L’ABC della finanza: perché la Russia compra titoli di stato americani e chi ne trae vantaggio?

Fonte: Moiarussia.ru tradotto dagli studenti del Master ELEO: Sofia Baretto, Carla D’Angelo, Gloria Pietrobon, Claudia Righetto, Giada Tosatto, Federica Zambelli

Il fatto che la Banca Centrale della Federazione Russa abbia aumentato ancora una volta il volume degli investimenti in titoli di stato americani è un argomento trattato periodicamente sia dai mass media russi sia da quelli stranieri. Informazioni a riguardo compaiono regolarmente nel sito della Banca Centrale e nei rapporti dei rappresentanti del Ministero delle Finanze degli Stati Uniti. Ma cosa significa tutto ciò? E a quali conseguenze può portare la concentrazione di riserve finanziarie in conti in valuta americana? Proviamo a far luce sulla questione.

Debito pubblico e titoli di Stato

Iniziamo con la definizione del termine “titolo di Stato” o “obbligazione statale”. Di cosa si tratta? A chi servono i titoli di Stato, come si utilizzano e da chi vengono liquidati?

È tutto molto semplice: prima o poi qualsiasi governo si trova a dover affrontare problemi finanziari e per risolverli e trovare fondi per gli investimenti in questo o quel settore lo Stato emette obbligazioni. Ossia prende denaro in prestito dagli interessati, siano essi persone fisiche o giuridiche. Il tasso d’interesse su tali titoli, di norma, non è alto, ma questa mancanza viene compensata da un’alta affidabilità.

Il termine di estinzione dei titoli può variare da un mese a trent’anni. In questo caso, il debitore risulta lo Stato stesso e i creditori sono i detentori dei titoli emessi dalla banca centrale del Paese.

Quanto denaro ha investito la Russia nelle obbligazioni statunitensi?

Il debito pubblico degli USA nel mese di novembre 2017 ammonta a circa 19,845 trilioni di dollari, 108,7 miliardi dei quali sono investimenti della Banca Centrale Russa.

Si tratta praticamente di quanto è stato investito nel 2014, nel momento di massimo storico. Tre anni fa nei conti del Tesoro statunitense sono stati depositati 108,9 miliardi di dollari di riserve russe.

Leggi anche
I BRICS fanno pressione sulle organizzazioni internazionali

Che cosa significa? Che il governo degli Stati Uniti ha preso in prestito dalla Banca di Russia una cospicua somma di denaro e si impegna a restituirla entro i termini accordati. Nel frattempo la Banca Centrale della Federazione Russa può vendere in qualsiasi momento le obbligazioni oppure comprarne ancora qualche migliaio. I titoli americani hanno un’alta liquidità, perciò il problema di vendere quelli in eccesso non sussiste.

Perché la Banca Centrale della Federazione Russa acquista i titoli statunitensi?

Per mantenere fondi di riserva nel budget statale. La redditività dei buoni del Tesoro statunitensi, per esempio, si aggira attorno al 2,65% annuo. Non è molto, d’altra parte si ha la garanzia che il denaro investito nei buoni del Tesoro sopravviva a qualsiasi tempesta economica e torni pienamente a disposizione del governo della Federazione Russa.

“I bond del tesoro americano sono titoli ad altissima liquidità, ideali per il collocamento di fondi di riserva a lungo termine. Gli Stati Uniti ad oggi sono la più grande economia del mondo, non ne esistono di analoghe. Proprio per questo gli altri Paesi utilizzano le obbligazioni americane: ne fanno riserva e le trasferiscono in deposito. Questo non ha molto a che fare con la politica, se non con gli affari interni degli USA” osserva il direttore generale della società di investimenti Forum, Roman Parušin.

Creditori internazionali degli USA

La Banca Centrale della Federazione Russa non è l’unica ad utilizzare i buoni del Tesoro statunitense: il più grande creditore degli Stati Uniti è la Cina che da gennaio 2017 detiene cambiali americane per quasi 1,246 trilioni di dollari. Al secondo posto c’è il Giappone con i suoi 1,222 trilioni di dollari. Appena dopo l’Irlanda (295,8 miliardi di dollari) e le Isole Cayman (265 miliardi di dollari). La Russia con i suoi 108,7 miliardi di dollari si posiziona soltanto al tredicesimo posto.

Leggi anche
Rosturism prevede una crescita dell’afflusso di turisti in Russia tra il 10 e il 15% nel 2016

La Banca Centrale Russa non investe soltanto nei titoli americani. La maggior parte degli investimenti viene fatta in Francia (26,3%). Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti d’America (21,6%), al terzo figurano i titoli di compagnie nazionali (14,1%) e al quarto i buoni del Tesoro della Germania (12,3%).

Esistono alternative?

