Il Servizio di Sicurezza Federale diventa il principale regolatore di Internet in Russia

Secondo gli attivisti, le libertà in rete sono sempre meno.

Il Servizio di Sicurezza Federale (SSF) è diventato il principale supervisore di Runet, la versione russa di Internet. A tale conclusione sono giunti gli esperti del gruppo internazionale per la difesa dei diritti umani “Agora” nel rapporto annuale dedicato alla limitazione della libertà del web in Russia.

Gli attivisti monitorano la situazione già da 10 anni, e durante tutto questo tempo non è cresciuto solo il pubblico della rete, ma anche la pressione che questa subisce. Nel 2017 ogni giorno venivano bloccate in media 244 pagine web, ogni sei giorni gli utenti erano oggetto di aggressioni o minacce, e ogni otto giorni veniva imposta una condanna penale a causa per diffusione di informazioni in rete. In totale, nel corso del 2017 si sono verificati 115.706 episodi di restrizione, e la netta maggioranza di essi (più di 110.000) sono collegati al blocco e filtraggio di contenuti, e al divieto di fornire, per motivi differenti, informazioni di determinati tipi.

Nel rapporto si osserva come sia aumentato il numero dei casi di responsabilità giudiziarie degli utenti (da 298 nel 2016 fino a 411 nel 2017), così come la quantità di condanne penali (da 32 a 43. Il numero di episodi di infrazioni penali per incitamento alle attività estreme (art. 280 del Codice Penale) nel 2016-2017 si è stabilizzato, ma si vede una crescita significativa del numero di casi sotto indagine dal SSF che riguardano la giustificazione del terrorismo e gli inviti all’attività terroristica (art.205.2), così come una parte dei casi che riguardano l’invito all’estremismo, anch’essi sotto esame del SSF. Dal 2013 le violazioni dell’articolo 205.2 sono aumentate più di 20 volte; nello stesso periodo i casi di cui agli articoli 280 e 282 sono raddoppiati. Se nel 2014 la percentuale di condanne applicate dal SSF per dichiarazioni pubbliche si sono attestate sul 18%, e nel 2015 si è abbassata fino al 16%, allora nel 2016 tali fatti sono arrivati al 21%, e nella prima metà del 2017 al 30%.

La redistribuzione del peso degli articoli estremisti dimostra l’attivazione del SSF e la diminuzione del ruolo del Comitato Investigativo e del Ministero degli Interni (compreso il centro sul contrasto all’estremismo), osserva il presidente dell’associazione “Agora” Pavel Chikov. Oltre a ciò, aggiunge che il SSF dimostra sempre più influenza in quell’ambito e in altri settori, per esempio nel settore della tecnologia.

Il 2017 è diventato un anno record per quanto riguarda il numero di iniziative legislative volte alla “sovranizzazione” di Internet, e di fatto, al rafforzamento del controllo sulle comunicazioni degli utenti e la diffusione di informazioni in rete. Da gennaio 2018 è entrata in vigore una legge che obbliga i servizi di messaggistica istantanea ad identificare gli utilizzatori: la decodifica della corrispondenza e l’identificazione degli utenti diventa un aspetto chiave per garantire la sicurezza nazionale. Le funzioni di controllo del web passano gradualmente dalle mani di Roskomandzor (servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni di massa, n.d.t.), costituita in qualità di supervisore del settore, alle mani dei procuratori e degli organi dedicati alla sicurezza statale, esprimono gli autori del rapporto. Gli stessi esponenti di Roskomandzor sottolineano costantemente che essi ricoprono solamente una funzione tecnica, essendo guidati dalle decisioni di altri dipartimenti.

Dal concetto delle liste nere, utilizzate nel 2012 per registrare i blocchi di siti internet, i poteri sono giunti gradualmente ad un nuovo livello: la criminalizzazione delle attività in rete. Il perseguimento dei “gruppi della morte” è stata la prima campagna di massa di carattere penale indirizzata contro gli utilizzatori di Internet. Chikov è convinto che nel 2017 il Codice Penale si sia arricchito di nuovi casi (ad esempio, la propaganda al terrorismo), in reazione all’ineffettività dei blocchi come mezzo di contenimento della diffusione delle informazioni. Da una politica di divieti si è passati alla persecuzione penale degli utenti, concludono gli autori del rapporto.

Il servizio stampa del SSF non ha risposto alla domanda di Vedomosti. Il difensore civico di Internet Dmitrij Marinicev sostiene che sia difficile rendere effettiva la limitazione della diffusione di informazioni in rete; di contro, la libera discussione dà alla società la possibilità di elaborare una sorta di immunità alle manifestazioni più radicali. Se regolarmente si prova a proteggere la società da una qualsiasi informazione, allora avviene una sterilizzazione della coscienza sociale, e non è difficile immaginare a cosa condurrà tutto ciò, riassume l’esperto ricordando l’Unione Sovietica.

La carta delle limitazioni della libertà su internet nel 2017 Russia
La carta delle limitazioni della libertà su internet nel 2017. Si va dagli 0-3 casi in azzurro a più di 30 casi in rosso

Fonte vedomosti.ru, 5 febbraio 2018, di Anastasija Kornja, Traduzione di Giacomo Oboe

Sono nato nel 1995 in provincia di Vicenza. Mi sono laureato in russo e francese all’Università Cà Foscari di Venezia , e ora sono uno studente del Master ELEO presso la Cà Foscari Challenge School. Sono appassionato di tutto ciò che riguarda la sfera delle relazioni internazionali, in particolare dello spazio post-sovietico; amo viaggiare, leggere e imparare.

Giacomo Oboe

Sono nato nel 1995 in provincia di Vicenza. Mi sono laureato in russo e francese all'Università Cà Foscari di Venezia , e ora sono uno studente del Master ELEO presso la Cà Foscari Challenge School. Sono appassionato di tutto ciò che riguarda la sfera delle relazioni internazionali, in particolare dello spazio post-sovietico; amo viaggiare, leggere e imparare.