La popolarità di Putin è talmente sorprendente da potersi definire come mancanza di alternative

Fonte: Kommersant 7/12/2017 – tradotto dagli studenti del Master ELEO: Elena Nuzzo, Elena Berizzi, Lara Bosello, Elena Burghelea, Giacomo De Carlo, Giulia Schimmenti

Le opinioni delle testate estere sulla partecipazione di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali

Mercoledì nella fabbrica automobilistica di Gor’kovskij (GAZ) il presidente della Russia Vladimir Putin ha annunciato che si candiderà alle elezioni del 2018. Di seguito le reazioni dei media esteri nella rassegna di “Kommersant”.

The Independent (Londra, Gran Bretagna)

La lunga attesa è finita: Vladimir Putin ha dichiarato di voler essere riconfermato alla carica di presidente nel 2018. Non era un segreto il fatto che avrebbe partecipato alle elezioni, ma l’annuncio è arrivato una settimana prima di quanto ci si aspettasse. Molti pensavano che sarebbe avvenuto a metà dicembre, riducendo così la campagna elettorale a tre mesi, ma lasciando comunque al presidente il tempo necessario per registrarsi come candidato indipendente.

The Washington Post (Washington, USA)

Il 6 dicembre Putin ha annunciato che parteciperà alle prossime elezioni. Come previsto, a metà dicembre, la commissione elettorale centrale della Russia darà formalmente il via alla campagna elettorale. Le elezioni in sistemi misti analoghi non sono volte a determinare chi salirà al governo, ma piuttosto a segnalare la forza e la resistenza del regime ai potenziali candidati. Le elezioni con tali sistemi vengono spesso oscurate con l’uso della risorsa amministrativa, ma vengono comunque svolte accanitamente. A causa della manipolazione delle elezioni da parte delle élites che si trovano al potere, vi è una diffusa tendenza a non dargli importanza. Ciononostante, il livello di controllo statale sul processo elettorale, è già di per sé una ragione per prestare attenzione alle votazioni.

The Daily Telegraph (Londra, Gran Bretagna)

Dopo mesi di rumors e trepidante attesa, Vladimir Putin ha dichiarato che si ricandiderà alle elezioni presidenziali di marzo. La televisione nazionale ha subito dedicato a quanto accaduto i propri notiziari serali, definendo questo annuncio un “avvenimento storico”. Al partito dirigente “Edinaja Rossija” (Russia Unita) sono bastati pochi minuti per annunciare il proprio sostegno al presidente Putin.

Con i suoi 65 anni il presidente Putin ha raggiunto l’età pensionabile russa e governa il Paese da 18 anni. Soltanto Iosif Stalin ha governato più a lungo di lui. A volte, durante le manifestazioni pubbliche, dà l’impressione che i problemi di politica interna abbiano cominciato ad annoiarlo e per di più, è indubbiamente ancora coinvolto al massimo grado negli affari di politica estera. La breve campagna presidenziale del 2018 non lascerà spazio alle sorprese e sarà più comoda per il presidente Putin, il quale prima evitava campagne elettorali in tutto il paese mandando persone di fiducia a parlare a suo nome durante i dibattiti con gli altri candidati.

Sueddeutsche Zeitung (Monaco, Germania)

Nel suo tanto atteso intervento, Vladimir Putin ha dichiarato che ha intenzione di rimanere il Presidente della Russia dopo il 2018… sul fatto che Putin vincerà le elezioni non c’è alcun dubbio. Per ora non è chiaro se si riuscirà a raggiungere il risultato che sarà ritenuto sufficiente per la legittimazione del quarto mandato del Presidente. Si dice che gli strateghi dell’amministrazione presidenziale si siano posti come obiettivo il 70/70: il 70% di voti per Putin nel caso ci sia un’affluenza alle elezioni pari al 70%.

Neue Zuercher Zeitung (Zurigo, Svizzera)

Il Presidente della Russia si ricandiderà alle elezioni di marzo. Al momento, non c’è nessuna alternativa a Putin dal punto di vista politico, ma lui stesso ha a malapena nuove idee…

È importante sottolineare come abbia reso pubblica la sua decisione, facendo una dichiarazione da una delle più antiche fabbriche automobilistiche del paese, situata nella città di Nižnij Novgorod. L’Unione Sovietica vi produceva Camion e auto di lusso, come “Volga” e “Čaika” – prodotti patriottici di alta qualità, rimasti affidabili fino ai giorni nostri. Si potrebbe dire lo stesso di Putin, il quale, con i suoi quasi 18 anni di permanenza al potere incarna addirittura l’idea stessa di continuità e stabilità.

