I giovani non ricordano che cosa è successo negli anni ‘90

Fonte: lenta.ru 14/12/2017. Articolo tradotto da Stefania Persano

Le citazioni principali dalla grande conferenza stampa di Putin

Al Cremlino la grande conferenza stampa del capo di Stato che si svolgerà giovedì 14 dicembre presso il Centro Internazionale del Commercio a Mosca è stata definita speciale. Si prevede che farà chiarezza su molte questioni. Oltre a un numero record di giornalisti, quest’anno è stata accreditata per l’evento Ksenia Sobchak (una presentatrice televisiva russa, NdT), che aveva espresso il desiderio di candidarsi per la presidenza. Il segretario stampa dell’attuale leader, Dmitrij Peskov, spera che la presentatrice televisiva non organizzi un dibattito.

Lenta.ru” segue le comunicazioni di Vladimir Putin con la stampa.

Il futuro della Russia

Ho già detto molte volte come vorrei vedere la Russia. Lo dico di nuovo: deve essere orientata al futuro, essere molto moderna, il sistema politico deve essere flessibile, l’economia deve fondarsi sulle tecnologie avanzate, la produttività del lavoro deve moltiplicarsi”.

 

I doveri delle autorità

Ritengo essenziale focalizzare l’attenzione sia sulle autorità, sia sull’intera società. Tra le questioni più importanti vi sono in particolare lo sviluppo delle infrastrutture, l’assistenza sanitaria, l’istruzione. Ci sono, come ho già detto, le tecnologie avanzate, l’aumento della produttività del lavoro, e senza dubbio tutto questo dovrebbe mirare ad aumentare i redditi dei cittadini, ad aumentare i redditi della nostra gente”.

La gestione personalistica del Paese

Sapete, il mito della gestione personalistica è fortemente sopravvalutato. Sia nelle regioni, sia a livello federale nel regime attuale – e vi dico questo come persona che ha guidato il Governo per 4 anni e mezzo e negli ultimi 4 anni ha lavorato per un mandato a tempo pieno – non vi immaginate che colossale mole di lavoro passa attraverso il Governo. È il lavoro più pesante e complesso nel sistema di gestione. Intervenire su ogni problema, per non dire immergervisi, è impossibile. E nelle regioni è lo stesso: spesso non riusciamo a raggiungere le regioni, a volte addirittura non sappiamo che cosa vi succeda. Questo, naturalmente, è sbagliato: bisogna sapere tutto. Per questo organizziamo l’evento di oggi, le conferenze annuali e le linee dirette, non importa come vengano bollate né che si dica che sono pure formalità: non è così”.

L’opposizione

Quando parliamo di opposizione, è importante non solo fare chiasso nelle piazze o nei dietro le quinte e parlare di regime anti-popolare, è importante definire qualcosa, per migliorare [la vita nel Paese] (…) Molte persone sono insoddisfatte e hanno ragione a esserlo, ma quando le persone iniziano a fare confronti e a guardare quello che offre l’opposizione, specialmente quella non sistemica, appaiono grossi dubbi. Ecco il principale problema, secondo me, di chi vorrebbe essere un’opposizione competitiva. È necessario offrire un programma reale, non effimero, non clamoroso”.

 

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La gioventù e il ricordo degli anni ‘90

Sicuramente i giovani assolutamente non ricordano o non sanno che cosa è successo negli anni ‘90 e all’inizio degli anni 2000. Non possono confrontare con quello che c’è oggi. (…) Noi abbiamo vissuto in condizioni di guerra civile per un lungo periodo di tempo, praticamente sei anni, anzi di più – quasi dieci, quando eravamo ragazzi di 18-19 anni, impreparati, inesperti, sotto i proiettili che il Paese è stato costretto a sparare. Guardate ora che esercito abbiamo (…) Ora abbiamo molti problemi e ci siamo riuniti oggi innanzitutto per parlare di questi problemi. Ne parleremo senza alcuna velatura, ma il nostro PIL è cresciuto del 75% dal 2000. (…) Abbiamo dei salari reali che sono calati semplicemente – e ne parleremo – in seguito ai fenomeni di crisi degli ultimi tre anni. Ma partendo dall’inizio degli anni 2000 i salari reali sono cresciuti di 3,5 volte, la pensione

reale di 3,6 volte, la mortalità infantile è diminuita di 2,6 volte, la mortalità materna di 4 volte. (…)

