La storia dei prjaniki di Tula

I prjaniki vengono prodotti in molte località russe ma i più famosi sono quelli di Tula, diventati il simbolo della città conosciuta anche per la fabbricazione delle armi. Per comprendere perché proprio i prjaniki di Tula abbiano conquistato la fiducia e l’amore dei russi, è necessario immergersi nel passato e seguire le tappe dello sviluppo di questo commercio.

Il prjanik è un prodotto dolciario preparato a partire da un impasto a base di latte condensato o marmellata di frutta con eventuale aggiunta di uva passa, miele e noci. Questo dolce è reso unico dalla creazione di un disegno in rilievo sulla superficie, che in seguito viene ricoperta di glassa di zucchero, in modo da acquisire un bell’aspetto lucido.

biscotto russo prjanik di tula

La storia del prjanik non ha inizio a Tula, infatti l’origine di questo prodotto culinario risale ai tempi in cui si iniziò a cuocere il pane. Già nel XIII secolo in Europa Occidentale era consuetudine preparare i prjaniki per regalarli in occasione del Natale. I prjaniki di quel tempo erano prodotti a base di miele, limone, mandorle e spezie, ricoperti di una glassa di zucchero.

Questi dolci comparvero nella Rus’ intorno al XVI secolo, durante il periodo delle grandi scoperte geografiche. A Tula la storia del prjanik è lunga più di 300 anni: il primo riferimento compare infatti nelle fonti scritte dell’anno 1685, tuttavia la produzione era già iniziata molto prima di quella data. Nel XVII secolo la vita era molto difficile per gli abitanti di Tula: il popolo era povero e bisognoso, perciò ognuno secondo le proprie possibilità cercava di avviare una qualche attività di artigianato e commercio. Tra gli articoli prodotti per la vendita c’erano anche i prjaniki. Le difficili condizioni di vita servirono quindi come stimolo per lo sviluppo della produzione di questi dolci a Tula. Nel tentativo di attirare l’attenzione sulla propria merce, stupire i compratori e vendere di più, ogni artigiano cercava di rendere i propri prjaniki più buoni e più belli di quelli dei suoi concorrenti.

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Già prima di produrre questi dolci, i pasticcieri di Tula preparavano gli žamki, ovvero dei piccoli prjaniki di forma rotonda privi di decorazione. Per dar loro un gusto unico aggiungevano nell’impasto noci, miele e menta. Fu probabilmente con gli žamki che iniziò la storia dei prjaniki decorati.

biscotti russi prjaniki žamki
žamki

I prjaniki decorati sono considerati il prodotto classico di Tula e si possono trovare ogni giorno nei negozi della città. Questi dolci possono essere di forma rotonda, ovale o rettangolare e sono decorati da complicati disegni e scritte.

biscotti russi prjaniki di varie forme e dimensioni

Le fonti storiche testimoniano che i prjaniki decorati venivano preparati con l’aiuto di speciali stampi di legno. Questi stampi erano formati da tavolette sulle quali venivano incisi dei disegni speculari. Grazie ad essi i prjaniki acquisirono un aspetto unico: vi erano rappresentati luoghi d’interesse di Tula, disegni di feste ed eventi, frasi di auguri e altri elementi della cultura popolare. A quel tempo c’erano molti produttori di prjaniki e ogni cuoco possedeva i propri stampi, di conseguenza esistevano parecchie varietà dello stesso prodotto. Ogni prjanik aveva un aspetto unico che lo rendeva diverso da quello dei concorrenti.

stampi per modellare i biscotti russi prjaniki di tula
Stampi per prjanik

Grazie al loro aspetto originale e alle decorazioni legate a Tula, i prjaniki divennero il simbolo della città in tutta la Russia e anche in Europa. Infatti questi dolci erano amati non solo in patria, ma anche all’estero. Tuttavia un aspetto originale e uno stile unico non bastavano per essere apprezzati in tutto il mondo, quindi i prjaniki di Tula acquisirono la gloria grazie al loro gusto stupefacente. A quel tempo si potevano trovare prjaniki alla crema pasticcera, al miele, alla senape, alla panna, alla frutta, alla menta e di molti altri gusti. A Tula c’era sempre un grande assortimento di questi dolci, ciò permetteva di scegliere il prodotto più adatto all’occasione a seconda della forma e del gusto. I prjaniki venivano preparati anche per eventi speciali come compleanni, matrimoni, feste di capodanno e così via.

