Trasformare una Kommunalka in un ostello di lusso

 “L’interno di questo appartamento è un esempio di grande cultura e di vita quotidiana”.

È il cartello che gli ospiti dell’ostello Soul Kitchen trovano nel vecchio edificio sul canale Mojka. Sulla porta di fronte, una scritta in inglese invita a sostenere proprio questa cultura: “Thank you for being quiet on the stairways” (Grazie per non far rumore sulle scale). Alla reception, a testimoniare la qualità, è appesa una serie di riconoscimenti ricevuti da sistemi di prenotazione come Booking.com, Hostelworld, Hostelbookings, e persino la raccomandazione di TripAdvisor. Il 24 gennaio, a questi si sono aggiunti altri quattro premi assegnati da Hostelworld sulla base delle recensioni degli ospiti. Nel 2017, questo ostello pietroburghese ha vinto il premio per “Miglior ostello di media categoria del mondo”, “Miglior ostello d’Europa”, “Miglior ostello russo” e “Miglior servizio”.Trasformare una Kommunalka in un ostello di lusso

kommunalka ostello san pietroburgo

Soul Kitchen sul canale Mojka è il secondo progetto degli imprenditori pietroburghesi Ljubov’ e Sergej Sorokin. Ancora studenti entrambi hanno lavorato in diversi ostelli, e successivamente hanno investito in un proprio business. Il primo ostello, aperto nel 2009 presso la stazione Moskovskij, è stato attivo per tre anni. Dopo aver acquisito esperienza nel settore alberghiero, hanno deciso di creare un nuovo progetto sul modello dell’”ostello boutique”, un’idea che avevano avuto a Lisbona. “Abbiamo viaggiato molto e imparato dagli altri Paesi. Ma a quel tempo questa era una novità non solo in Russia, anche in Europa”, – racconta Ljubov Sorokina. Il concetto è dare un valore aggiunto attraverso il design particolare e offrendo ulteriori servizi.

Una volta presi in affitto gli ambienti della kommunalka, 600 metri quadrati in un edificio del XIX secolo, gli imprenditori hanno ereditato anche gli interni antichi: le modanature al soffitto, il camino, i pavimenti in terracotta, persino un antico fornello. Li hanno conservati con cura e vi hanno aggiunto altre installazioni vintage, come vecchi giradischi, telefoni e maniglie. Secondo i due organizzatori, per una ristrutturazione a norma è stato necessario coinvolgere uno studio di architetti. Ma il design è al 99% frutto delle loro idee. Hanno cercato gli oggetti per l’interno nei mercatini delle pulci, gran parte dei mobili sono stati fatti su ordinazione o in tutto e per tutto da loro. Il vintage è smorzato dall’high-tech, mentre la composizione variopinta dei divani e i quadri alle pareti vanno attribuiti alla passione che i due imprenditori hanno in comune: i graffiti. D’altronde era impossibile non mettere l’anima in un progetto chiamato “Soul Kitchen” (ingl. “la cucina dell’anima”). I fondatori non rivelano quanti soldi siano serviti per rimettere a posto l’ostello. Ma, stando alle parole di Ljubov Sorokina, anche il proprietario dell’appartamento ha partecipato ai costi di ristrutturazione. Sono riusciti a rientrare delle spese dopo tre anni. Per fare un confronto: per rientrare delle spese del primo progetto in via Sovetskaja, con una superficie di 150 metri quadrati che era costato un milione di rubli, è servito un anno.

Ma l’effetto “wow” è dato soprattutto dal livello del servizio. Gli ospiti hanno a disposizione non solo il pacchetto standard di ciabatte, tè e caffè, ma anche biciclette in affitto, ombrellini e binocoli da teatro, giochi per bambini e seggioloni. La lista generale dei servizi comprende 32 punti. Sulla lavagna vicino alla reception, la parola Syrniki attira l’attenzione. “È il tema del corso. I dipendenti organizzano regolarmente dei corsi di cucina russa”, spiega l’amministratore Mila. Si organizzano visite di gruppo nei musei e uscite nei bar. Con ogni nuovo ospite si fa il giro dell’ostello per fargli conoscere le regole della casa, ma anche le leggende del posto. “Ad esempio, durante la ristrutturazione abbiamo trovato una porta che non sbuca da nessuna parte. E raccontiamo ogni genere di storie su questo”, dice Mila.

