Tra due mondi

Gli sciamani tuvani del XXI secolo.

Negli ultimi anni la Repubblica di Tuva è diventata un centro di attrazione per chi è alla ricerca del senso della vita, per chi vuole avvicinarsi ai saperi occulti, o per chi semplicemente di tanto in tanto cerca un’atmosfera esotica, un po’ di avventura, e nuove sensazioni. Questo territorio è un luogo in cui religioni, culture e storie straordinarie si incontrano. Quanto più ci si addentra in esso, tanto più si rimane meravigliati dalle sue distese desolate, dalla toponimia incomprensibile e dalle mandrie di pecore e mucche che periodicamente attraversano le montagne.

Il viaggio da Mosca alla capitale della regione di Tuva, Kyzyl, dura quasi un giorno intero. Per prima cosa bisogna prendere un aereo per Abakan, attraversare in macchina la steppa del Caucaso, la taiga e le montagne della zona confinante con Krasnoyarsk e ancora, verso sera, imboccare un nuovo passo di montagna. Dietro di esso si apre un panorama degno di un quadro di Roerich: al tramonto la pianura, solcata dalle montagne, si estende illuminata dai raggi del sole calante. Attraverso di essa si snoda una strada, le rare macchine che passano di lì al tramonto strizzano l’occhio l’un l’altra, facendosi segno con la luce dei fari.

A Kyzyl, città che sorge sulle rive del fiume Enisej, sgangherate case in legno e moderne costruzioni a più piani coesistono. Nei bar del posto si offre il tanto in voga “raf-kofe” con sciroppo, oppure il tè tradizionale con latte e sale.

Di fronte all’aeroporto un’enorme statua raffigurante l’allevatore Kadarcy dà il benvenuto a tutti gli ospiti della città dall’alto di una montagna. Il pastore, vestito con l’abito tradizionale e il cappello a punta, ha le braccia spalancate, come in un gesto di saluto, come se volesse abbracciare tutti quelli che calpestano il suolo tuvano, locali e nuovi arrivati.

Gli abitanti dicono con orgoglio che Tuva è diventata la capitale mondiale dello sciamanesimo. Può essere un’esagerazione, ma di fatto per le strade, nei caffè e negli hotel spesso si sentono lingue straniere. I turisti vengono qui per assaggiare la cucina esotica locale, godersi la natura incontaminata, osservare gli sciamani. Gli studiosi fanno ricerche su di loro, e le persone sofferenti si rivolgono a loro per essere consigliate.

In epoca sovietica gli sciamani erano costretti a praticare i loro riti di nascosto, non potevano tramandare apertamente le conoscenze sciamaniche. Con la Perestrojka, nella repubblica iniziarono a comparire le prime associazioni sciamaniche. Nel 1922, per iniziativa di Monguš Borachovič Kenin-Lopsan, etnografo e dottore in scienze storiche, fu fondata la società sciamanica del “Dungur” (significa tamburo- ndt), che riuniva i guaritori non solo della regione di Tuva, ma di tutta la Russia.

Trovare la sede del “Dungur” a Kyzyl non è affatto difficile, qualsiasi passante vi indicherà la strada per raggiungere la cosiddetta clinica sciamanica.

La sede del “Dungur” a Kyzyl. RIA Novosti / Aleksandr Kriažev

A prima vista, questa modesta casa in legno, quasi sprofondata nel terreno, non è molto diversa dagli edifici vicini. Il cortile tuttavia è un brulicare di attività insolite. Qualcuno fa asciugare meticolosamente al fuoco di un falò un tamburo, qualcun altro, seduto su una panchina, rammenda un abito riccamente decorato con perline e piume. In un angolo del cortile i visitatori aspettano. La casa è divisa al suo interno in piccole stanze, dove gli sciamani del “Dungur” ricevono i loro clienti.

Presso le postazioni di lavoro degli sciamani c’è un grande assortimento di diversi oggetti magici: tamburelli, sonagli, specchi e pietre. I loro vestiti sono decorati con nastri e ricami. Sospeso nell’aria, un fumo grigio proviene dalle incensiere. “L’olmaria allontana il diavolo” spiega uno degli sciamani. Egli è vestito con abiti “civili” ma sul suo collo tentennano degli amuleti.

