Мы: il gruppo più toccante del 2017

Le canzoni del gruppo Мы (si legge mi e significa noi, da ora lo lasceremo scritto in russo, ndr) sono simili ad una corrispondenza tra amanti che si trovano lontani. Afisha Daily ha parlato con la diciassettenne Eva Krauze e il venticinquenne Daniel Shake (Daniil Šajchinurov) dell’amore, del lavoro solo durante lo Shabbat, dei fan e di musica indipendente.

“Devi avere una hit con un milione di visualizzazioni”

– Perché la canzone “Bozmožno” ha avuto tanto successo? (La clip ha raccolto oltre un milione di visualizzazioni su YouTube – ndr).

Daniil: Lo possiamo immaginare. La canzone è di per se una hit. Nella clip c’è di sicuro qualcosa da vedere. Mi sembra che un ruolo importante sia stato svolto dal fatto che le riprese si sono svolte in Israele (Tel Aviv, Jaffa, Bat Yam). Il nostro amico Jakov Milen’kij ha fatto delle riprese e io e Eva abbiamo preso parte al lavoro sulla clip. Il risultato è stato che ognuno ha offerto qualcosa: una messa in scena, una location. E così le stelle si sono allineate. Senza questo non sarebbe successo niente di niente. Jakov avrebbe potuto essere di umore diverso durante le riprese o durante il montaggio. Qualsiasi inquadratura avrebbe potuto scomparire o avremmo potuto non girare qualcosa. Questa è una questione di millisecondi che possono accadere nello spazio o meno.

– Parlando della canzone cosa, secondo voi, colpisce così tanto?
Eva: Ha tantissima vitalità.
Daniil: La sua idea è di vitalità. In essa viene espresso in un modo più esauriente possibile un’idea molto semplice, che si ripete. Ho ideato “Bozmožno” in una maniera rapidissima: sono uscito per le sigarette una notte in questo stato d’animo e, mentre camminavo, nella mia testa è apparso tutto in un secondo. Queste canzoni riescono meglio di quelle su cui ti metti a lavorare per molto tempo. E, cosa più importante, in “Bozmožno” tutto è sincero. Ho avuto un picco di sensazioni interne che ho fissato nella canzone.

– Cosa è cambiato dopo l’uscita di Bozmožno?
Daniil: Prima della clip, avevo scritto a vecchi contatti nei media, ma non eravamo stati presi sul serio: ci consideravano dei nessuno con un cuore. Ma quando è apparso il numero di visualizzazioni si è creata una sorta di hype, immediatamente la reazione è cambiata in: “Oh, ragazzi, di sicuro! Siete fighi!”. Questo è un bene. Su di noi ha scritto Michail Kozyrev (un importante produttore radiofonico, Ndr) e altre personalità importanti. Mi sembra sia necessario avere una hit con un milione di visualizzazioni per farti prendere sul serio.

– La clip ha molti commenti come: “Per favore non diventate popolari. Cantate solo per me”. Vi sentite popolari?
Eva: Facciamo tutto come prima. La popolarità non è male. Al contrario, è fantastico fare ciò che ci piace.

“Мы” è la prima cosa che ci è venuta in mente”

– Come vi siete conosciuti?

Daniil: Ho iniziato a seguire Eva su instagram, non ricordo più perché. Era molto triste, per questo sfogliavo sempre le sue foto. Poi mi sono chiesto chi fosse. Su “VKontakte” ho ascoltato la canzone “Spi” (Dormi, ndr) che Eva aveva registrato. È stato un colpo alla testa, in senso buono. Le ho scritto immediatamente e ho suggerito di fare un progetto in comune, qualcosa come un hip-hop a due voci: era a metà luglio 2016. Abbiamo registrato “Spi” come traccia congiunta di Daniel Shake e Eva Krause. Per farla breve, ho chiamato la demo “Мы”, la prima cosa che ci è venuta in mente. Quando è arrivato il momento di pubblicarla abbiamo deciso di lasciare quel nome.

Eva: Sono rimasta scioccata quando Danja mi ha scritto. Seguo alcune persone con gruppi musicali. Sono rimasta così: “Wow! Queste persone mi scrivono”. Poi abbiamo chattato, trovato molti temi comuni ed è stato bello.

