famiglia e con i loro cari. Una canzone recita: “Ah, il destino di un ladro non è per niente invidiabile!”. Ma è davvero così? Certamente. Tuttavia è opinione diffusa che i ladri nella legge fossero straordinariamente ricchi, circondati da una miriade di guardie del corpo, e che viaggiassero in macchine di lusso.

Senza un soldo e malnutriti

Molti dei ladri nella legge a piede libero non possedevano nulla e vivevano di furti. Il defunto ladro Georgij Čikovani (detto Gogi) ricordava così quei tempi: “Eravamo mezzi affamati, non guardavamo in faccia a nessuno. Se rubavi, vivevi; se non rubavi, morivi di fame”. Il ladro nella legge Andrej Krylov (detto Kryl), come racconta sua moglie, fuori dal carcere non possedeva neanche i soldi per un caffè. Molti avevano la possibilità di vivere confortevolmente, tuttavia il severo codice d’onore dei ladri proibiva anche il solo pensarlo.

Il ladro nella legge di Novosibirsk Stepan Silič, secondo i racconti di sua nipote, era un asceta della vecchia scuola. L’interno della sua casa era semplice: un vecchio divano in pelle logoro e uno sgabello. Le autorità locali avevano più volte tentato di offrire gentilmente a Stepan un aiuto materiale, ma i suoi princìpi non gli avevano permesso di accettarlo. Anche l’appartamento di Gogi Čikovani non si distingueva per il lusso, ma era più comodo.

Da liberi, i ladri nella legge si dedicavano all’aiuto dei detenuti, usufruendo del denaro del loro “fondo comune” (chiamato “obščak”, appellativo usato anche per i gruppi della criminalità organizzata in Estonia e Russia, N.d.t.). Ladri nella legge come Andrej Isaev (detto Rospis’) e Aleksej Suchočev (detto Zub) si recavano spesso in visita ai carcerati arrecando questo tipo di “aiuto”. Si fermavano a dormire dove capitava. Di loro proprietà avevano soltanto dei vestiti e una borsa; l’automobile, invece, era “comune”.

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Il ladro nella legge Andrej Krylov e sua moglie Irina, 1994.

 Anche in famiglia non trovavano pace

I ladri nella legge avevano idee diverse riguardo i valori famigliari. Alcuni avevano famiglia, altri no. Ladri leggendari come Vasja Buzuluckij, Korž, Savos’ka e Rostik non l’avevano, nonostante convivessero con delle donne.

Al contrario, i ladri georgiani mettevano su famiglia, ma non trovavano comunque la serenità. Ad esempio il leggendario ladro di Batumi Zuri Cincadze dedicava la maggior parte del suo tempo ad aiutare la gente comune della sua città e a prendersi cura dei carcerati. Ospitava tutti in casa propria.

I figli dei ladri nella legge spesso non vedevano i loro padri per molto tempo. Il ladro Sergej Bojcov ha persino scritto questi versi: “Ho attraversato la vita come fa il vento. Dove volevo, là volavo. / Dei figli degli altri mi sono rallegrato, così che di miei non ne ho avuti. / Quanto pesa adesso pensare che in vita mia ho perso tante cose, / Che in vita mia tante cose non ho visto. / Tutta la mia esistenza non è che un grigiume, e mai di meglio ho visto o conosciuto”. Secondo le memorie della moglie del ladro Andrej Krylov: “lui desiderava avere fede e amare… semplicemente essere un uomo felice”.

Zuri Cincadze, famoso ladro nella legge di Batumi, con la sua famiglia.

Salute compromessa e nervi a pezzi

Il defunto ladro Valerij Silagadze (detto Sukhumi) non trovò felicità nell’amore e così cercò conforto nell’alcool. In generale i ladri della vecchia scuola erano assidui bevitori. Ad esempio, Evgenij Vacin (detto Džem) e Farid Chabibulin (Detto Rezannyj) soffrivano di forti crisi dovute all’ alcolismo, spesso culminanti in attacchi cardiaci e ricoveri in ospedale.  C’erano tuttavia altri ladri nella legge, come Valerij Dlugač (detto Globus), che non bevevano, non fumavano, non assumevano droghe e conducevano uno stile di vita sano. Ma questi erano casi rari. Solitamente i ladri nella legge uscivano di prigione con i nervi a pezzi e la salute fortemente compromessa.

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Le “Belomor” e il mito della vita agiata

I ladri nella legge avevano grande cura dell’aspetto esteriore ed erano sempre vestiti di tutto punto. In primavera ed estate indossavano coppole, mantelli, pantaloni con pinces e jeans. In autunno e inverno preferivano invece berretti di visone o ondatra, capotti di montone e guanti caldi. Tramite il loro aspetto esteriore volevano dimostrare di condurre una vita agiata, ma non era altro che un bluff.

Le sigarette alla moda  tra i ladri erano le “Belomor” e le “Kazbek”. Alla fine degli anni 80 fumavano sigarette d’importazione come, per esempio, le bulgare “Radopi”. I ladri nella legge spendevano soldi rapidamente e con facilità, spesso sperperandoli nei ristoranti. Molti di loro, per non destare sospetti, si spacciavano per ingegneri o marinai.

Sigarette “Belomorkanal”

 

L’Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all’università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull’est Europa.

Giulia Romanelli

L'Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all'università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull'est Europa.