Chi è Pavel Grudinin, il candidato alle presidenziali per il Partito Comunista

Il candidato alle presidenziali per il Partito Comunista della Federazione Russa non sarà Gennadij Zjuganov, ma Pavel Grudinin. Chi è Grudinin?

Il 23 dicembre al congresso del PCFR (Partito Comunista della Federazione Russa) è stato votato a scrutinio segreto il prossimo candidato alle elezioni pesidenziali 2018. Il leader del partito, il 73enne Gennadij Zjuganov, senza alcun preavviso, ha proposto di votare per Pavel Grudinin, direttore del sovchoz moscovita intitolato a Lenin nonché tre volte deputato della duma cittadina (Mosoblduma N.d.T.). La sera del 22 dicembre, il presidium del comitato centrale del PCRF ha deciso che Grudinin, che è non stato mai impegnato in politica a livello federale ed è un amministratore di successo di aziende agrarie, sarà l’unico candidato del PCFR.

Chi è Pavel Grudinin

Pavel Grudinin ha 57 anni, è moscovita ed è un ingegnere. Nel 1990 è andato a lavorare in una fattoria intitolata a Lenin (collocata nel quartiere Leninskij della regione di Mosca, nel rajon di Domodedovo).

«C’è una leggenda che dice che un giorno Lenin mentre si dirigeva dal Cremlino alla sua residenza a Gorki fermò la macchina e uscì a parlare con dei contadini. Ognuno di loro lavorava il proprio podere. “State sbagliando” disse il capo del proletariato mondiale “viene più facile lavorare insieme”. Si dice che i contadini si riunirono il giorno stesso e rinominarono il loro casale Lenin e cominciarono da quel giorno a lavorare collettivamente». Così sul sito web del sovchoz viene descritta la sua fondazione.

 

 

Nel 1996 Grudinin è stato eletto direttore del sovchoz. Dal punto di vista legale l’azienda si configura come una società per azioni chiusa, ma in realtà Grudinin ha iniziato a realizzare il socialismo nel suo territorio. “Abbiamo rifiutato i cambiamenti liberali che sono avvenuti nel nostro paese negli ultimi 25 anni. Abbiamo cercato di mantenere i principi socialisti. Oggi abbiamo pasti caldi gratuiti nelle scuole, circoli gratuiti e medicinali gratuiti nell’ospedale. Cerchiamo di fare in modo che le tariffe dell’edilizia e dei servizi comunali nel nostro territorio siano più bassi. Il parco giochi per i bambini è gratis, tutto, s’intende, sul conto del sovchoz. Abbiamo mantenuto i principi socialisti, «a ciascuno secondo il suo lavoro», e in questo modo cerchiamo di promuoverli” così diceva Grudinin nel marzo 2016.

Il lavoro del sovchoz intitolato a Lenin è motivo di orgoglio per l’intero PCFR. Il sovchoz è citato come modello di successo dei metodi di amministrazione socialista. Nel sovchoz inoltre si coltivano ortaggi, frutta e succhi di frutta con il marchio Udačnyj (Fortunato N.d.T.) e si vendono a Mosca e nella regione, dove il sovchoz ha 13 punti vendita, in questo senso, funziona come un normale attività.

Nel 1997 Grudinin è stato eletto alla Duma dell’oblast’ di Mosca per la prima volta e da allora è stato rieletto tre volte. Inoltre fino al 2010 è stato deputato per Russia Unita e persona di fiducia di Vladimir Putin. Durante la campagna elettorale del 2011 Grudinin venne accusato di estremismo e tolto dalla lista dei candidati per la pubblicazione sulla rivista Russkij Reporter di dichiarazioni nazionaliste (Grudinin ha poi dimostrato in tribunale che le sue parole erano state manipolate). Dopo questo fatto, lasciò la Russia Unita e iniziò a cooperare con il Partito Comunista. Non è entrato nel partito, ma ha preso parte a congressi, parlando principalmente di questioni agrarie.

 

 

Nel luglio 2015, Grudinin incolpò il sindaco di Mosca di impedire al sovchoz di vendere le fragole. Il Dipartimento del commercio e dei servizi del governo di Mosca proibì al sovchoz di vendere le bacche presso i punti vendita di proprietà della città perché non c’era stata la gara d’appalto. Grudinin ribattè dicendo che prima, sul commercio dei prodotti deperibili, non era richiesta nessuna gara. Così Grudinin decise di lasciare una parte del raccolto nei campi a marcire. Ben presto il conflitto fu risolto, Grudinin disse che gli fu permesso vendere le fragole “ufficiosamente”.