Daniil: Sì, ad esempio, il gruppo Свидание (Svidanie / Appuntamento, ndr) è risultato da nostri amici comuni su diversi fronti. La prima cosa che abbiamo fatto quando sono arrivato in Israele è stata una clip per la canzone “Любовь” (Ljubov’ / Amore, ndr). A quel tempo avevano già un video per la canzone “Я и твой кот” (Ja i tboj Kot / Io e il tuo gatto, ndr), in cui sono stati investiti un sacco di soldi e la forza di un enorme team. Abbiamo girato la clip su una fotocamera a specchio. In esso non c’è niente che sia semplicemente uno stato d’animo. Per questo il nostro video di Ljubov’ ha immediatamente superato Ja i tboj Kot, pur non essendo una hit. Non so perché ma i nostri clip hanno tutti la proprietà di trasporre uno stato d’animo.

– Che facevate prima del progetto Мы?

Eva: avevo solo instagram. Ho creato un account, mi pare, nel 2012, quando vivevo ancora a Rostov. Grazie a instagram ho trovato nuovi amici di San Pietroburgo e sono andata a trovarli. Inoltre andavo a scuola. Nel 2016 mi sono trasferita in Israele: sono stati i miei genitori a volerlo. Poi tutti hanno cominciato ad interessarsi al mio account e a seguirmi. Ora ho diciassette anni, sono nell’undicesima classe.

– Hai studiato musica?
Eva: Non tanto. Facevo parte del coro della scuola, ma solo questo. Non mi hanno impostato la voce e non mi hanno spiegato nulla. Quando avevo quattordici anni un’amica ha comprato un ukulele. Mi è piaciuto molto questo strumento, così piccolo e bello. Ho deciso di comprarmene uno anch’io. Da quel momento non ho lasciato andare le ukulele dalle mie mani. Ho provato a suonare qualcosa, ma dato che studiavo per conto mio non ho fatto grandi progressi. Ora ascoltando quello che cantavo un anno fa, e capisco che si trattava di un orrore. Ma non mi arresi. Ad un certo punto, ho registrato “Spi”. E poi Danja mi ha scritto.

– Daniil, hai avuto molti progetti prima di Мы. Racconta come hai iniziato a occuparti musica.

Daniil: Sono andato a scuola di musica per due anni, poi l’ho lasciata a causa del solfeggio. A casa ho trovato una chitarra e ho deciso di imparare a suonarla. Poi con gli amici ho iniziato a registrare del rap. In seguito l’ondata di musica pesante da Pietroburgo come gli Psychea, gli Amatory e gli americani Slipknot mi hanno ispirato a creare la prima band “pesante”. Per guadagnare i soldi per creare uno studio in casa ho trovato un lavoro come addetto alle pulizie. Avevo quindici anni.

– Stai parlando dei Red Delishes?
Daniil: No la band si chiamava Sadida. Adidas pronunciato al contrario.
Eva: E ti pagavano? (Ride.)
Daniil: I Red Delishes sono apparsi più tardi, quando sono tornato ai miei amori d’infanzia: i Beatles e i Pink Floyd. Avevo scoperto i Muse e volevo fare qualcosa di britannico. Con Red Delishes, ho raggiunto il massimo che si poteva raggiungere a Ekaterinburg (ho vissuto lì fino al 2013) e abbiamo fatto un grande tour in tutta la Russia. Poi sono diventato amico di Sansara di Obe Dve e altri progetti. Ha lavorato con Michail Idov al suo album da solista e alla colonna sonora per la sua serie tv Optimisty.

– Hai anche dato un sound alle band “Obe Dve” e OQJAV?
Daniil: Si l’ho accennato poco fa. Non so cosa a cosa si riferissero i ragazzi quando sottolineavano il “Daniel Shake – sound”. È una sciocchezza. Tutta la musica è stata creata insieme a me, in tutti gli album dei OQJAV tranne l’ultimo e nell’album degli Obe Dve “Дочь рыбакa” (Doč’ rybaka / La figlia del pescatore, ndr). Perché hanno scritto sound? Lo trovo molto ingiusto.

– Perché hai smesso di collaborare con OQJAV?
Daniil: Me lo hanno chiesto. Ufficialmente era circa un anno fa, anche se in seguito abbiamo suonato in un concerto insieme a maggio.