Gli oggetti utilizzati dagli sciamani durante i riti. Lo specchio (kuzungu) è uno degli attributi più importanti dello sciamano, viene utilizzato per riti profetici e di guarigione. La zampa d’orso può essere usata per percuotere il tamburo. Nei loro riti, gli sciamani tuvani spesso si rivolgono all’anima dell’orso. RIA Novosti /Aleksandr Kriažev 

Alla richiesta di raccontare di sé lo sciamano ride. “Non basterebbe un libro intero per raccontare la mia vita”. Ci dice che si chiama Vjačeslav Arapčor. Un tempo ha preso servizio nell’esercito in Afghanistan, poi ha lavorato come autista. Nel 1993 è entrato a far parte del “Dungur”. Viačeslav racconta con orgoglio che spesso gli capita di viaggiare fino a Mosca per dare delle lezioni.

Oggi gli abitanti di Tuva vanno dagli sciamani con le stesse domande che avevano i loro nonni e nonne molti anni fa: quando vogliono essere consigliati, quando hanno problemi di salute o vogliono conoscere il futuro.

“Nel 1993 è stato scritto il nostro statuto sciamanico, al quale ci atteniamo tuttora- racconta Sara Kaadyr-Oolovna Saryr Ool, presidente della comunità del “Dungur”. – Al “Dungur” appartengono sia sciamani di Tuva che provenienti da altre regioni della Russia. A volte i nostri sciamani vanno in altre città dove tengono dei seminari o delle lezioni. C’è richiesta.” Ride Sara.

“I clienti arrivano ogni giorno, anche da lontano. Gli abitanti di Tuva si sono sempre rivolti agli sciamani, anche quando era vietato. In che modo? Ecco per esempio, è stato perso un gregge di bestiame, come ritrovarlo? Lo sciamano leggerà le pietre e rivelerà come fare. Funziona ancora così”

Anche gli stranieri consultano gli sciamani. Sara Kaadyr-Oolovna ci racconta per esempio di uno dei suoi ultimi clienti, una donna che era giunta da Orenburg per cercare di guarire il figlio tossicodipendente.

Gli sciamani offrono ai clienti predizioni attraverso la lettura delle pietre o della scapola di montone. Eseguono diversi riti per la buona fortuna, per il benessere o per scacciare una malattia. Possono effettuare la benedizione della casa o dell’automobile. Sara dice che non c’è un listino prezzi dei servizi offerti. Ogni cliente dà quanto può.

I guaritori solitamente esercitano la loro professione esclusivamente nella clinica, è buona abitudine non mischiare le pratiche sciamaniche con il lavoro ordinario.

“Quando in una persona si manifesta il talento sciamanico, egli deve chiudere con la sua vita precedente” dice con convinzione Sara Kaadyr-Oolovna.

Quella del “Dungur” non è l’unica società di questo tipo a Tuva, il suo più grosso concorrente è “Adyr Eeren” (tradotto: Spirito dell’orso). Dopčun-Ool Kara-Ool Tjuliševič (o, come si presenta lui stesso, Grande Orso), fondatore e presidente della società “Adyr Eeren”, è anche lo sciamano supremo della regione di Tuva. Per ricoprire questo ruolo si viene eletti da un consiglio. Dopun-Ool riceve i suoi ospiti nel vecchio ufficio della motorizzazione. Le pareti della stanza sono tappezzate da fotografie di clienti, tra i quali si possono riconoscere i volti familiari di politici o pop-star.

Della stanza colpiscono le sue decorazioni- qui si trova di tutto: tamburelli, costumi stravaganti, animali impagliati, pietre. Il padrone di casa si siede al computer. “Leggo le recensioni sulla mia pagina VKontakte” – spiega “Recentemente sono stato invitato nella regione di Irkurstk, c’era siccità e bisognava evocare la pioggia. Ecco, adesso mi stanno ringraziando”.

Grande Orso è di poche parole, risponde brevemente alle domande, dice che attualmente lo “Spirito dell’orso” conta più di 70 affiliati, per lo più maschi, il più giovane dei quali ha 24 anni. Egli ci invita a visitare la clinica per vedere come lavorano gli altri sciamani, facendoci capire che il nostro colloquio finisce qui.

Uno sciamano della comunità “Adyr Eeren” (Spirito dell’orso) durante l’esecuzione di un rito sciamanico nel giardino della sede dell’organizzazione a Kyzyl. RIA Novosti / Aleksandr Kriažev

Nelle piccole stanze dell’edificio l’atmosfera è fumosa, proprio come in quelle dei “concorrenti” del “Dungur”. С’è un forte odore di ginepro, si sentono il suono di uno scacciapensieri e delle voci monotono intente a leggere qualcosa in lingua tuvana.

