Tagliare? Ma senza coltelli… Il turismo sanitario secondo i chirurghi russi

Quando si parla di turismo sanitario, vengono subito in mente case di cura, di riposo, stazioni termali e qualche altro tipo di vacanza da pensionati. “Lenta.ru” ci racconta un altro aspetto di questo fenomeno che di anno in anno si diffonde sempre più.

È già un luogo comune che i russi vadano a curarsi i denti in Bielorussia e in Cina, ad operarsi in Israele e in Germania. Tuttavia non molti sanno che in Russia giungono molte persone da tutto il mondo per fare operazioni di correzione del peso o estetici in generale. I medici russi possiedono delle tecnologie non meno sviluppate dei colleghi degli altri paesi e soprattutto con dei costi significativamente più bassi delle medie mondiali.

La chirurgia bariatrica si occupa, in parole povere, della cura dell’obesità attraverso interventi chirurgici. In tutto il mondo le operazioni allo stomaco e all’intestino al fine di diminuire il peso si effettuano da più di 60 anni, in Russia da quasi 20 anni. 

Esistono alcune varianti di questi interventi, si differenziano dal punto di vista tecnologico e per il costo. In generale tutti gli interventi si svolgono in laparoscopia (senza grandi incisioni).

Bisogna tener presente che alcuni obesi non possono essere aiutati in altro modo. Sterilità, patologie cardiovascolari, diabete, invalidità sono conseguenze dell’obesità in un caso su due. Le operazioni bariatriche aiutano a perdere decine di kg in qualche mese e a mantenere il risultato per molti anni. Quindi per qualcuno è l’ultima chance per avere una vita dignitosa. 

“Lenta.ru” ha scambiato due chiacchiere con Vadim Fedenko, dottore in medicina, professore e chirurgo bariatrico, sulle motivazioni per le quali pazienti da altri paesi giungono in Russia per gli interventi di dimagrimento e su quali siano i problemi sorti con gli stranieri e, tra questi, con i rappresentanti del mondo omosessuale.

“Da noi giungono spesso persone da altri paesi, ma il 99% dei pazienti è dato da nostri ex connazionali che, in genere, da molto tempo soffrono di obesità e proprio da internet vengono a conoscenza dei metodi per la risoluzione del problema. Capitano anche dei “veri” stranieri, anche se più raramente. Il flusso principale arriva dalla Norvegia e la ragione si cela nelle particolarità del loro sistema sanitario. Da loro è tutto pagato dallo stato, ma se si tratta di ricevere la somma per l’intervento di dimagrimento, bisogna attraversare l’inferno. L’indice di massa corporea non deve essere meno di 50, il paziente deve essere in cura da diversi anni da un dietologo e così via. In pratica risulta che operarsi “rispettando le leggi” è molto difficile. Certamente si possono comprendere le ragioni dello stato, perché le persone con un peso eccessivo sono molte e se si facessero operazioni a tutti di continuo nessun budget dell’assistenza sanitaria potrebbe essere rispettato.

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Tra gli stranieri capitano anche persone particolari. È venuta una norvegese per operarsi all’età di 68 anni. Qui bisogna precisare, era una donna interessante. Innanzitutto, dopo l’accettazione in reparto e la sistemazione in camera, è uscita dall’ospedale e ha chiesto alla gente dove si trovava il ristorante più vicino. Dopo è andata al bar del centro fitness non lontano dalla clinica, ha fatto un bagno in piscina, ha mangiato di tutto e si è ubriacata. Poi non riusciva a trovare la strada del ritorno. In qualche modo, è tornata in taxi e dopo pretendeva che durante l’operazione con lei ci fosse il suo peluche. Siamo stati costretti a dire no…

Bisogna dire che ci sono stati molti norvegesi anche due anni fa, ma erano tutti in qualche modo straordinariamente simili. Alcuni poi hanno ammesso di essere membri della comunità norvegese LGBT. Probabilmente tutti ne erano parte, altrimenti è difficile spiegare come tutti, non conoscendo il russo, avevano saputo di noi. In generale nella cultura gay è molto importante l’estetica. Loro a volte si preoccupano dell’aspetto fisico più degli eterosessuali. I rappresentanti di questa minoranza cercano il partner, per prima cosa, basandosi sull’aspetto, quindi proprio loro si operano spesso. 

In Russia i costi per gli invertenti bariatrici sono sensibilmente più bassi. Ad esempio, negli USA il bypass gastrico costa 25-30 milioni di dollari. Da noi 5-6 volte meno. Recentemente abbiamo avuto una paziente russa dalla Tailandia, ci ha detto che la gastrectomia verticale parziale lì costa un milione di rubli. Nella nostra clinica costa 4-5 volte meno. Addirittura in India questa operazione costa due volte di più. Sebbene gli inglesi, per esempio, vadano ad operarsi in India e in Pakistan e gli americani in Messico. In Russia non verrebbero mai e poi mai, è storicamente complicato. Non sono abituati a venire da noi. 

In generale il sistema sanitario russo non è adatto agli stranieri. Il personale generalmente non parla inglese. Abbiamo siti in inglese, ma non riescono ad attrarre turisti stranieri. Abbiamo comunque provato ad investire per dare un impulso, sebbene questo non abbia portato nessun risultato. Da un altro punto di vista, per noi, il paziente straniero è un vero problema. Non guadagniamo più denaro che con un russo, ma loro implicano molte perdite di tempo e sforzi professionali. Spesso è necessario organizzare il transfer, essere presenti alla compilazione di tutti i documenti (con i pazienti che parlano russo questo lo fa il personale più giovane). Da noi ci sono molti pazienti con prenotazioni che risalgono a mesi prima.