  

“Ho già abbastanza libri nello spazio della mia testa”

– Scrivi sia testi e che la musica?
Daniil: Di regola i testi e la musica sono miei. Ma in alcune canzoni ci sono testi e accordi di Eva.
– Avete testi molto poetici. Chi sono i vostri poeti e scrittori preferiti?
Daniil: Ho sempre letto poco. Per lo più biografie di persone che mi interessano. Ad esempio Pink Floyd, The Beatles, The Doors, The Rolling Stones, Steve Jobs. Sono sempre stato interessato alla vita. Di letterario ho letto quasi tutto Bukowski. Mi sembra che le sue storie siano autobiografiche, con un semplice cambio di nomi. Anche Il giovane Holden e le storie di Salinger mi sono piaciute. Sento che sta scrivendo per se stesso. Ho letto anche un po’ di Kerouac. Tutto questi testi hanno un mood simile. Ma non posso dire che qualcuno di loro mi abbia influenzato. Piuttosto questi libri e questi autori hanno ampliato i miei orizzonti. Inoltre la mia vita procede in modo simile e mi ha fatto piacere che qualcuno la pensi come me. Questi autori sono per me come amici che sono sempre con me. Per quanto riguarda la poesia, essa è una cosa che mi accompagna. Penso che sia bene che non legga nessuno. Ho già abbastanza libri nella mia testa da trasmettere. Se riempio il cervello con qualcos’altro ne viene fuori un pasticcio.

Eva: In generale mi piace leggere ma non penso che ci sia qualcuno che mi abbia influenzata. È difficile dire chi mi piace dato che è da molto che non leggo. Inoltre di solito non ricordo i nomi, leggo e basta.

– Daniil, scrivi sia per Мы che per il tuo progetto personale. Come decidi cosa e per chi?
Daniil: Inizialmente Daniel Shake aveva sia materiale in lingua russa che in lingua inglese.

– Ma Мы ha anche canzoni in inglese.
Daniil: Sì, la prima canzone, “Et cetera”, che abbiamo inventato insieme. Stavo solo giocando con i tasti su una tastiera per bambini ed è nata una melodia, abbiamo scritto un testo e registrato la canzone. Non era chiaro sene sarebbe venuto fuori qualcosa o no. Tornato in Russia ho aggiunto alla registrazione il beat e il basso e ho ottenuto una traccia completa. Un’altra canzone in inglese è “Be Closer”. è nato Мы, ho deciso che avrebbero avuto tutto in russo, mentre Daniel Shake sarebbe stato in inglese. Inoltre in Daniel Shake c’è più musica suonata batteria, archi e così via.

– Ma Мы ha anche canzoni in inglese.
Daniil: Sì, la prima canzone, “Et cetera”, che abbiamo inventato insieme. Stavo solo giocando con i tasti su una tastiera per bambini ed è nata una melodia, abbiamo scritto un testo e registrato la canzone. Non era chiaro sene sarebbe venuto fuori qualcosa o no. Tornato in Russia ho aggiunto alla registrazione il beat e il basso e ho ottenuto una traccia completa. Un’altra canzone in inglese è “Be Closer”.

– Nei vostri testi c’è più realtà o finzione?
Daniil: Non c’è alcuna finzione. Almeno da parte mia. Io parlo del passato, del presente o del futuro.
Eva: Scrivo di sentimenti, non di ciò che è o è stato.
Daniil: Mi sembra che Eva abbia delle fiabe nei suoi testi. Crea un mondo molto bello. Ma questo è puramente un mio modo di sentire. È divertente che lei veda alcune illustrazioni o storie. Da parte mia invece pretendo solo onestà e sentimenti che, di regola, hanno toni tendenti al grigio. Non sono un ottimista.

– Nellascrittura utilizzate anche suoni provenienti dalla strada, giusto?

Daniil: Nella canzone “Be Сloser” ho usato i suoni delle campane e delle preghiere, che avevo registrato dalla finestra dell’appartamento a Giaffa, dove ho vissuto per un po’. Lì in generale c’erano cose strane. Una volta c’era un suono strano, come se un sacco di batterie suonassero una marcia. Allo stesso tempo risuonava un canto di bambini. Ho registrato un pezzo e l’ho usato nella canzone “Дно” (Dno / Il fondo, ndr). Uso anche campioni di altri lavori (ad esempio, nelle canzoni “Забываю” e “Любовь” – zabivaju e ljubov’). Ho un approccio hip-hop e mi piace molto il collage in musica. E così quasi tutte le voci registrate sul dittafono. Tutto suona bene grazie all’esperienza nel lavorare con il suono.

