Presidenziali 2018: ai candidati lo “scontro” politico non piace

Alcuni dei candidati alle presidenziali russe sono d’accordo nel ritenere che gli attuali dibattiti elettorali, tenuti sotto forma di “intervista collettiva”, siano più un insieme di confusi bisticci piuttosto che un vero e proprio scambio di idee.

Mercoledì nello studio del canale OTP (Obshchestvennoye Televideniye Rossii, Televisione Pubblica Russa), Sergej Baburin, Pavel Grudinin, Vladimir Žurinovskij, Maksim Surajkin e tre portavoce dei candidati, hanno preso parte all’ultimo round della campagna elettorale. Nel corso della trasmissione i candidati Ksenija Sobchak, Boris Titov e Grigorij Javlinskij hanno designato i propri rappresentanti. Tema di dibattito è stata la politica interna.

“Vi ringrazio per questi 90 secondi di dibattito, o meglio dire di “intervista”, che avete organizzato” – ha esordito Baburin, il primo dei candidati a rispondere alla serie di domande del moderatore.

Ciascuno dei candidati ha a disposizione 1 minuto e 30 secondi e il conduttore ha precisato si tratti di una “campagna collaborativa comune”, prevista dalla legge. “Non si può di certo definirlo dibattito, poiché piuttosto che dibattere, inveiremo uno contro l’altro” – ha aggiunto Baburin. Di quest’idea, è anche il suo avversario alla corsa alle presidenziali Grudinin, il quale ha osservato: “difficile pensare a questo come a un dibattito nel vero senso della parola”.

“Per questo motivo, invito, e in merito abbiamo inviato una lettera alla Commissione Centrale Elettorale, a cambiare il format e le modalità di dibattito in modo da renderlo quanto più corretto e comodo possibile per i candidati. Queste sono semplici “interviste”, non vi è alcun dibattito.” – ha poi chiarito lo stesso.

Il candidato del КПРФ (Partito Comunista della Federazione Russa) ha manifestato la speranza che le idee dei candidati siano davvero ascoltate. “Noi intendiamo rendere il dibattito realmente interessante per le persone” – ha aggiunto Grudinin. Il portavoce di Javlinskij, Sergej Ivanenko sulle modalità della campagna elettorale ha dichiarato: “Io sono d’accordo su una cosa: di certo questo non è un dibattito. Se fosse un vero dibattito, e ce ne fosse anche il tempo, potrei dire la mia sulle idiozie affermate finora dai presenti qui.”

La candidata Sobchak, ha espresso rammarico per l’assenza di Putin al confronto pre-elettorale. “È un peccato che a questo dibattito non partecipi Vladimir Putin, soprattutto perché tutte le questioni principali di politica interna dipendono da lui”. Le presidenziali si terranno il 18 marzo. Ufficialmente i candidati alla carica di presidente russo (in ordine alfabetico): Sergej Baburin (“Unione Russa Dei Popoli”), Pavel Grudinin (“Partito Comunista della Federazione Russa”), Vladimir Žirinovskij (Partito Liberal-Democratico Russo), Vladimir Putin (candidatura indipendente), Ksenija Sobchak (“Iniziativa Civica”), Maksim Surajkin (“Comunisti della Russia”), Boris Titov (Partito della Crescita) e Grigorij Javlinskij (“Jabloko”-“Partito Democratico Unificato Russo”).

FONTE: RIA Novosti 28/02/2018 – Тraduzione di Federico Lattante

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Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all’Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l’ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.

Federico Lattante

Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all'Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l'ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.