A differenza del primo progetto, un ostello classico con camere da letto in comune, il Soul Kitchen sulla Mojka offre anche delle camere private con bagno incluso. “Unire le caratteristiche migliori di hotel e ostello oggi è una tendenza comune, ma noi siamo stati tra i primi a carpirla”, dice Ljubov’ Sorokina. Questo format va bene per coloro che vogliono socializzare ma avere ciò nonostante un certo livello di privacy. Sull’onda del successo, gli imprenditori hanno preso in affitto anche la kommunalka attigua, facendo salire l’area dell’ostello a un totale di 800 metri quadrati e occupando interamente anche l’altra parte del secondo piano. Gli ospitanti preferiscono mantenere segreti i dettagli sull’accordo col padrone dell’immobile, ma fanno sapere che si tratta di un accordo a lungo termine, che prevede delle sanzioni in caso di recesso anticipato da entrambe le parti.

kommunalka ostello san pietroburgo
Facciata dell’ostello Soul Kitchen sul canale Mojka, Pietroburgo

Non è un ostello per tutti

Al momento Soul Kitchen può ospitare contemporaneamente fino a 100 persone. Nell’alta stagione spesso raggiunge il tutto esaurito, ma ora, che è bassa stagione, ci sono circa 30 persone. “Il livello medio di presenza annuale è del 60/70 %, più o meno nella media della città”, dice Ljubov’ Sorokina. Secondo lei, la svalutazione del rublo nel 2014-2015 ha incrementato notevolmente il flusso di clienti. È andato bene anche il 2016, mentre nel 2017 l’afflusso è diminuito. “Ma le ragioni non sono ancora chiare”, dice. Infatti, il comitato cittadino per il turismo ha rivelato un incremento del flusso turistico del 9% nel 2017. Non è esclusa che la causa sia la concorrenza, la concezione dell’ostello-boutique, infatti, si diffonde sempre di più.

Per di più, i prezzi (secondo gli standard dell’ostello) non sono tra i più bassi. Infatti, un letto in una stanza da 8 persone costa 800-900 rubli d’inverno e 1500 rubli d’estate. Una camera lusso per due, ora può costare 4500 rubli. D’estate può arrivare fino a 6000. Nei “giorni caldi” del campionato di calcio del mondo i prezzi possono alzarsi ulteriormente, eppure le stanze per quei giorni sono già state prenotate. La politica dei prezzi non dipende solo dai grandi investimenti nel design e dalle spese per i servizi, ma anche dal tipo di clientela. Secondo Ljubov Sorokina, il loro target sono soprattutto clienti stranieri desiderosi di penetrare nella cultura russa, e che sono pronti a pagare per godere di un’“atmosfera pietroburghese”. Nel caso di quelli che vengono per lavoro, gli studenti che vogliono risparmiare, il budget scende notevolmente. Giudicando dal foglio su cui gli ospiti dell’ostello possono scrivere la loro provenienza con pennarelli colorati, la presenza europea è quella prevalente. Ma molti vengono da Paesi lontani. Soprattutto dalla Corea del Sud e dai Paesi del Sud America, in cui vige un regime semplificato per la concessione dei visti. Ci vanno anche i russi, ma non persone comuni.

Nonostante i prezzi alti e un certo numero di affluenze, la redditività del Soul Kitchen è nella media del mercato, sostiene Ljubov’ Sorokina, ma non dice le cifre esatte per paura della concorrenza. Racconta che più di una metà dei guadagni va a finire nel fondo per il pagamento dei dipendenti (al momento sono 10 le persone che lavorano all’ostello) e nell’affitto del posto. Sono alti anche i costi per i materiali di consumo. “Ad esempio, in alta stagione la sola spesa per il caffè può arrivare fino a 30 mila rubli al mese”, dice. Gli imprenditori destinano parte delle entrate allo sviluppo del progetto. “Non solo per l’ingrandimento del posto, ma anche per un continuo miglioramento, le casseforti per gli ospiti e un sistema avanzato di informazione per la gestione del business”, dice la padrona di casa. Quest’anno gli imprenditori hanno in progetto di rinverdire il luogo. “Non abbiamo calcolato con esattezza quanta parte delle entrate sarà spesa nello sviluppo, spenderemo quanto sarà necessario”, sottolinea.

