Tre stupende città su un solo fiume

Fonte: Moiarussia, di Il’ja Krištul, Traduzione di Alessandra Schirò – Italia Russia Corner

Volga… Volga mammina, Volga che disseta, Volga che sfama, Volga: grandissimo fiume russo…

Sul Volga si inventano innumerevoli canzoni e poesie, racconti e dipinti, romanzi e opere teatrali, si inscenano spettacoli e si girano film. Nei film dove è presente il Volga, appare in primo piano e in quasi tutte le scene! Ricordate “Volga-Volga”, “Romanzo crudele”, “Oči černye”, “Il giorno delle elezioni”, “Service cinese”… È impossibile superare la zarina dei fiumi russi (in russo Volga va al femminile, ndt), e i registi, insieme agli attori, lo capivano benissimo. Le attribuivano fin da principio la parte da protagonista.

“Ho capito la Russia solo quando ho visto il Volga”, disse il tedesco Bismarck che un tempo fu ambasciatore in Russia. Ha ragione. Bisogna vedere il Volga per forza, godere della sua potenza e della sua ampiezza, passeggiare sulle sue rive, sciacquarsi con le sue acque, respirare la sua aria…

Nel viaggio che noi vi proponiamo, riuscirete non solo a visitare il Basso Volga (e il Basso Volga, dopo l’immissario Kama, si può davvero dire che sia potente e che attiri l’immaginazione), ma anche a vedere tre città meravigliose. Tre città che sorgono sullo stesso fiume, tre mondi completamente diversi.

SAMARA

Riviera antica e ulitsa Maksima Gor’kogo, Samara. Foto: Stepanov Slava

Interessante:
La canzone “Akh, Samara – gorodok” (“Oh, Samara cittadina”) è l’inno non ufficiale della città. Fu suonato per i combattenti sovietici il 9 maggio 1945 nel dilapidato Reichstag. interpretato dal solista della Filarmonica Kuibyšev di Vera Zenkevič.

Da tempo non è più la “Samara cittadina” della vecchia canzone, ma una città milionaria, dove ogni cosa è la più bella che ci sia. A Samara c’è la stazione ferroviaria più alta d’Europa, la più grande piazza della Russia (piazza Kuibyshev), c’è una delle rive più lunghe e più belle con una spiaggia di sette chilometri, c’è la più deliziosa birra “Zhigulevskoe” e, non lontano, scorre il mare Zhigulevskoe, ovvero il più grande serbatoio sul Volga e terzo nel mondo per territorio occupato.

Samara è riuscita a essere, anche se non ufficialmente, la capitale del paese. Ciò accadde durante la guerra, quando il Soviet supremo dell’URSS e il Consiglio dei commissari del popolo, ovvero le autorità supreme di allora, furono evacuati a Samara. lo stesso accadde con l’intero corpo diplomatico, le grandi aziende e fabbriche, le società, le filarmoniche e i circhi, i teatri Bolšoj e Malyj… Quindi, anche in quel momento difficile, a Samara si svolgevano i concerti, venivano rappresentati opere, balletti e spettacoli teatrali, un’orchestra di ottoni suonava sul famoso lungomare.

Samara, ancora oggi, è una città turistica, con una folla rumorosa di persone sul lungomare, fiumi di birra fresca, tramonti mozzafiato sulle spiagge sabbiose, sorrisi sui volti dei cittadini e un atteggiamento molto amichevole verso gli ospiti della città. Tutta questa esuberante magnificenza è rigidamente osservata dal soldato dell’Armata Rossa Sukhov dal “Bianco Sole del Deserto” (film russo del 1970, ndt). Il monumento si trova proprio sul lungomare. Perché proprio Sukhov? Semplice, è originario di questi luoghi.

“Bene, arriverò al Volga, e poi sarò a un tiro di schioppo da Samara”, questo è ciò che ha detto Fyodor Ivanovich Sukhov nel film. In realtà a Samara è nato e cresciuto Valentin Ježov, lo sceneggiatore che ci ha regalato il personaggio dell’eroe, il soldato dell’esercito rosso Sukhov…

TOGLIATTI

Monumento a V. N. Tatiščev – fondatore della città di Togliatti. Foto da bestmaps.ru

A differenza della festosa Samara, Togliatti, pur trovandosi sulla riva del Mare Žiguli, è una città operaia. Può essere descritta in una parola: AvtoVAZ. Non importa quanto abbiamo riso delle Žiguli, delle Lada, delle Niva, e soprattutto della piccola Oka. Migliaia di queste macchine corrono lungo le nostre strade, non solo nel nostro paese, senza arrendersi alla pressione di numerose auto straniere. Ciononostante, AvtoVAZ produce ormai da tempo Nissan, Renault e Chevrolet, oltre a Lada.

