Passioni intorno a Idalija: chi ha avuto in realtà un ruolo fatale nel duello di Puškin e D’Anthès

 Fonte: kulturologia.ru tradotto da: Valeria Tocci

Chi fu in realtà responsabile del duello tra Puškin e D’Anthès

I nomi dei principali attori del dramma che si svolge nel 1836-1837 e che ha provocato la morte in duello del poeta, sono ben noti a tutti da lungo tempo. Tuttavia i biografi di Aleksander Puškin ancora discutono su chi fu in realtà responsabile di quello che è successo. Alcuni credono che Natal’ja Gončarova non sia la femme fatale per la quale si infiammarono scottanti passioni.  Il nome dell’autentica femme fatale è Idalija Poletika.

В. Гау. Портрет Натальи Николаевны Пушкиной, урожденной Гончаровой, 1843. Фрагмент | Фото: litsovet.ru
V. Gau. Ritratto di Natal’ja Nikolaevna Puškina, nata Gončarova, 1843. Frammento | Foto di: litsovet.ru

In tutte le pubblicazioni dedicate a questo duello, il nome di Idalija Poletika è citato tra le persone implicate nel tragico triangolo amoroso Puškin -Gončarova -D’Anthès. È noto che Idalija fosse una cara amica e lontana parente di Natal’ja, e che proprio lei organizzò l’appuntamento di D’Anthès  con l’ amica a casa propria. E’ stato scritto che Idalija fece ciò per vendetta dato che Puškin non aveva ricambiato i suoi sentimenti e, oltretutto, aveva riso di lei.

Слева – В. Тропинин. Портрет А. С. Пушкина, 1827. Справа – И. Репин. Портрет А. С. Пушкина. Копия с работы Тропинина, 1913 | Фото: artchive.ru и pushkin.niv.ru
A sinistra – V. Tropinin. Ritratto di Alexander Puškin, 1827. A destra – I. Repin. Ritratto di Alexander Puškin. Copia dal lavoro di Tropinin, 1913 | Foto: artchive.ru e pushkin.niv.ru

Idalija Poletika era considerata la seconda bellezza di San Pietroburgo; il primato veniva di solito assegnato a Natal’ja Gončarova. Idalija era intelligente, dotata di una lingua tagliente e scaltra; dietro di lei si stendeva un susseguirsi di scandali, intrighi e pettegolezzi. È stato detto che a suo carico non ci fosse un unico duello, organizzato affinché la colpevole rimanesse nell’ombra. Per questo motivo, ha anche ottenuto il soprannome di “Madame intrigo”. Suo marito era Aleksander Poletika, un colonnello che, per il suo carattere tranquillo, veniva chiamato “Coccinella”.  Idalija non si sposò per amore e tutti sapevano delle sue avventure amorose. Uno dei suoi eletti è stato Petr Lanskoj, lo stesso che in futuro diventerà il secondo marito di Natal’ja Gončarova.

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In un primo momento i rapporti con il poeta erano cordiali ma poi improvvisamente Idalija iniziò a  manifestare dinnanzi a tutti la sua aperta ostilità verso di lui chiamandolo “poetastro”. Sulle cause di questo odio si è parlato molto. Ad esempio, esiste una versione secondo cui la sua rabbia fu causata dal fatto che un giorno Puškin,  andando in carrozza con lei e sua moglie, aveva giocosamente afferrato Idalija per il ginocchio. D’altra parte, questo potrebbe essere causa di irritazione, ma non di odio.

А. П. Брюллов. Портрет Н. Н. Пушкиной, 1831-1832. Фрагмент | Фото: liveinternet.ru
A. P. Brjullov. Ritratto di N. N. Puškina, 1831-1832. Frammento | Foto: liveinternet.ru

Qualunque cosa fosse, Idalija ha davvero organizzato un incontro tra la moglie del poeta e D’Anthès. Idalija invitò l’amica a farle visita e lei stessa si allontanò con un pretesto. Durante il soggiorno la Gončarova incontrò D’Anthès che avviò subito una fervente dichiarazione. D’Anthès minacciò di spararsi davanti ai suoi occhi se lei non lo avesse corrisposto. Natal’ja fu salvata dal fatto che in quel momento entrò correndo nel soggiorno la figlia di Idalija,  seguita dalla governante e la moglie del poeta, approfittando del momento, lasciò frettolosamente la casa della Poletika. La sera stessa Natal’ja parlò di questo incontro a suo marito. Secondo alcuni ricercatori Idalija partecipò personalmente  alla stesura della lettera anonima diffamatoria dell’ammissione di Puškin all’ordine dei cornuti, generando la ragione per il duello.  L’esito degli eventi è noto a tutti. Dopo la morte del poeta la Poletika reindirizzò la sua rabbia verso la moglie, soprattutto dopo che, 7 anni più tardi, il suo ex amante sposò Natal’ja Gončarova prendendosi cura di lei e della sua nidiata, come sprezzantemente Idalija chiamava i figli di Natal’ja.