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Un altro grosso problema consiste nella necessità di organizzare per i pazienti gli esami successivi ai nostri interventi. In alcuni paesi (ad esempio, in Germania) non si può, come da noi, andare semplicemente in un laboratorio e fare delle analisi senza l’impegnativa di un medico. Dopo l’operazione questi pazienti sono obbligati a tornare appositamente per ricevere tutte le cure necessarie.

C’è stata ad esempio una paziente dalla Germania. Dopo il bypass gastrico le si è sviluppata una stenosi anastomotica (ovvero un restringimento del tratto tra intestino e stomaco). Noi risolviamo questo problema in 15 minuti: è un’operazione elementare. Lei si rifiutava di venire da noi, lì la hanno ricoverata nell’ospedale cittadino e dapprima hanno iniziato a curarla con delle flebo (non si sa di cosa), ma dopo per una qualche ragione le hanno inciso la cistifellea. Così ha sofferto per quasi un mese e mezzo, e dopo esanime è arrivata da noi, dall’aereo è stata portata in carrozzella. Qui noi l’abbiamo accolta e rapidamente riportata alla vita”.

Dopo la chirurgia bariatrica e un forte dimagrimento i pazienti spesso si rivolgono ai chirurghi plastici per la rimozione della pelle in eccedenza. Anche queste operazioni in Russia costano molto meno rispetto agli altri paesi.

Il vice primario di chirurgia, chirurgo plastico del Policlinico annesso all’Accademia russa delle scienze, Irina Kuz’mina, ci ha parlato di come i pazienti decidano di venire in Russia per operarsi e perché si comportino in maniera strana.

“I pazienti stranieri costituiscono il 5-7% del totale. Aumentano ogni anno. Nel nostro ospedale il reparto di chirurgia plastica lavora da 20 anni, dunque molti vengono a sapere di noi grazie al passaparola. Una parte consistente di pazienti trova l’ospedale anche grazie al sito internet. Inoltre da noi studiano gli studenti della Facoltà di Medicina dell’Università russa dell’amicizia tra i popoli, i quali portano da altri paesi i loro parenti ed amici per operarsi. Molto spesso dal Pakistan. 

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L’interazione con gli stranieri è organizzata diversamente. Dipende dalla condizione nella quale giungono da noi. Se i pazienti si rivolgono a noi attraverso l’ambasciata, si tratta della situazione più facile: con loro arrivano degli interpreti attraverso i quali possiamo relazionarci. Così è molto più facile spiegare alla persona quello che gli accadrà. Ribadiamo che tutta la parte legale e contrattuale non è tradotta in altre lingue. A Mosca ci sono in totale poche cliniche così e i prezzi lì sono sensibilmente più elevati rispetto ai nostri, praticamente sono uguali a quelli dell’estero. 

Se i pazienti sono portati dagli studenti, questi ultimi diventano traduttori. Il caso più difficile si ha quando i pazienti giungono da noi autonomamente, ma riusciamo a venir fuori anche da questo empasse. Tutti i dottori parlano inglese, anche il personale esprime concetti elementari. Sebbene per questa richiesta ci troviamo ancora in una fase di sviluppo: iniziamo appena a sviluppare il sito dell’ospedale, ci prepariamo a tradurre tutti i documenti. 

I pazienti stranieri considerano una clinica come un albergo. Si muovono liberamente nell’ospedale e fanno tutto ciò che vogliono. Ad ogni ora arrivano visitatori e le misure sanitarie ed epidemiologiche non vengono rispettano così severamente come in Russia. 

Sempre più spesso i pazienti stranieri si rivolgono a noi per la blefaroplastica (plastica delle palpebre), la plastica del seno è popolare quasi allo stesso modo e al terzo posto c’è l’addominoplastica. Non di rado effettuiamo il lifting. Gli altri interventi che svolgiamo più di rado sono tutte le possibili liposuzioni, lipofilling, rinoplastica, otoplastica. In Russia i prezzi sono di molto più bassi rispetto all’estero, a volte di dieci volte, senza considerare il fatto che utilizziamo materiali importati di ottima qualità. Il lavoro del chirurgo è dato fondamentalmente dal costo delle operazioni chirurgiche e da noi questo è sensibilmente più basso.

Malgrado il facile accesso alla chirurgia estetica in Russia, non vale la pena venire durante le festività. Questo potrebbe costarvi caro, in tutti i sensi possibili. Ricordate che la salute non si compra.

Fonte: Lenta.ru 04/01/2018, articolo di Anastasija Zaumova, traduzione di Alessia Bianco

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.

Alessia Bianco

Nata a Roma nel 1988, ho conseguito la Laurea Triennale in Lingue e culture del mondo moderno e successivamente la Laurea Magistrale in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione presso l’Università di Roma La Sapienza. Nel 2010 e nel 2012 ho studiato, per la durata di un semestre, all’Università Statale di Mosca, dove ho svolto anche un tirocinio come insegnante di lingua italiana. Nella tesi ho affrontato la questione della ženskaja proza (letteratura femminile) in Russia offrendo una traduzione inedita di Pikovaja Dama, racconto della scrittrice contemporanea Ljudmila Ulickaja. Dopo la laurea ho conseguito la certificazione DITALS per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri. Amo la cultura russa e mi affascina l’idea di offrire ai lettori italiani uno sguardo più attento sul mondo russo.