kommunalka ostello san pietroburgo
Una camera, ostello Soul Kitchen, Pietroburgo

Premio per l’accoglienza

Secondo Ljubov’ Sorokin, proprio il continuo miglioramento e l’attenzione ai dettagli sono la migliore strategia per chi desidera vincere nelle statistiche basate sulle opinioni degli ospiti. “Non abbiamo fatto niente per ottenere un risultato in questo senso. Abbiamo solo preso in considerazione i pareri che ci hanno lasciato i clienti del nostro primo progetto e abbiamo lavorato sugli errori”, commenta. In particolare, i clienti si lamentavano dello scarso isolamento acustico poiché le porte delle stanze davano sullo spazio comune. Anche la vicinanza alla stazione non piaceva a tutti. Invece il posto sul canale Mojka, nonostante la lontananza dalla metro, fa conquistare voti alti proprio per la posizione. “All’inizio anche questo ci sembrava strano, ma poi ci siamo messi nei panni dei turisti e abbiamo capito che per loro è più importante essere vicini all’Ermitage o alla Cattedrale di Sant’Isacco che alla metro o alla stazione”, dice Ljubov’ Sorokina. All’inizio i riconoscimenti non influivano sul numero delle visite, ma ora i clienti ci fanno sempre più caso. Così, un ostello può godere di pubblicità gratis e risparmiare sulla promozione.

Ma il vero regalo per il Soul Kitchen è stata la visita di Artemij Lebedev nel 2013. Il famoso designer ha lodato inaspettatamente l’ostello con un servizio fotografico dettagliato. “Lì è tutto fantastico, pensato e fatto col cuore, questo livello non si incontra in qualunque boutique hotel d’Europa. Ma un posto letto qui costa 650 rubli, e non dollari”, ha scritto sulla sua pagina Facebook. I proprietari assicurano che non è stata una strategia intenzionale di marketing. “Io e mio marito stavamo uscendo, e quando abbiamo saputo che da noi si sarebbe fermato Lebedev, abbiamo provato gioia e paura allo stesso tempo”, raccontano.

kommunalka ostello san pietroburgo
Una sala comune dell’ostello Soul Kitchen, Pietroburgo

Il riconoscimento da parte dei clienti e dei critici ha dato una nuova direzione al Business Consulting per i nuovi imprenditori nel settore alberghiero. Ora si richiede soprattutto di valutare il luogo, un progetto di pianificazione o consigli su come migliorare la visibilità sui servizi di prenotazione. Tuttavia, nonostante il successo di Soul Kitchen, i suoi creatori non cercano di replicarlo né di riproporlo come un franchising. “Il nostro sogno è aprire un ostello in Europa, ma ci stiamo ancora pensando”, racconta l’imprenditrice.

Eppure il business pietroburghese potrebbe essere a rischio, se la Duma di Stato approverà la “legge Chovanskoj” che vieta di creare ostelli dentro abitazioni. Secondo Ljubov’ Sorokina, non ci saranno reclami da parte dei vicini. “Sopra noi c’è un appartamento di lusso, in realtà la nostra presenza gli fa piacere perché abbiamo un sistema di videosorveglianza, in pratica svolgiamo gratis la funzione di portieri”, racconta. E dall’altro vicino che si occupa di apicoltura, l’ostello compra il miele.

Ora i locali del Soul Kitchen sono gli spazi di un’abitazione, se la legge venisse approvata, l’ostello dovrebbe traslocare in dei locali non destinati ad abitazione e provvedere a creare un’entrata separata. Per ora gli imprenditori non hanno messo in conto questi costi. “Ma noi speriamo di dimostrare col nostro esempio che l’ostello può diventare un business professionale”, conclude Ljubov’ Sorokina.

FONTE: Fontanka.ru 25/01/2018 – di Galina Bojarkova, Traduzione di Marta Natalini

 

 

Sono nata a Recanati. Mi sono laureata in Lingua e letteratura russa all’Università di Macerata. Ho trascorso un periodo a San Pietroburgo e ho vissuto a Lipsia. Con la lingua russa è stato “amore al primo suono”. Da allora grazie ai viaggi e alla letteratura, alla musica e a fortunati incontri ho continuato ad osservare e seguire la Russia, con le sue contraddizioni e il suo fascino. Partecipare a questo progetto significa per me avvicinarla sempre un po’ di più, parola dopo parola. Nella vita insegno, traduco e scrivo canzoni.

Marta Natalini

Sono nata a Recanati. Mi sono laureata in Lingua e letteratura russa all'Università di Macerata. Ho trascorso un periodo a San Pietroburgo e ho vissuto a Lipsia. Con la lingua russa è stato "amore al primo suono". Da allora grazie ai viaggi e alla letteratura, alla musica e a fortunati incontri ho continuato ad osservare e seguire la Russia, con le sue contraddizioni e il suo fascino. Partecipare a questo progetto significa per me avvicinarla sempre un po' di più, parola dopo parola. Nella vita insegno, traduco e scrivo canzoni.