La notizia degli investimenti russi nelle obbligazioni statali americane a molti può sembrare assurda. Non sarebbe forse più redditizio per la Banca di Russia investire i propri fondi nell’economia nazionale? Perché non investire in infrastrutture, finanziare la costruzione di nuove industrie, porti o ferrovie?

“Il punto è che gli investimenti in grandi progetti infrastrutturali si recuperano in media in 25-30 anni. Ma la Banca Centrale necessita già oggi di un “cuscinetto” finanziario. Proprio per questo l’amministrazione della Banca di Russia combina diverse tipologie di investimenti. Riduce il tasso d’interesse per l’emissione di credito agli imprenditori russi, ora riduce, ora aumenta, il volume del fondo valutario di riserva e così via.” In questo modo ha commentato la situazione Michail Koroljuk, il direttore di uno dei reparti della compagnia di investimenti Solid.

Se domani dinanzi ai collaboratori delle imprese di bilancio risulterà che il budget statale non ha fondi a sufficienza per estinguere il debito, allora sarà la stessa Banca Centrale a cercare le risorse e per fare questo essa deve disporre di una determinata riserva quanto più protetta dai diversi sconvolgimenti economici. I titoli del Tesoro di altri Stati rappresentano un possibile piano di emergenza.

Sanzioni e obbligazioni statali

La questione dell’affidabilità e della sicurezza degli investimenti è fondamentale per il Ministero delle finanze russo. In caso di un drastico inasprimento dei rapporti, possono gli USA o qualsiasi altro Paese, bloccare le obbligazioni di proprietà russa?

Per quanto possa sembrare strano, no. Questo è possibile solo in un caso: se i titoli del Tesoro acquistati dalla Banca di Russia sono depositati in America. Ma tale prassi è molto rara. Di norma, per la custodia dei titoli di valore i governi dei diversi Paesi utilizzano depositari propri oppure li affittano ad altri Stati. I titoli di riserva serbi, ad esempio, possono essere custoditi in Cina, quelli cinesi a Singapore, eccetera. Le informazioni su dove uno Stato tiene le proprie riserve non vengono divulgate.

Leggi anche
Il rublo debole ostacola la crescita dei salari e della produttività

In quali settori statunitensi investe la Russia?

Alla Banca Centrale e al Ministero delle finanze russo non interessa solo il mercato dei titoli. La Russia investe attivamente fondi nel settore IT, nell’immobiliare estero, nello sviluppo dell’industria petrolifera, metallurgica e del gas. Certo, non in tutti questi settori gli Stati Uniti rappresentato il target principale. I luoghi di maggiori interesse per gli investimenti della Banca Centrale Russa sono la Polonia, l’Indonesia e il Brasile.

Da qualche decennio continua una stretta collaborazione con Cuba e la Cina. I governi di questi Paesi sono interessati principalmente alla costruzione di impianti energetici. Un profitto significativo per il bilancio della Federazione Russa deriva anche dai rapporti di partnership con Vietnam, Turchia e Kazakistan.

Al giorno d’oggi la Russia fa parte dei maggiori Stati investitori. Alla fine del 2016 gli esperti hanno stimato gli investimenti internazionali russi sui 385 milioni di dollari.

“Non c’è nulla di cui preoccuparsi nella collaborazione attiva con gli atri Stati. La struttura delle riserve finanziarie internazionali del Paese deve adattarsi ai cambiamenti congiunturali esterni. La Banca Centrale della Federazione Russa ci sta riuscendo pienamente. L’economia della Russia è elastica e flessibile e questo in fin dei conti è molto positivo. Inoltre i titoli statunitensi sono nel portafoglio di molti Stati, quindi non c’è nulla da temere.” È sicura Anna Bodrova, analista senior della società di broker “Al’pari”.

 

Master ELEO è un master di I livello organizzato da Ca’ Foscari Challenge School che combina trasversalmente competenze linguistiche, manageriali e giuridiche. Si rivolge principalmente a laureati in lingua russa o che ne abbiano una conoscenza certificata. Lo scopo del Master è quello di formare manager esperti nelle relazioni economiche e commerciali con la Russia, con i principali Paesi dell’Europa Orientale e dell’area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. La faculty, composta da docenti e professionisti di livello internazionale, arricchisce il programma didattico multidisciplinare e intensivo.

Master ELEO

Master ELEO è un master di I livello organizzato da Ca' Foscari Challenge School che combina trasversalmente competenze linguistiche, manageriali e giuridiche. Si rivolge principalmente a laureati in lingua russa o che ne abbiano una conoscenza certificata. Lo scopo del Master è quello di formare manager esperti nelle relazioni economiche e commerciali con la Russia, con i principali Paesi dell'Europa Orientale e dell'area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. La faculty, composta da docenti e professionisti di livello internazionale, arricchisce il programma didattico multidisciplinare e intensivo.