La Russia si è ridotta di un milione di persone l’anno ed abbiamo interrotto il problema demografico. Anche qui sussistono problemi, ma ciononostante uno lo abbiamo interrotto”.

Lo scandalo del doping

Siamo noi stessi colpevoli per questo, noi abbiamo fatto sì che accadesse. Sono stati identificati dei casi di doping. È vero, sono stati identificati anche in altri Paesi, ma lì non vi è un tale aggiotaggio politicizzato. Lavoreremo con calma, elimineremo i problemi esistenti, ma difenderemo anche gli interessi dei nostri atleti, anche nei tribunali civili, il che, naturalmente, queste organizzazioni non vogliono, ma cosa possiamo fare?”

Gregorij Rodčenko

Si trova sotto il controllo e la protezione dell’FBI. Per noi questo non è un plus, è un minus.

Significa che lavora sotto il controllo dei servizi segreti americani. Che cosa ci fanno con lui? Che farmaci gli danno per fargli dire quello che serve? È semplicemente ridicolo”.

(…)

È strano che una persona sospettata di diffondere il doping sia stata autorizzata per questo lavoro.

È uno sbaglio di quelli che lo hanno portato lì. Non bisogna lavorare con persone che provano a porre fine alla loro vita suicidandosi. Significa che hanno dei problemi. Non si può fare affidamento sulla loro testimonianza. Come è potuto accadere che tale soggetto finisse a capo della nostra struttura antidoping? Uno sbaglio, certo, di quelli che l’hanno fatto. So chi l’ha fatto. Ma ora che possiamo dire di questo?”

Le spese militari

Quello che spendiamo è abbastanza. C’è una barzelletta abbastanza contemporanea. Un figlio va da un ex ufficiale e questi domanda al figlio: «Qui c’era un pugnale, dov’è?» Lui risponde: «Non ti arrabbiare, l’ho scambiato con un orologio col ragazzo del cortile vicino.» «Mostra l’orologio, da bravo. E se domani vengono da noi i banditi, uccidono me, tua madre, i tuoi tre fratelli, violentano tua sorella, tu che gli dici? Buonasera, sono le 12 e 30 minuti secondo l’ora di Mosca?» Non vogliamo un tale decorso degli eventi.”

 

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L’innalzamento dell’età pensionabile

A coloro che parlano dell’innalzamento dell’età pensionabile bisogna dire che la soglia del pensionamento è stata designata negli anni ’30 del secolo scorso, quando anche l’aspettativa di vita era diversa. Ora tutti gli Stati Europei, tutti gli Stati che ci circondano, hanno già tutti deliberato per l’innalzamento dell’età pensionabile. Non l’abbiamo fatto solo noi. I sostenitori di questa decisione affermano che, se non si innalza l’età pensionabile, allora diminuirà la quantità di lavoratori e aumenterà quella di pensionati, il che non ci darà l’opportunità di bilanciare il sistema pensionistico.

Ma ci sono anche altre considerazioni. Bisogna calcolare tutto attentamente. Qualsiasi decisione prendiamo, non avrà effetto su coloro che sono già in pensione. Non deve essere una decisione singola e scioccante. Deve essere presa gradualmente e delicatamente. Non è stata presa una decisione definitiva”.

