Quando gli alberi di Natale erano grandi

Fonte: Moslenta.ru; 31/12/2017; tradotto da Daria Mangione

Sarà un’affermazione banale, ma il Capodanno è di fatto, ormai da molti anni, la festa più amata dalla maggior parte dei russi. Come si festeggiava il Capodanno a Mosca negli anni passati? Per scoprirlo, MOSLENTA è andata a sfogliare tra le foto d’archivio.

Cosa sappiamo sulla storia del Capodanno a Mosca? I primi addobbi cittadini risalgono a più di 300 anni fa, ma solo più tardi si iniziò a festeggiare in massa per le strade. Come avvenivano i festeggiamenti? Nella cattedrale della Dormizione e in quella dell’Annunciazione, presso il Cremlino, si celebravano la messa e le altre cerimonie legate alla festa: la processione, la lettura del Vangelo e degli scritti dell’Apostolo, la benedizione dell’acqua, il lavaggio delle icone. Alle cerimonie partecipavano il patriarca e lo zar, erano invitati i boiardi e i voivodi (comandanti militari NdT), i nobili e gli ecclesiastici della Duma. Gli ambasciatori stranieri portavano doni da paesi lontani. Un’altra nota positiva: il primo giorno dell’anno lo zar conferiva, ai sudditi che si erano fatti onore, ranghi e onorificenze, denaro e pellicce di ermellino, calici d’oro e d’argento. Tra la folla venivano gettate monete di valore minore. I ricchi facevano offerte ai ricoveri oppure vi mandavano vestiti o cibo: torte salate, kalač (forma di pane bianco NdT), panforte.

Tuttavia, fino alla Rivoluzione il Capodanno era considerato una festa esclusivamente mondana e secondaria rispetto al Natale. Infatti, la tradizione dell’albero di Natale (in russo: albero di Capodanno, NdT) prese piede in Russia solo al tempo di Nicola II. Questo grazie alla moglie dello zar, Alessandra Fëdorovna, una principessa prussiana convertita all’ortodossia. I guai arrivarono inaspettati: nel 1914, sull’onda dell’umore antitedesco causato dalla prima guerra mondiale, il Sinodo dichiarò l’albero di Natale “un’invenzione tedesca, nemica, estranea al popolo russo ortodosso”.  Più avanti le cose peggiorano: dapprima Stalin vietò gli abeti di Natale come espressione di carattere antisovietico, in seguito le autorità iniziarono persino a fare delle ispezioni, mirate a scovare i contravventori.

Le cose cambiarono nel 1937, quando l’albero di Natale fece la sua apparizione nella Casa delle unioni sindacali. Non solo: le autorità emisero persino un formulario che spiegava come addobbare correttamente l’abete.

Dal 1947 il 1 gennaio tornò ad essere un giorno di festa, e nel 1954 per la prima volta si accese l’albero presso il Cremlino. Da allora non ci si è più fermati: di anno in anno le feste di Capodanno a Mosca hanno acquisito sempre più fasto, e queste foto d’archivio ne sono la prova.

Albero di Natale al GUM Foto: Ogonëk / Kommersant

 

Ballo di Capodanno per gli studenti dell’Università statale di Mosca (MGU) Lomonosov Foto: Ogonëk / Kommersant

 

Mosca di notte: il viale Novyj Arbat la vigilia di Capodanno Foto: Ogonëk / Kommersant

 

Dedy Morozy (Babbi Natale NdT) Foto: Ogonëk / Kommersant

 

Capodanno si avvicina! In un negozio di giocattoli Foto: Ogonëk / Kommersant

 

Ded Moroz (Babbo Natale) e Sneguročka (Fiocco di Neve) con i bambini intorno all’albero in uno dei circoli di Mosca
Foto: David Šolomovič/ RIA Novosti

 

URSS. Mosca. 25 dicembre 1986. Mercato degli addobbi per l’albero sulla via Staryj Arbat Foto: Vitalij Sozinov / TASS

 

Mosca. I bambini della scuola materna della fabbrica Dukat aprono i pacchetti con i regali ricevuti a Capodanno Foto: Michail Trachman / TASS

 

URSS. Mosca. 31 dicembre 1981. Studentesse all’entrata del Parco Gorkij Foto: Jurij Lizunov, Vitalij Sozinov / TASS

 

URSS. Mosca. 1 gennaio 1983. Festeggiamenti sulla slitta con le renne Foto: Anatolij Semechin, Vitalij Sozinov / TASS

 

URSS. Mosca. 2 gennaio 1984. In sci o slittino sulla neve durante le vacanze invernali Foto: TASS

 

Mosca. Ded Moroz dopo la visita in piscina Foto: Igor’ Utkin / TASS

 

Mosca. Albero di Natale sulla piazza Manežnaja Foto: Boris Kavaškin / TASS

 

Mosca. Albero di Natale davanti al teatro Bol’šoj sulla piazza Sverdlov Foto: Valentin Sobolev / TASS

 

Mosca. Gli auguri del compositore Arno Babadžanjan (in prima fila a sinistra) durante la trasmissione di Capodanno Goluboj Ogonëk (Piccola luce azzurra NdT) Foto: Valentin Mastjukov / TASS

 

Mosca. Intorno all’albero nel salone di San Giorgio del Cremlino Foto: TASS

 

Ded Moroz alla piscina “Mosca” Foto: Dmitrij Debabov / RIA Novosti

 

Capodanno a casa dell’ingegnere Aleksandr Gus’kov dell’istituto sovietico GIPROTIS Foto: Boris Kavaškin / RIA Novosti

 

Una bambina vicino all’albero nel salone di San Giorgio nel Palazzo del Cremlino Foto: Maksimov / RIA Novosti

 

Festa per i bambini intorno all’albero nella Sala delle colonne della Casa delle unioni sindacali Foto: V. Šiyanovskij / RIA Novosti

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Laureata in lingue e letterature straniere e in studi sull’Europa orientale. Ho vissuto in Russia, Ucraina ed Estonia, scrivo e traduco sia per lavoro che per passione.

Daria Mangione

Laureata in lingue e letterature straniere e in studi sull'Europa orientale. Ho vissuto in Russia, Ucraina ed Estonia, scrivo e traduco sia per lavoro che per passione.