Per i cittadini in Russia la democrazia è sufficiente

I russi vedono la libertà a modo loro

La maggioranza dei cittadini ritiene importante che vi sia democrazia all’interno del paese, ma la libertà viene concepita in modo diverso. Come si evince dalle risposte dei partecipanti al sondaggio della Fondazione Friedrich Naumann, per molti libertà significa solo “indipendenza finanziaria” o la possibilità di “non dipendere da nessuno”. Inoltre i russi si fidano molto delle iniziative dello stato, e fino al 70% degli intervistati si è detto pronto a limitare la libertà dei media.

Secondo l’indagine, la maggior parte degli intervistati (67,5%) è convinta che la propria vita “dipende in gran parte da loro stessi”, e solo un quinto (20,2%) ritiene che dipenda dallo stato. Per Il 7% invece la propria vita dipenderebbe “da altre persone”, mentre per i restanti risulta difficile dare una risposta.

Il 64% dei cittadini (quasi il 15% in più rispetto all’anno precedente) considera importante che in Russia vi sia democrazia. Per il 21,8% “è indifferente”, per il 5,4% “è poco importante”, mentre Il 6% fatica a pronunciarsi sull’importanza di un sistema democratico. Allo stesso tempo, la metà (50,5%) degli intervistati è dell’idea che per la maggior parte dei loro connazionali non sia poi così rilevante, se in Russia ci sia o meno democrazia.

Secondo Julius von Freytag-Loringhoven, direttore della sede moscovita della fondazione, spesso i cittadini tenderebbero a rispondere sulla base di quello che gli altri vorrebbero sentir dire da loro. Domande quali “Lei è per la democrazia?” o “Sta dalla parte del presidente?” nella maggior parte dei casi producono una risposta positiva, anche se pochi tra gli intervistati sono consapevoli di ciò che realmente significhi, spiega l’esperto a Kommersant. Agli intervistati è stato anche chiesto di dare una definizione di libertà. “Non dipendere da nulla e da nessuno” è stata la seconda risposta più gettonata (7,3%). Di nuovo, il 4,9% ritiene che la libertà sia “indipendenza finanziaria, agiatezza”, e il 24,8% la identifica nella “libertà di scelta, di decisione, di voto, di movimento, di pensiero, di parola, d’espressione”.

Due terzi (64,3%) degli intervistati reputano che il governo non si intrometta nella vita privata dei cittadini, Il 25,2% ritiene piuttosto che lo faccia, il 10,5% è indeciso. Lo scorso anno il 49,65% degli intervistati ha risposto sostenendo la non interferenza dello stato negli affari dei cittadini russi. L’indagine era stata condotta su 1600 persone di età superiore ai 18 anni.

Nella maggior parte dei casi i cittadini sono pronti a sostenere lo stato. Ad esempio, il 52% degli intervistati ritiene necessario limitare la presenza di aziende straniere in Russia, e un numero ancor più grande (58%) è convinto che le limitazioni alle importazioni di merci estere giovino all’economia del paese. La proposta del governo di “aumentare i dazi doganali sulle importazioni di giocattoli per bambini, al fine di sostenere i produttori nazionali” sarebbe stata approvata dal 68% degli intervistati.

Secondo Julius von Freytag-Loringhoven, le risposte degli intervistati sono piuttosto diversificate; nel complesso, tuttavia, “nella società russa si possono riconoscere tratti di autoritarismo”. Quasi il 40% è favorevole al controllo dei media da parte dello stato “in casi particolari” (ad esempio, per motivi di sicurezza), il 30% lo approverebbe in tutte le circostanze, e solo il 25,8% dei russi ritiene che i media debbano essere completamente liberi. Il 4,2% non sa rispondere. Negli ultimi anni si stanno adottando misure legislative per limitare il lavoro dei media nel paese. In risposta agli Stati Uniti, che hanno contribuito al registro degli agenti del canale RT, in Russia è stata rapidamente approvata una legge che ha permesso di riconoscere come media straniero qualsiasi struttura che riceve finanziamenti dall’estero e che diffonde le informazioni.

A tal proposito, quando agli intervistati in Russia è stato chiesto di valutare un caso specifico, in cui un direttore obbliga un dipendente a cancellare un commento di critica alle autorità dai social network, il 53,2% ha condannato il gesto del datore di lavoro, il 37,7% si è schierato dalla sua parte, il 9,1% è sembrato indeciso.

 

Fonte: Kommersant.ru tradotto dagli studenti del Master ELEO: Bianchi, Francesco Cozza, Roberta Minutello, Linda Zamparo, Elena Zanon

Master ELEO è un master di I livello organizzato da Ca’ Foscari Challenge School che combina trasversalmente competenze linguistiche, manageriali e giuridiche. Si rivolge principalmente a laureati in lingua russa o che ne abbiano una conoscenza certificata. Lo scopo del Master è quello di formare manager esperti nelle relazioni economiche e commerciali con la Russia, con i principali Paesi dell’Europa Orientale e dell’area eurasiatica, quali Kazakistan e Azerbaigian. La faculty, composta da docenti e professionisti di livello internazionale, arricchisce il programma didattico multidisciplinare e intensivo.

Master ELEO

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