Nel novembre 2017, il Fronte di Sinistra (il cui coordinatore è Sergei Udal’cov) ha annunciato le ‘primarie del popolo’, una votazione on-line per eleggere un unico candidato alla presidenza per le forze politiche di sinistra. C’erano una ventina di nomi nell’elenco, inclusi Grudinin e Zjuuganov. Grudinin è passato al secondo turno, mentre Zjuganov non ha superato nemmeno il primo. Così il 22 dicembre il Kommersant, citando fonti del PCFR, ha riferito che Zjuuganov parlando al Presidium del Comitato Centrale del Partito Comunista ha avanzato la proposta di candidare Grudinin.

Cosa si dice della nomina di Grudinin nel Partito Comunista?

Del fatto che Grudinin potesse diventare il candidato alla presidenza si iniziò a parlare nella prima metà di dicembre. “Capisco che la sua candidatura sia già stata concordata nell’amministrazione presidenziale. È giovane (57 anni) e di successo. È vero, ha fatto parte di Russia Unita, ma tutto sommato questo va bene, è stato dentro, ha capito com’era ed è fuoriuscito per fare opposizione”, hanno raccontato le fonti di DailyStorm.ru al Partito Comunista il 13 dicembre.

Lo stesso Zjuganov aveva annunciato la sua candidatura proprio il 7 novembre 2017, poi qualche ora prima della seduta del presidium del comitato centrale del partito il 22 dicembre aveva chiesto di ‘non fare congetture’. “L’attività di Pavel Grudinin è risultata tra le migliori del paese e non a caso la sua candidatura viene positivamente considerata da tutte le forze nazional-patriottico, ma la decisione del candidato sarà presa a scrutinio segreto dal congresso del PCFR domani” ha detto Zjuganov.

I membri più autorevoli del partito, con cui Medusa ha parlato per mezz’ora prima della seduta del presidium del comitato centrale del PCFR, invitavano a non saltare a conclusioni troppo affettate. “Nel partito ci sono otto candidati sui quali ci concentreremo (che il congresso potrebbe nominare per le presidenziali) e voteremo” ha detto a Medusa il deputato della Duma e dirigente del servizio legale del PCFR Vadim Solov’ev. “Abbiamo candidati bravi e belli, ma la candidatura di Zjuganov rimane una delle più forti. Tutti in Russia conoscono due politici: Putin e Zjuganov. A quanto pare 70 anni sono l’età di maggior fioritura. Forse non è di uno giovane e bello che abbiamo bisogno, che ci porterà verso il default, ma di uno saggio, equilibrato e famoso in tutto il mondo”.

“Potrebbe essere che Gennadij Andreevič (Zjuganov) ‘benedirà’ qualcuno e anche Grudinin è in questa lista. Il suo sovchoz  funziona benissimo e allora perché no?!” ha detto a Medusa il deputato della Duma Nikolaj Charitonov, che fu candidato alle elezioni presidenziali nel 2004 e raccolse 13,69% dei voti.

“Nominiamo in qualità candidato alle elezioni presidenziali del 2018 Pavel Grudinin. È l’unico candidato che proponiamo al Congresso” ha detto a Interfax la sera del 22 dicembre, il primo segretario del Comitato cittadino di Mosca del PCFR Valerij Raškin.

“In primo luogo, non certo che mi nomineranno. E in secondo luogo, se mi nomineranno, allora naturalmente io sono pronto “, ha dichiarato Pavel Grudinin nel pomeriggio del 22 dicembre.

Al congresso del Partito Comunista della Federazione Russa del 23 dicembre Pavel Grudinin ha ottenuto la maggioranza dei voti dei delegati ed è stato nominato candidato alle elezioni presidenziali del 2018.

 

FONTE: Meduza.io, 22 Dicembre 2017 – di Andrej Kozenko e Saša Sulim, Traduzione di Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!

Massimiliano Macrì

Nato tra due mari, nel punto più ad est d’Italia, dalle parti di Lecce, in un sole troppo forte da sopportare. Ho studiato prima letteratura russa e inglese poi traduzione presso l’Università del Salento. Nel mezzo ho viaggiato per mezza Europa e vissuto e lavorato a Vilnius, Mosca, Kiev e Berlino ed ora a Londra. Eclettico e poliedrico, sono appassionato di fotografia, viaggi, arte, letteratura e opera, gioco a rugby da amatore. Se amo tutto ciò che riguarda la Russia lo devo anche a mio nonno che quando aveva 80 anni (ora ne ha 93) ha cominciato a studiare il russo dopo aver passato la sua vita in mare. Il mio sogno è di spingermi a est: a Vladivostok!