В. Гау. Слева – Н. Н. Пушкина-Ланская. Акварель, 1849. Справа – П. П. Ланской, 1847 | Фото: liveinternet.ru и ria.ru
V. Gau. A sinistra – N. N. Puškin-Lanskaja. Acquerello, 1849. A destra – P. P. Lanskoj, 1847 | Foto: liveinternet.ru e ria.ru

Tuttavia c’è un’altra versione dell’ accaduto. All’inizio del  1836 D’Anthès nascose accuratamente il nome della sua prescelta, per proteggerne la reputazione. In una lettera al suo padre adottivo, il barone di Heeckeren, confessò: “Mi sono innamorato, come un pazzo… non ti dirò il nome di lei perché la lettera potrebbe non arrivarti, ma richiama alla memoria la creatura più affascinante di San Pietroburgo, e  capirai subito di chi si tratta. Ma semplicemente orribile nella mia posizione è che anche lei ama me; vedersi finora è stato impossibile dato che il marito è selvaggiamente geloso “.  Alcuni ricercatori suggeriscono che in realtà in questa lettera  non si parli della moglie del poeta ma di… Idalija Poletika.

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В. Гау Портрет Натальи Николаевны Ланской, 1844. Фрагмент | Фото: pushkinskij-dom.livejournal.com
V. Gau Ritratto di Natalia Nikolaevna Lanskoj, 1844. Frammento | Foto: pushkinskij-dom.livejournal.com

 I sostenitori di questa versione ritengono che in primo luogo nessuno sapeva dell’avventura  segreta tra D’Anthès e la Poletika, ma più tardi essa è diventata una congettura. A. Smirnova-Rosset ha scritto: “D’Anthès non è stato mai innamorato di Natal’ja; la trovava  stupida e noiosa; Era innamorato di Idalija, e si sono  incontrati a casa di Natal’ja… “. Quindi la Gončarova era solo una copertura della vera passione di D’Anthès. Eppure, dopo la morte del poeta, egli fu degradato ed espulso dal paese e questa è stata la vera ragione dell’odio della Poletika  nei confronti della Gončarova. La sorella di Natal’ja, Ekaterina, che divenne la moglie di D’Anthès, gli scrisse incredula: “Idalija è venuta oggi per un attimo con il marito; era in preda alla disperazione, perchè non ha potuto salutarti…Idalija non riusciva a consolarsi e piangeva come una forsennata”. Il motivo di queste lacrime deve essere stato ben noto a D’Anthès. Idalija conservava il braccialetto regalatole da D’Anthès prima della partenza fino alla fine dei giorni.

О. Кипренский. Портрет А. С. Пушкина, 1827. Фрагмент | Фото: artchive.ru
O. Kiprenskij. Ritratto di Aleksander Puškin, 1827. Frammento | Foto: artchive.ru

In seguito la Poletika incontrò più volte D’Anthès in Francia. Trascorse gli ultimi anni in solitudine, sopravvivendo a suo marito e ai suoi figli. Il mistero della morte di Puškin  rimane irrisolto fino alla fine.

П. Кончаловский. Пушкин в Михайловском, 1940 | Фото: artchive.ru
P. Končalovskij. Puškin a Michajlovskij, 1940 | Foto: artchive.ru

Ho studiato lingue e letterature straniere (russo e inglese) presso l’università di Roma “La Sapienza” laureandomi con una tesi sulle traduzioni russe de “Le città invisibili” di Italo Calvino dopo aver trascorso un periodo di studio a San Pietroburgo. Subito dopo la laurea sono partita per Vladimir, una delle splendide città che compongono l’Anello d’Oro, dove ho lavorato come insegnante di italiano a stranieri nell’ambito di un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Roma. Dopo aver conseguito la certificazione DITALS II ho proseguito l’esperienza di insegnamento a Roma e in seguito nel Regno Unito dove ho lavorato anche come traduttrice. Sono contenta di partecipare al progetto di RIT per condividere la passione per il mondo russo e per contribuire a far conoscere le innumerevoli sfaccettature di questo meraviglioso paese.

Valeria Tocci

Ho studiato lingue e letterature straniere (russo e inglese) presso l'università di Roma "La Sapienza" laureandomi con una tesi sulle traduzioni russe de "Le città invisibili" di Italo Calvino dopo aver trascorso un periodo di studio a San Pietroburgo. Subito dopo la laurea sono partita per Vladimir, una delle splendide città che compongono l'Anello d'Oro, dove ho lavorato come insegnante di italiano a stranieri nell'ambito di un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Roma. Dopo aver conseguito la certificazione DITALS II ho proseguito l'esperienza di insegnamento a Roma e in seguito nel Regno Unito dove ho lavorato anche come traduttrice. Sono contenta di partecipare al progetto di RIT per condividere la passione per il mondo russo e per contribuire a far conoscere le innumerevoli sfaccettature di questo meraviglioso paese.