Lo sviluppo dei porti sul Caspio per integrare il Caucaso Russo nella Nuova Via della Seta

Secondo il viceministro degli affari del Caucaso del Nord questo progetto pluriennale sarà realizzato con ogni probabilità nell’arco di non meno dieci anni.

Una opportunità unica per Mosca di integrare nel commercio internazionale una delle regioni più depresse a livello economico-politico della Federazione Russa. 

Soči, 16 febbraio. /TASS/. Le regioni del Caucaso Settentrionale aderiranno all’iniziativa cinese della Nuova via della Seta, lo riferiscie il viceministro russo per gli affari del Caucaso del Nord Olga Puchullaeva durante l’evento di investforum sullo sviluppo dei porti marittimi del Caspio

Il decreto di approvazione sulla strategia di sviluppo dei porti marittimi del Caspio, e anche di accessi ferroviari e autostradali entro il 2030 è stato sottoscritto dal Primo Ministro D.Medvedev e pubblicato il 17 novembre 2017 sul sito del governo. Nella lettera esplicativa si osserva che gli obiettivi fondanti della strategia consistono nel consolidamento della presenza geopolitica della Russia sul Caspio, e l’ampliamento dei legami economico-culturali con i paesi limitrofi al bacino. Non secondaria è l’opportunità di sviluppo della data regione della Federazione Russa con l’aumento del traffico del commercio internazionale.  Il progetto presuppone la modernizzazione dei porti di Machačkala, di Astrachan’, di Ol’  e anche la creazione di un nuovo terminal portuale sul Caspio.

“Oggi i nostri vicini sul Caspio, ovvero Kazakhstan, Azerbaijan, Turkmenistan e Iran, stanno realizzando grandi progetti per il rafforzamento delle loro infrastrutture. Per quanto ne sappiamo il Kazakhstan sta già realizzando uno porto nel contesto della Nuova Via della Seta. Per ora queste rotte si stanno delineando proprio di fronte ai territori della Federazione Russa. Consideriamo che lo sviluppo, da un lato di infrastrutture portuali sul Caspio, accessi ferroviari e autostradali ad Astrachan’ e nei territori del Dagestan nella regione di Machačkala, e dall’altro il miglioramento di vie di transito e, in alcuni casi, di aree industriali, costituiscano ottime prospettive per l’implementazione dell’iniziativa “One Belt, One Road”, – afferma il viceministro.

A riguardo Olga Puchullaeva ha sottolineato che questo progetto potrà essere realizzato in non meno di dieci anni.

“Oggi vogliamo definire la possibilità di integrare concretamente i nostri porti sul Caspio nella “Silk Road2.0”. Tutte le rotte ora presenti non “attraversano” il bacino, ma bensì lo percorrono verso nord o a sud,” – aggiunge.

Il viceministro ha aggiunto che le regioni del Caucaso potreanno così  collaborare con la Cina non solo nei grandi progetti infrastrutturali e nell’industria, ma anche nel turismo. “Due anni fa è stato inaugurato il progetto “Via della Seta” (šelkovyj put’ – un percorso ferroviario interregionale) proprio per i turisti cinesi. Per mezzo di questa iniziativa bilateriale, ai viaggiatori asiatici si offre la possibilità di visitare i siti storici, e sopratutto le località termali della regione.

Il forum d’investimento russo ha avuto luogo a Soči tra il 15 e il 16 febbraio alla presenza del primo ministro russo Dimitrij Medvedev. Un palcoscenico annuale per presentare il potenziale economico e d’investimento della Russia. Nella scorsa edizione erano stati conclusi 377 accordi per 490 miliardi di rubli (circa 7 miliardi di euro, Ndr.).

Organizzatore dell’evento il fondo “Roscongress”.

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fonte: TASS, 16/02/2018, tradotto da Simone Ferroni

Veronese dal 1994, ho conseguito una laurea in Lingue e Politica Internazionale all’Università Ca’Foscari di Venezia. Da sempre appassionato alla storia che riguardano l’Europa Orientale e l’Eurasia, ho avuto modo di entrare in contatto con il multiculturalismo russo ad Astrakhan’ in occasione di un programma overseas. Successivamente ho lavorato a Bruxelles dove mi sono avvicinato alle tematiche riguardanti la geopolitica delle rinnovabili e la politica europea di vicinato.

Simone Ferroni

Veronese dal 1994, ho conseguito una laurea in Lingue e Politica Internazionale all'Università Ca'Foscari di Venezia. Da sempre appassionato alla storia che riguardano l'Europa Orientale e l'Eurasia, ho avuto modo di entrare in contatto con il multiculturalismo russo ad Astrakhan' in occasione di un programma overseas. Successivamente ho lavorato a Bruxelles dove mi sono avvicinato alle tematiche riguardanti la geopolitica delle rinnovabili e la politica europea di vicinato.