 

 

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– Come decidete chi canta cosa?
Daniil: Posso parlarti dell’esempio della canzone “Думай о море” (Dumaj o more / Pensa al mare, ndr). L’avevo composta prima della comparsa di Мы. Scrivendola mi ero reso conto che mancava qualcosa. Più tardi la ho inviata a Eva e mi le ho chiesto di cantarla. La canzone ha cominciato a suonare bene perché doveva essere eseguita nella sua voce. Questo è il principio di distribuzione nella maggior parte delle nostre canzoni. Ad un certo punto il mio cervello ha fatto un cambiamento e ho iniziato a scrivere non solo dal punto di vista di ragazzo, ma anche da quello di una ragazza. A olte cantiamo semplicemente a turno, ad esempio nella canzone “Таю” (Taju) alterniamo le parole “Gennaio” e “Febbraio”.

– Perché le vostre canzoni riguardano solo l’amore?
Daniil: Ho sempre scritto sull’amore.
Eva: Di cos’altro dovrei scrivere? Scrivere della natura è noioso. Mi sembra che sia stato creata per essere fotografata o per scrivere di amore attraverso la natura. Fin’ora nessuno ha detto esattamente cosa sia l’amore. Quindi si può variare, scrivere, qualsiasi cosa.

Daniil: In effetti le mie poesie sono più scortesi ma anche più oneste. Non riguardano solo l’amore ma anche la politica. In parte sono scritte in prima persona, in parte sono esagerate. Cerco di metterle  alla musica, ma fino a quel momento non le mostro a nessuno. La maleducazione è insolita per me. Inoltre intorno a noi abbiamo un’estetica e un’ideologia naturale. Il pubblico ci si riconosce e ci ama così come siamo. Se mi verrà un desiderio selvaggio di cambiare, non so se sarà necessario in questo momento pensare al pubblico o meno.

– Le vostre canzoni suonano come una corrispondenza tra amanti. Siete insieme?
Daniil: Ora no.

– Ma lo siete stati?
Daniil: Lasciamo che sia una congettura. Ho detto che nei testi scrivo solo la verità. Pertanto l’equazione può essere risolta.

– Non vi da fastidio che altre persone sappiano delle vostre storie personali dalle canzoni?
Eva: È divertente leggere le supposizioni.
Daniil: Periodicamente persone sconosciute mi dicono che sono riuscite ad affrontare una separazione grazie alle nostre canzoni, hanno iniziato a incontrare nuove persone o sono passati oltre ad un periodo difficile. Per me è molto importante. Forse qualcuno cerca di trasformare i testi nella mia storia con Eva, ma penso che le persone le traspongano per lo più su se stessi. È come nei film: vedi Bruce Willis salvare il mondo e ti immagini al suo posto. Ti innalzi al posto dell’eroe, trovi qualcosa in comune con lui, questo aiuta. Forse a livello di energia ed esoterismo, non si dovrebbero sacrificare la propria sincerità, i sentimenti e le storie personali al pubblico, ma penso  che questa donazione valga la pena se alla fine fa stare bene le persone.

– In che modo si pongono i vostri genitori verso ciò che fate? Ascoltano la vostra musica?
Eva: Sì, lo fanno. Tutto ok, gli piace.
Daniil: Gli piace tutto. Le nostre canzoni sono universali in termini di età, e livello degli ascoltatori. Quindi, in linea di principio, piace a tutti.
– Eva, i tuoi compagni di classe ascoltano le tue canzoni?
Eva: Le prime canzoni le avevo fatte sentire ai miei amici più stretti. Dicevano: “Wow, figo!”, molti hanno iniziato ad ascoltarci. Quest’anno sono arrivati molti nuovi ​​studenti a scuola. Pensavo fossero ok ma alcuni hanno iniziato a farmi delle foto. Non mi piace iniziare a parlare con la frase “Sono un tuo fan”. Immediatamente c’è una sorta di disuguaglianza. È imbarazzante per me. Non voglio comunicare in questo modo.

– Qual è il vostro pubblico?
Daniil: Un anno fa, dopo un concerto dei OQJAV vennero da me due guardie sulla quarantina per parlare del gruppo Мы, avevamo solo due canzoni e un pubblico senza follower. Dissero che avevano messo le nostre canzoni in repeat, e che esse li aiutavano. Ho dato le nostre canzoni ai tassisti e le guardie di sicurezza, e ne sono rimasti incantati. Mi sembra che la canzone, la voce e la personalità siano più importanti della qualità del suono. È fantastico quello che puoi fare su due piedi, queste canzoni vengono fuori bene

– E voi cosa ascoltate?
Daniil: Ho ascoltato Maks Korzh prima del realease.