Nella città in cui si trova il gigante dell’auto, il destino scorre complicato e confuso. Togliatti, ad esempio, nel 2017 celebra il 280 ° anniversario della città, sebbene abbia solo 62 anni.

Fatto sta che la città di Stavropol (da non confondere con l’altra, odierna Stavropol!), come si chiamava allora Togliatti, cadde nella zona di piena durante la costruzione della centrale idroelettrica di Žiguli e fu quasi completamente trasferita in una nuova posizione. E ancora prima, una volta perdeva lo status di città, diventando un villaggio, poi lo riacquistava di nuovo. Nel 1964 fu finalmente ribattezzato in onore del famoso ma poco conosciuto comunista italiano. Gli abitanti di Togliatti a volte si riuniscono in raduni al fine di restituire il nome storico alla città, ma lo fanno in maniera pigra, perchè si rendono conto che due Stavropol in un solo paese sono troppe.

Interessante:

Togliatti, con una popolazione di oltre 700.000 persone, è la più grande città della Russia a non essere il capoluogo della sua regione federale.

SYZRAN

Syzran, foto di Viktor Pyljavskij

Se Samara è festaiola e Togliatti è una grande città operaia, allora Syzran è un’antica città mercantile. Tranquilla, patriarcale, quasi a un piano solo, con una bella architettura, ha il suo Cremlino, molte chiese e cattedrali, abitanti sereni e ospitali.

La città è semplicemente creata per passeggiate tranquille, per la contemplazione silenziosa del flusso maestoso del Volga, per chiacchierate accoglienti dentro a un caffè… Ma se c’è una cosa da fare necessariamente una volta arrivati a Syzran, è provare i famosi pomodori di Syzran! Ad agosto, in questa città si svolge una festa chiamata “Pomodoro di Syzran”. E solo a Syzran il pomodoro è di genere femminile. Le persone locali lo chiamano proprio così: “nasha pomidora” (“la nostra pomodora”, ndt).

Questa festa è unica nel suo genere. Da nessuna parte nel mondo i pomodori vengono onorati. E i pomodori Syzran hanno davvero un sapore particolare. Perchè? E’ un segreto… La chiave, molto probabilmente, sta nell’aria pulita e nelle acque del Volga. E la marmellata di pomodoro? E i liquori, e torte al pomodoro? E il pane al pomodoro… Beh, come dicono gli stessi abitanti di Syzran, è meglio mangiare il pomodoro nella sua forma pura. Perchè “la nostra pomodora è pura carne!”

Interessante:

La città ha ricevuto il suo nome dal fiume Syzran (ora Syzranka), sul quale è stata fondata la fortezza (il Cremlino di Syzran). Il nome del fiume in traduzione da turco significa “fiume che scorre dal burrone; fiume basso “.

* * *

Tre città vicine e tre caratteri completamente diversi … Persino durante la Guerra Civile, la rumorosa Samara fu liberata dal rumoroso Čapaj, la seria Stavropol (Togliatti) dal serio Frunze, mentre la tranquilla Syzran non fu liberata da nessuno. Si è liberata da sola, senza colpi di arma da fuoco.

Dunque seguite le parole del soldato dell’Armata Rossa Sukhov: andate al Volga, da lì sarete a un tiro di schioppo da Samara.

E sappiate che i baškiri del Volga, i tartari e i ciuvasci hanno un detto comune: “Chi si lava nel Volga, invita in casa propria la ricchezza”.

Quindi lavatevi nelle acque del Volga!

Fiume Volga, foto di vodabereg.ru

Curiosità:

Il Volga è un fiume della parte europea della Russia. È uno dei più grandi fiumi della Terra e il più lungo in Europa. La parte del territorio della Russia adiacente al Volga è chiamata Regione del Volga.

Il nome russo Volga (dall’antico slavo Вльга) è originario del protoslavo Vьlga, cfr. во́лглый — волога — влага (umidità, ndt).

La lunghezza del fiume è di 3530 km (prima della costruzione di bacini artificiali 3690 km), e l’area del suo bacino idrografico è di 1360 mila km2.

Sul Volga ci sono quattro città milionarie (in ordine dalla sorgente alla foce): Nizhny Novgorod, Kazan, Samara, Volgograd. Complessivamente sul Volga sorgono più di 60 città della Russia.

 

 

Italia Russia Corner è nato mentre osservavo i fiocchi di neve solcare la finestra della mia stanza e il termometro segnava -30°C. Oggi sono qui, insieme ad altri appassionati slavofili, per raccontarvi la Russia e i suoi legami con l’Italia.
Alessandra Schirò

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