Gli eurodeputati vogliono spendere un milione di euro per la lotta ai mezzi di informazione russi

Mercoledì 17 Gennaio i deputati dell’Europarlamento hanno rivolto un appello agli organi esecutivi dell’Unione Europea affinché vengano aumentati considerevolmente i fondi destinati alla lotta contro i mezzi di informazione russi. Alcuni deputati hanno però dichiarato che questa richiesta costituisce semplicemente un tentativo di trovare un colpevole per dei problemi interni dell’Unione Europea, e che questo tentativo riflette il rifiuto di riconoscere la presenza di notizie false nei mass media europei finanziati dallo stato.

NON DUE MA DIECI VOLTE DI PIÙ: UN MILIONE DI EURO

“Dobbiamo aumentare il budget non di due ma bensì di dieci volte” ha dichiarato l’eurodeputata e autrice del rapporto Sandra Kalniete, intervenendo a Strasburgo nel dibattito appositamente organizzato a margine di una sessione plenaria del Parlamento europeo.

“La Russia ha sviluppato una strategia propagandistica globale allo scopo di indebolire l’Unione Europea nel suo complesso ed i singoli Stati membri, e di discreditare organizzazioni internazionali come la NATO” ha riferito la parlamentare.

Nel corso della discussione, trasmessa dal servizio video dell’Europarlamento, è stata avanzata la proposta di aumentare fino a un milione di euro il budget destinato alla “contropropaganda”.

“L’ACCERCHIAMENTO” DELLA CONTRO-PROPAGANDA

Monika Panaytova, portavoce della Bulgaria dal 1 gennaio durante la presidenza di turno dell’Unione, ha dichiarato che in presenza di una reazione informatica da parte della Russia  “dovremmo accerchiare le fonti di notizie su internet e sui social network”.

Il Commissario UE per la sicurezza Julian King ha dichiarato durante la seduta che il gruppo operativo per la comunicazione strategica East StratCom Task Force, uno dei cui compiti principali è la guerra di notizie con i mass media russi, in due anni di lavoro ha scoperto più di tremilacinquecento casi di disinformazione operata ai danni dell’Unione Europea.

“Purtroppo possiamo dedurne che la disinformazione russa può effettivamente funzionare” ha aggiunto Julian King, il quale concorda con necessità di aumentare i finanziamenti agli strumenti di contro-propaganda dell’Unione Europea, e ritiene che sia necessario fornire un adeguato sostegno “all’informazione indipendente europea”.

NON TUTTI SONO D’ACCORDO

Non tutti i partecipanti al dibattito sono però d’accordo con le istituzioni europee. Steeve Briois, eurodeputato francese e membro del gruppo “Europa delle nazioni e della libertà” ha dichiarato che “le fake news esistono da sempre, anche in Europa. Dobbiamo cominciare da noi stessi, da alcuni mass media che diffondono informazioni false le quali, naturalmente, influiscono sulle elezioni negli stati membri”.

Secondo Briois l’Europa ha trovato un capro espiatorio nella Russia. “In realtà voi non sopportate che qualcuno rilasci dichiarazioni da dissidente relative a quello che dite voi” ha dichiarato il parlamentare.

GLI STRUMENTI

Uno dei compiti principali dell’East StratCom Task Force, creata nel marzo 2015 dai capi di stato e dai rappresentanti dell’Unione Europea nell’ambito della campagna “UE contro la disinformazione”, consiste nella “reazione alla campagna di disinformazione russa”.

La Commissione Europea, dal canto suo, ha creato un gruppo di esperti di alto livello per contrastare la diffusione di notizie false sia sui media tradizionali che sui social network, e li ha incaricati di preparare entro marzo “un rapporto dettagliato su quale debba essere il nostro contributo concreto all’approccio europeo” alla lotta alle informazioni false.

A sua volta il Parlamento Europeo ha creato un’unità speciale “per la difesa della reputazione dell’Europarlamento” e per la reazione alle fake news. Negli ultimi tempi in Occidente si è parlato abbastanza spesso della guerra di notizie con i mass media russi. Nel novembre del 2016 l’Europarlamento ha approvato una risoluzione dal nome “Comunicazione strategica dell’Unione Europea come reazione alla propaganda di terze parti”.

In questo documento, alcuni punti del quale sono al limite dal costituire una richiesta di censura nei confronti dei mezzi di informazione russi,  si conferma il sospetto che la Russia possa dare sostegno finanziario a partiti politici di opposizione e ad altre organizzazioni interne agli stati membri UE e, anche, che si avvalga dei propri rapporti bilaterali con alcuni Stati allo scopo di isolare dei membri della comunità. In qualità di minacce all’Unione Europea ed ai propri partner dell’Europa orientale, nella risoluzione vengono citati l’agenzia Sputnik, il canale televisivo RT, il fondo Russkij Mir e l’agenzia federale alle dipendenze del Ministero degli Esteri russo “Russotrudničestvo”.

Il Presidente russo Vladimir Putin, commentando l’approvazione della risoluzione in questione, si è congratulato con i giornalisti di RT e di Sputnik per i risultati raggiunti nel loro lavoro. Ha inoltre sottolineato che tale risoluzione costituisce una conferma dell’evidente degrado del concetto di democrazia nella società occidentale. Putin ha detto di confidare che il buonsenso alla fine trionferà, e di sperare che non vengano realmente introdotte delle limitazioni per i mezzi di informazione russi.

Fonte: RIA Novosti 17/01/2018 Autore: Aleksandr Šišlo. Tradotto da: Paolo Zirulia

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Nato nel 1975, un po’ milanese e un po’ sardo. Mi piace il mare, leggere, nuotare, le serie tv americane, Berlino e la cultura russa. Ho studiato russo all’Università Cattolica e non ho mai smesso di essere incuriosito da quel paese e di seguirne le evoluzioni, che a volte mi fanno sperare, altre volte mi fanno arrabbiare. Vivo a Milano. Email: paolo.zirulia@hotmail.com

Zirupa

Nato nel 1975, un po’ milanese e un po’ sardo. Mi piace il mare, leggere, nuotare, le serie tv americane, Berlino e la cultura russa. Ho studiato russo all’Università Cattolica e non ho mai smesso di essere incuriosito da quel paese e di seguirne le evoluzioni, che a volte mi fanno sperare, altre volte mi fanno arrabbiare. Vivo a Milano. Email: paolo.zirulia@hotmail.com