Alcune porte sono chiuse, là lo sciamano sta ricevendo qualcuno. Gli altri sciamani intanto si riposano nell’attesa dei clienti. Non fanno toccare i loro strumenti e ne parlano malvolentieri. Conversando con alcuni sciamani, veniamo a sapere che tutti loro sono già in pensione dai loro lavori “civili” ed ora si dedicano a tempo pieno alla clinica. Alcuni nella loro “vita precedente” erano autisti, altri trattoristi. Nina Saryglar, per esempio, sciamano dell “Adyr Eeren” ha lavorato tutta la vita come infermiera, nonostante leggesse le carte fin dall’età di 17 anni. Un altro interlocutore Način-ool Kara-Oolovič Šivit-Ool racconta che fin dalla nascita sentiva di avere capacità fuori dal comune. Prima di lavorare nella clinica ha svolto lavori diversi: il trattorista, l’elettricista, l’allevatore e ha servito nella flotta navale dell’esercito.

“Non ho una macchina, né un cavallo, né una moglie, né una casa, la mia casa sono la terra-madre e il cielo”, dice lui canticchiando, per poi passare di colpo alla lingua tuvana. Borbotta qualcosa, come se si fosse dimenticato che stavamo avendo una conversazione.

Stando a quanto dicono gli sciamani, il talento si tramanda di generazione in generazione. Non si può imparare e diventare guaritore così per così.

“Una persona si ammala della “malattia sciamanica”, ossia si manifestano in lei capacità magiche. Le persone educate al riconoscimento di questi segni possono individuare il talento sciamanico fin dall’infanzia”, spiega Sara Kadyr Oolovna. Sara è diventata sciamano per ereditarietà familiare. Nella sua famiglia anche suo fratello e sua sorella possiedono il talento.

Secondo i dati dell’Agenzia per gli affari nazionali di Tuva, ad ottobre 2017 erano 7 le organizzazioni sciamaniche ufficialmente registrate nella repubblica.

“Lo sciamanesimo è un fenomeno complesso che affonda le sue radici nelle capacità sensitive della specie umana, esse sono connesse al modo in cui la realtà viene recepita e interpretata”, dice Valentina Charitonova, dottoressa in etnologia e antropologia, nonché direttrice del centro di Medicina antropologica dell’Istituto RAN.

A detta sua lo sciamanesimo è un insieme di procedure.

Per questo motivo non è del tutto corretto considerare lo sciamanesimo come una religione: “Per sua natura, lo sciamanesimo, rientra di più nella categoria dell’occultismo”, fa notare l’antropologa.

Gli studiosi sempre più spesso si interessano alle questioni riguardanti la natura dello sciamanesimo. La gente comune è incuriosita, osserva i riti e vi prende parte.

Gli sciamani mentre celebrano il rito San salyr (rituale dell’incontro col sole, i primi raggi del quale, indicano l’arrivo di Šagaa, ossia il nuovo anno del calendario lunare) nel parco nazionale sulla riva del fiume Enisej. RIA Novosti / Aleksandr Kriažev

Buona parte dell’attività sciamanica contemporanea comprende rituali di gruppo in occasione delle feste del calendario annuale. La più importante di queste festività si chiama Šagaa e celebra il nuovo anno lunare.

In occasione di questa festività solitamente Kyzyl attrae una grande folla di persone, c’è gente che giunge a Tuva appositamente per i festeggiamenti. Nella repubblica questa giornata è riconosciuta come una festività ufficiale, la cui data viene stabilita ogni anno dai lama-astrologi.

Gli sciamani vollero eseguire un rito per accompagnarci nel lungo viaggio che ci aspettava. Sul falò ardevano radici e rami a noi sconosciuti, le scintille del fuoco scoppiettavano, c’era odore di un’erba amara mai sentito prima. Il suono del tamburo rimbombava, le parole incomprensibili in lingua tuvana risuonavano come dei colpi, lo sciamano ruggiva, sventolando davanti alla faccia la zampa pelosa d’orso.

“Andate, il viaggio sarà buono”, sentimmo dire alla fine.

Ci lasciammo alle spalle la città di Kyzyl, con quella strada che di nuovo serpeggiava verso l’orizzonte. La pianura lasciava spazio al paesaggio montuoso. Le fronde di enormi larici ricadevano sulla strada, e in montagna le ripide salite diventano poi lunghe discese. Nella taiga c’era odore di ginepro. Non c’era un’anima in giro, il silenzio era interrotto solamente dalle grida degli uccelli in lontananza. Forse è vero, gli sciamani ci hanno svelato la porta tra due mondi.

Fonte: RIA Novosti – Progetto “Rossija. Territorija nastojaševo” – Tradotto da Marta Terzoli