A proposito di Saakašvili

Ritengo che quanto fa Saakašvili sia uno sputo in faccia al popolo Georgiano e uno sputo in faccia al popolo Ucraino. Come potete ancora tollerarlo? Lui è stato presidente dello Stato indipendente Georgiano. E ora si precipita nelle piazze urlando a tutto il mondo: io sono Ucraino! Non abbiamo forse veri Ucraini in Ucraina? E l’Ucraina tollera tutto questo, capite? Fa male osservare tutto questo. Mi sanguina il cuore”.

 

Gli oppositori e la concorrenza politica

Volete che questi Saakašvili destabilizzino la situazione nel Paese? Volete che passiamo da un Maidan all’altro? Che subiamo tentativi di colpo di Stato? Volete che corrano per le piazze decine di “Saakašvili”? (…) Volete che subiamo tentativi di colpo di Stato? Siamo già passati attraverso tutto questo. Volete che si ripeta? Io sono convinto che la stragrande maggioranza dei russi non lo voglia e che non lo permetterà. Ci deve essere concorrenza e ci sarà. L’unico problema è il radicalismo”.

Il Donbass

Per quanto riguarda le tragedie che stanno accadendo là – e si tratta indubbiamente di tragedie -bisogna sempre guardare alla fonte. La fonte è il colpo di stato, l’attacco armato e incostituzionale al potere. Come è noto una parte del popolo Ucraino non era d’accordo con ciò e ha iniziato a combatterlo. Questi dissidenti, nonostante la presunta aspirazione dell’Ucraina a entrare in seno alla civiltà Europea, non sono stati combattuti con mezzi democratici ma prima attraverso l’uso di servizi speciali e poi attraverso l’uso su vasta scala delle forze armate.

Sul territorio del Donbass non è presente l’esercito Russo, ma sono davvero presenti alcune formazioni di polizia militare che sono autosufficienti e pronte a respingere qualsiasi azione militare su larga scala contro il Donbass.

Noi riteniamo che questo corrisponda agli interessi delle persone che vivono in quel territorio poiché, se non avessere tale opportunità, un massacro ancora peggiore che a Srebrenica potrebbe essere eseguito dai cosiddetti battaglioni nazionalisti. E nulla li fermerà, compresi gli appelli – come mi hanno consigliato alcuni dei miei colleghi occidentali – alle organizzazioni internazionali per i diritti umani nel caso dello sviluppo di tali eventi. E di questo siamo pienamente consapevoli”.

 

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L’interferenza della Russia nelle elezioni americane

Tutto questo è stato inventato da persone che si oppongono a Trump al fine di dare al suo lavoro un carattere illegittimo. Per me risulta addirittura strano come questo venga fatto da persone che non capiscono che stanno danneggiano lo stato politico interno del Paese, dissanguando le possibilità del capo di Stato eletto. Significa semplicemente che non rispettano gli elettori che hanno votato per lui. (…)

Non sta a me giudicare l’operato del presidente Trump. Lo deve fare il suo elettorato: il popolo Americano. Vediamo oggettivamente alcuni risultati abbastanza seri già dal breve periodo di tempo in cui ha lavorato. Guardate la crescita dei mercati. Questo esprime la fiducia degli investitori nell’economia Americana”.

Leccese del 1990, mi sono laureata in Lingue Straniere all’Università di Torino. Dopo aver viaggiato molto in Europa, sono approdata in Russia con un contratto estivo come accompagnatrice turistica. Innamoratami di San Pietroburgo, ci sono rimasta un anno e mezzo come insegnante di italiano. Ora insegno a Torino, dove continuo a interessarmi al mondo russo e alla sua prodigiosa lingua.

Stefania Persano

Leccese del 1990, mi sono laureata in Lingue Straniere all’Università di Torino. Dopo aver viaggiato molto in Europa, sono approdata in Russia con un contratto estivo come accompagnatrice turistica. Innamoratami di San Pietroburgo, ci sono rimasta un anno e mezzo come insegnante di italiano. Ora insegno a Torino, dove continuo a interessarmi al mondo russo e alla sua prodigiosa lingua.

  • Nicola Facciolini

    Forza Presidente !