La lupa di Londra

Perché i russi negli ultimi anni sono così attratti dalla capitale del Regno Unito?

Negli ultimi anni Londra attira i russi come un magnete. La nostra gente ha sempre avuto le sue particolari predilezioni: chi Parigi, chi New York, chi Gerusalemme. Ora al primo posto c’è la capitale del Regno Unito. Perché? Questa domanda per me è diventata importante quando sono stata là. È davvero solo perché Londra è una delle città più care al mondo e a quanti fra i nostri compatrioti sono riusciti a mettere insieme enormi fortune sembra il luogo più adatto per investire?

Secondo varie stime, i russi a Londra oggi sono 250-300mila. Nel concetto di “russi” sono inclusi: ucraini, turkmeni, baltici, che a Londra sono la grande maggioranza, e cittadini di altre ex Repubbliche sovietiche. Arrivare qui non è così facile. Come si suol dire, “in questa città non c’è niente che costi poco”. Un dettaglio: persino nel mercato delle pulci a basso costo di Portobello, i prezzi partono da cinque sterline (circa 10 dollari) per una qualunque cosetta. La convenienza, tra l’altro, è uno dei motivi per cui, in effetti, i londinesi, per lo più i giovani, preferiscono trasferirsi a vivere e lavorare altrove.
– Ieri siamo stati ospiti da una nostra conoscente in un appartamento lussuoso nel centro di Londra – racconta una giovane coppia di sposi del nostro gruppo turistico – e lei ci ha spiegato come si vive qui. I giovani vanno via dalla famiglia, si rimboccano le maniche, aprono un mutuo per la casa e continuano a pagarlo fino alla vecchiaia. Quando hanno raggiunto una certa età, affittano questa casa su cauzione allo Stato, senza aver nemmeno pagato il suo intero  importo. Oggi lo Stato li mantiene. Ma, quando una persona muore, la casa non le appartiene, e né ai figli né ai parenti resta nulla.
– Perciò dobbiamo ancora essere grati alle nostre autorità, e in particolare a Gorbačëv, per essere riuscite a privatizzare gli appartamenti – riassume la giovane coppia.
Tutti gli altri membri del gruppo annuiscono in segno di assenso. Nessuna sorpresa: questo gruppo è molto diverso da tutti quelli con cui ho viaggiato prima. Sono tutte persone provenienti da diverse regioni della Russia, benestanti, economicamente prospere. La maggior parte ha già viaggiato per mezzo mondo. Guardando da vicino altri turisti russi a Londra, mi sono resa conto che la diagnosi di “persone economicamente prospere” si adatta alla maggior parte di loro. Acquistiamo un biglietto alla Royal Albert Hall per l’esibizione di alcuni artisti, uno spettacolo per bambini da 57 sterline, anche da noi a Mosca la gente è abituata a questi prezzi.


Anche a un hotel a cinque stelle, dove solo la colazione costa 25 sterline. Il carovita di Londra non disturba e non impressiona nessuno. Inoltre, persino il famoso negozio di Harrods, ora di proprietà di Mohammed Al Fayed, dove per lunghi anni ha ordinato articoli la famiglia reale, a molti è apparso in qualche modo piccolo. E cosa dire del famoso negozio di giocattoli Hamleys, dopo aver visitato il quale i nostri hanno emesso il verdetto: “Il nostro Detskij mir (letteralmente Il mondo dei bambini, catena russa di negozi per l’infanzia, NdT), dove si possono comprare tutti i giocattoli più vari, non ha nulla da invidiargli! E i prezzi sono all’incirca uguali – se non che nel negozio inglese
giocano sia i bambini, sia gli adulti.”
– Sì, comprare casa qui non è conveniente per i londinesi – riassume nel frattempo il discorso un altro capofamiglia. – Va bene solo per le nostre tasche. Gli stessi londinesi sono già abituati a una grande affluenza di indiani (il primo indiano l’ho visto già in aeroporto al controllo passaporti, mentre scommettevo scherzosamente con un compagno di viaggio casuale su chi sarebbe passato dopo: un nero o un bianco, cioè un indiano o un inglese), arabi e russi. A Londra quasi non si vedono inglesi, e i nostri turisti da tempo chiedono alle guide di mostrare loro gli autentici abitanti del posto.

La politica dell’attuale governo è abbastanza solidale con i rappresentanti di ogni nazionalità e spesso con chi ha i quattrini, il che, per inciso, causa scintille di risentimento in certi ambienti. I prezzi delle proprietà vanno oltre ogni limite immaginabile. Sì, a Londra si può comprare un alloggio per 300mila sterline, ma sarà un cubicolo in periferia. Mentre l’affitto di un appartamento costa come minimo 1500 sterline al mese. Per fare un confronto, uno dei giornali centrali di Mosca scrive che “fra i più attivi acquirenti degli alloggi d’élite a Londra ci sono i russi. Essi possiedono
circa un terzo di tutto il patrimonio immobiliare venduto a Londra, e per molti un prezzo superiore a 10 milioni di sterline non è un problema. Di solito i grandi capitalisti di origine russa scelgono i quartieri elitari di Londra: Kensigton, Chelsea, Belgravia e Mayfair. Qui vivono Abramovič (Roman, uno dei massimi imprenditori e dei più ricchi uomini di origine russa, NdT), Deripaska (Oleg Vladimirovič, grande imprenditore russo, NdT), Berezovskij (Boris Abramovič, altro grande imprenditore russo morto nel 2013, NdT). Oltre a ciò, costoro non lesinano sulle proprietà nelle vicinanze di Londra. L’unico milionario che ha preferito le dolcezze borghesi è l’intellettuale-bohémien di Notting Hill Vladimir Gusinskij (tycoon dell’informazione russo, NdT).