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Ogni produttore aveva il proprio segreto per la preparazione dei prjaniki. Le ricette erano custodite gelosamente e non venivano trascritte, di conseguenza non c’era modo di conoscere l’esatto dosaggio degli ingredienti. Inoltre i venditori non ne facevano ovviamente parola con nessuno. Tuttavia dopo la guerra la storia dei prjaniki conobbe giorni bui, perché il segreto della loro preparazione morì insieme ai maestri pasticcieri caduti al fronte.

Nonostante tutte le difficoltà della storia il procedimento per la preparazione di questo prodotto è arrivato fino ai giorni nostri e ancora oggi Tula è rinomata per i suoi deliziosi dolci. Attualmente esistono vari tipi di prjaniki, con gusti diversi: da quelli più semplici, a quelli più stravaganti adatti come souvenir, decorati da disegni e frasi. A Tula c’è anche un museo dedicato ai prjaniki, dove si possono osservare gli esemplari più originali del dolce cittadino.

Museo dei biscotti russi prjaniki a Tula
Museo dei prjaniki a Tula

I più famosi produttori di prjaniki a Tula erano le famiglie Grečichin, Belolipeck, Ščukin e Šabolovsk. I prjaniki dei Grečichin erano considerati i migliori e si vendevano bene sia in Russia che in altri paesi. Il pasticciere Grečichin partecipò a molte fiere in patria e all’estero, vincendo più di dieci diversi premi e ricevendo inoltre la croce d’oro dall’imperatore russo. Grečichin, così come molti altri produttori di prjaniki, possedeva una casa a due piani: al primo piano vendeva la merce, al secondo viveva insieme alla famiglia. Presto nacquero imprese come la “Manifattura di dolci e di prjaniki del negozio di Serikov & Co.”, la “M. G. Velolipeckij e figli”, la “Bottega di Ljap’ e Leboner” ecc… I pasticcieri di Tula si facevano una concorrenza spietata e questo influì positivamente sulla qualità del prodotto.

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La scatola di latta che conteneva i prjaniki del pasticciere russo Grečichin
La scatola di latta che conteneva i prjaniki del pasticciere Grečichin

Riassumendo, nella storia dei prjaniki di Tula si possono distinguere alcuni fattori che hanno contribuito al riconoscimento e alla popolarità di questo prodotto sia in Russia che all’estero:

  1. L’alta concorrenza tra i pasticcieri, che influì positivamente sulla qualità del prodotto;
  2. Il vasto assortimento, che permetteva di differenziare i prjaniki sia per aspetto che per gusto;
  3. L’artisticità del prodotto e il suo stile irripetibile;
  4. La massima segretezza usata nel conservare le ricette, in modo che nessuno potesse copiare il prodotto;
  5. Il gusto sorprendente, che permetteva ai prjaniki di essere graditi a tutti i consumatori.

In realtà per comprendere appieno la storia dei prjaniki di Tula basta osservarli e soprattutto assaggiarli: questi dolci hanno assorbito solo il meglio dal loro lungo e impervio viaggio durato più di 300 anni. Oggi i prjaniki si possono comprare in qualsiasi supermercato di Tula e nel museo a loro dedicato se ne possono osservare le versioni più originali.

Nel centro della città c’è anche un monumento intitolato a questo dolce (si trova in Piazza Lenin, di fronte al Palazzo dei matrimoni). È costruito in bronzo, pesa più di una tonnellata e ha un diametro di oltre due metri. In questo modo è ora possibile toccare “letteralmente” la storia del prjanik e scattare una foto ricordo insieme a lui.

Il monumento dedicato al biscotto russo prjanik a Tula
Il monumento dedicato al prjanik a Tula

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Fonte: konditer-club.ru, tradotto da Giulia Romanelli

L’Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all’università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull’est Europa.

Giulia Romanelli

L'Est Europa, con la sua cultura e la sua mescolanza di lingue e popolazioni, è il mio interesse principale. Tutto è iniziato con una lezione sulla rivoluzione russa in quinto superiore, da lì ho deciso di studiare questa magnifica e tremenda lingua prima all'università di Urbino, poi a Bologna. Ho migliorato le mie competenze con un soggiorno a Mosca, ho svolto un volontariato in Lituania e da lì mi sono lanciata in un viaggio alla scoperta dei paesi slavi, ho vissuto 5 mesi a Varsavia dove ho avuto il piacere di studiare il polacco, a breve mi trasferirò a Praga per uno stage. Spero di sfruttare le mie conoscenze per darvi uno sguardo più approfondito sull'est Europa.