Lo scenario più probabile è che il 65enne cittadino Pietroburghese rimanga al potere per i prossimi sei anni. La popolarità di Putin è talmente sorprendente da potersi definire come mancanza di alternative. Una “Russia senza Putin”, che veniva invocata dai dimostranti sei anni fa, ora è diventata praticamente impossibile da immaginare…

Tenendo conto della brutale storia russa del XX secolo e della profonda crisi degli anni ’90, i Russi non vogliono fare esperimenti e per questo sono fedeli a Putin… così ci sono sempre meno forze politiche e dimostrazioni di massa che potrebbero, a lungo termine, essere una minaccia alle basi del potere di Putin. Queste potrebbero essere erose da questa situazione di stallo. Non sarebbe la prima volta nella storia della Russia – l’Unione Sovietica crollò dopo lunghi anni di stallo, quando l’élite era diventata troppo indifferente, per difenderla.

Bloomberg (New York, USA)

Il presidente Vladimir Putin, che ha governato la Russia per 18 anni, ha annunciato che nel mese di marzo si candiderà per un nuovo mandato. La presenza di limiti costituzionali stabilisce che, con ogni probabilità, sarà il suo ultimo mandato.

Come Vladimir Putin ha scelto il luogo e il momento per l’annuncio

Trovandosi all’apice del proprio potere, sia per quanto riguarda la politica interna, che per quella estera, ci si aspetta che Putin vinca le elezioni con una netta maggioranza. Come dimostrano gli ultimi sondaggi di opinione pubblica, potrebbe ricevere il 67% dei voti. Ma, nonostante la popolarità del presidente nel proprio paese, i suoi metodi aggressivi per potenziare l’influenza globale della Russia hanno provocato un inasprimento della tensione nelle relazioni con l’Occidente. I rapporti con gli Stati Uniti si trovano ai minimi storici dal momento della fine della guerra fredda e la Russia è minacciata da nuove sanzioni a causa dell’interferenza del Cremlino nelle elezioni presidenziali.

New York Times (New York, USA)

L’intero mandato presidenziale della durata di sei anni -fino al 2024- renderà il suo governo di 24 anni (incluso il periodo in cui ha ricoperto la carica di Primo Ministro) il più duraturo tra quelli dei leader russi dopo Iosif Stalin, il quale è rimasto al Cremlino per 29 anni. Molti sono convinti che il presidente Putin abbia intenzione di utilizzare questo ultimo mandato (se si escludono nuove modifiche alla Costituzione) per consolidare la reputazione di una delle più importanti personalità storiche nella storia russa. Un percorso alquanto incredibile per il presidente Putin, che ha trascorso una parte considerevole dell’inizio della propria carriera nella Germania Est in qualità di agente di medio livello del KGB.

Il presidente Putin ha rilasciato la tanto attesa dichiarazione in una fabbrica di automobili a Nižnij Novgorod. Ha fatto il suo breve annuncio come se fosse spontaneo, ma in maniera scrupolosamente meditata, come ama fare in occasione delle apparizioni in diretta televisiva.

The Wall Street Journal (New York, USA)

L’annuncio della ricandidatura di Putin alla presidenza è stato accolto con grande entusiasmo nel corso di un incontro chiaramente organizzato. Scenari simili sono diventati abituali da quando Putin è tornato alla carica di presidente nel 2012, dopo i quattro anni da Primo Ministro che gli hanno permesso di non violare la Costituzione.

Daily Express (Londra, Regno Unito)

Il presidente Putin, che è al potere – in qualità di presidente o di Primo Ministro – già dal 2000, tenterà di prolungare il suo governo fino al 2024… La principale difficoltà per Putin nelle elezioni del marzo 2018, sarà quella di non raccogliere un numero di voti superiore rispetto agli altri candidati, ma, come è prevedibile, ci riuscirà facilmente. Tuttavia ha bisogno di mobilitare in qualche modo l’elettorato, che sta precipitando sempre di più nell’apatia, senza tralasciare la complessità che deriva dal mantenere l’apparenza della competizione alle elezioni.

Master ELEO è un master di I livello organizzato da Ca’ Foscari Challenge School che combina trasversalmente competenze linguistiche, manageriali e giuridiche. Si rivolge principalmente a laureati in lingua russa o che ne abbiano una conoscenza certificata. Lo scopo del Master è quello di formare manager esperti nelle relazioni economiche e commerciali con la Russia, con i principali Paesi dell’Europa Orientale e dell’area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. La faculty, composta da docenti e professionisti di livello internazionale, arricchisce il programma didattico multidisciplinare e intensivo.

Master ELEO

Master ELEO è un master di I livello organizzato da Ca' Foscari Challenge School che combina trasversalmente competenze linguistiche, manageriali e giuridiche. Si rivolge principalmente a laureati in lingua russa o che ne abbiano una conoscenza certificata. Lo scopo del Master è quello di formare manager esperti nelle relazioni economiche e commerciali con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. La faculty, composta da docenti e professionisti di livello internazionale, arricchisce il programma didattico multidisciplinare e intensivo.