– Perché avete fatto una cover della canzone Малый повзрослел (Malyj povzrolel / Il piccolo è cresiuto)?
Eva: Perché Maks Korzh è un grande.

– Come ha reagito Korzh?
Daniil: Ha mostrato che il suo gruppo di fan ufficiali ha fatto un repost. Quando gli ho scritto un messaggio di ringraziamento personale per questo. (Ride.)

– Chi ascoltate oltre a Korzh?
Daniil: Connan Mockasin incessantemente.
Eva: Kuko.
Daniel: Recentemente ho ascoltato molto Erik Satie. Lo metto su in qualsiasi momento.

– Come avete iniziato ad ascoltare la musica? Cosa ascoltavano i vostri genitori?
Daniil: Il Requiem”di Mozart, The Beatles e i Pink Floyd.
Eva: Pink Floyd, Scorpions, beh, Ranetki, ovviamente. (Ride)
Daniil: Mi piacciono ancora tantissimo le Tatu.
Eva: Oh, anche a me! E anche Glukoza e Zemfira.

“Voglio solo fare cose interessanti”

– Guadagnate con la musica o fare qualcos’altro?
Eva: Non sto facendo nulla.
Daniel: Con la musica, da molti anni. Durante i tempi di Ekaterinburg ho lavorato in molti posti. Non è stata un’esperienza finanziaria ma piuttosto qualcosa per i libri futuri. Ho lavorato come addetto alle pulizie, arrampicatore industriale, nell’alcol e nelle sigarette, in ufficio. Ma non sono rimasto a lungo da nessuna parte. In parallelo studiavo architettura e musica. Più tardi ho iniziato a insegnare chitarra, fare concerti e tour con tre o quattro progetti. Ora continuo a guadagnare scrivendo per altri progetti e per la pubblicità e facendo concerti anche se non ne abbiamo molti. Ho anche il progetto solista Daniel Shake, il continuo dei Red Delishes.

– In generale è redditizio essere un giovane musicista indipendente?
Daniil: È possibile essere un musicista indipendente, ma questo richiede alcune condizioni. Prima di tutto ci si deve dedicare al progetto al 100%. Non lo possiamo fare al massimo a causa della geografia (io vivo un po’ tra Israele, Mosca e San Pietroburgo e vado spesso in Europa) e alla scuola di Eva. Altrimenti potremmo persino esibirci ogni settimana e fare di più. Abbiamo molte proposte a cui dobbiamo rinunciare. Sto dedicando ogni momento libero al progetto ma sarebbe meglio esibirsi.

Eva: È chiaro che sarebbe più bello se fossimo in studio tutto il tempo a provare qualcosa. Sarebbe perfetto. Io vivo a scuola (in un collegio) e quindi ho tempo libero solo durante lo Shabbat. Ma anche allora non posso sempre fare qualcosa. In breve è dura. Non ho vita al di fuori della scuola.

– Sentite la spinta  a scrivere un’altra ” Bozmožno”, un altro successo?
Daniel: Questo non è problema, va bene.

– Quali sono i vostri piani per il prossimo futuro?
Daniil: Vorrei fare un grande tour. Ma questa è una fantasia. Abbiamo fatto un tour in estate dopo l’uscita del secondo album. Per un mese ho organizzato concerti in quindici città. Nonostante tutte le circostanze a metà estate avevamo totalizzato “16 tonnellate” (16mila persone, ndr). Anche nelle altre città il riscontro del pubblico è stato positivo, sebbene non ovunque. A Čeljabinsk e in alcune piccole città non è stato fisicamente possibile raccogliere molte persone, ci sarà stato un centinaio di persone. Murmansk è stato un piccolo capriccio: ho deciso di andarci quattro giorni prima del concerto, ho trovato a fatica un organizzatore e abbiamo raccolto solo quaranta persone. Ma anche questo non è stato un cattivo risultato, visti tutti gli ostacoli. In generale il tour è stato divertente e molto interessante.
Eva: Voglio solo fare grandi cose. Dopo la scuola ho intenzione di entrare nell’esercito, poi di iscrivermi al dipartimento di cinematografia presso l’Accademia delle Arti.
– E continuerai a suonare?
Eva: Certo, la musica non mi lascerà mai.

Fonte Afisha daily 19/12/2017

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.

Marcello De Giorgi

Nel giugno 2015 ho creato Russia in Translation con lo scopo di fornire traduzioni in lingua italiana di articoli dalla stampa russa.