Roman Abramovich
La nostra eccellente guida Jerry Miller, o, come io stessa l’ho ribattezzato, Jerry-distintivo blu (a Londra il distintivo blu è indossato solo dalla categoria più alta di guide, ma Jerry qui è così popolare che Seva Novgorodsev – presentatore radiofonico della BBC Russian Service, NdT – l’ha invitato in trasmissione in quanto rappresentante più colorito della professione: l’ha accolto nella “Rivoluzione-Seva”, per così dire) sostiene che il reddito medio di un residente di Londra è di 30- 50 mila sterline all’anno.

– Come vivono, poveretti?– si sbalordisce uno dei nostri turisti. – Evidentemente, o economizzano, o lavorano come muli.

Ciononostante, alcuni indiani, arabi e russi riescono a creare qui delle condizioni davvero eccellenti. Una collega mi ha parlato di una delle donne più ricche del Paese, che ha fatto un sacco di soldi con … le torte. Preparava così bene le torte tipiche indiane, che hanno iniziato a ordinargliele tutti i più grandi supermercati del Paese.

A oggi è il nome dell’indiano Lakshmi Mittal a occupare il terzo posto nella lista delle persone più ricche del mondo dopo gli americani Warren Buffett e Bill Gates. Si stima che il suo patrimonio personale sia di 25 miliardi di dollari. All’affermazione di Jerry che si tratta di quasi il doppio del capitale di Abramovič (il patrimonio di Abramovič è ora stimato a 15 miliardi di dollari), un altro benestante turista del nostro gruppo, con ironia o con risentimento, dice:
– Sicuro! Perché Abramovič spreca i soldi nel Chelsea e negli yacht?
– Cosa c’è che non va nel fatto che Abramovič sta facendo della Russia un grandioso PR, che interi stadi alle partite del Chelsea cantano in coro “Kalinka”? – si sorprende, nella conversazione con il corrispondente di RG (Rossijskaja Gazeta, il quotidiano ufficiale del governo della Federazione Russa, NdT), Sergej Kolušev, fondatore e direttore del Forum economico Russo a Londra, organizzatore del festival “Russkaja Zima” (Inverno Russo, NdT), che è appena passato a Trafalgar Square e ha accolto, oltre ai VIP russi capeggiati da Lužkov (politico russo, ex sindaco di Mosca e copresidente del Consiglio supremo del partito “Russia Unita”, NdT) e Kobzon (cantante russo, NdT), non meno di 75 mila spettatori.Abbiamo incontrato Sergej al ricevimento in onore del festival “Russkaja Zima” e non ho saputo
resistere dal parlargli di cosa Londra oggi significhi per la maggior parte dei russi e chiedergli la sua opinione sul perché siamo così attratti dalle coste della nebbiosa Albione.


– La prima ragione per cui i russi sono attratti da Londra è che qui c’è sicurezza. Mai nessun russo qui è stato arrestato per un qualche motivo – esprime il suo punto di vista Sergej. La seconda ragione, per dirla con le sue parole, è che qui si può organizzare e portare avanti un business. Sergej mi racconta che è arrivato qui 15 anni fa e ha cominciato praticamente dal nulla, e ora ha un grande business e nessuno lo disturba. Inoltre, si possono condurre i propri affari alla pari con gli inglesi.
Io domando: che dire invece dell’America? Dopotutto essa è stata sempre famosa per il fatto che un rappresentante di qualsiasi nazionalità potesse agire su un piano di parità.

– No – mi risponde Kolušev – in America è tutto nettamente separato: italiani, cinesi, russi, ebrei. Qui le condizioni per condurre un business sono decisamente migliori.

Dopodiché Sergej continua a elencare le ragioni dell’interesse dei russi per Londra:
– La terza cosa che attrae di Londra sono le tradizioni culturali. In questo è molto vicina ai russi. La quarta è che qui c’è l’impero e la monarchia. Noi a tutt’oggi ci lamentiamo del fatto che il nostro impero è crollato, mentre qui resiste.
Quindi Sergej dice che è necessario smascherare davanti ai nostri lettori i miti su Londra e gli oligarchi russi. Io ascolto attentamente: a me, in qualche modo, sembra che questi non siano affatto dei miti.
– Insomma, che cos’è un oligarca? – dice Kolušev – prendiamo Putin o, per esempio, Berlusconi: anche loro si possono definire oligarchi. Chodorkovsij (imprenditore russo, NdT), in confronto a loro, è un pesce piccolo. Semplicemente a Londra bisogna venire per imparare a gestire un business.
Almeno nel nostro forum economico russo. L’unica cosa è seguire le regole: nessuna politica e non fare PR e pubblicità al proprio business.
Domando: oggi Londra è interessata ai russi ricchi? Perché mi è sembrato che sia ancora così. Sergej mi risponde che a Londra le persone ricche abbondano. Vengono da tutto il mondo, e i russi in questo senso non sono neanche i più cool. MA! Qui non ci sono russi poveri, a differenza degli ucraini e dei lituani, che vengono a lavorare in massa. (In generale, in Gran Bretagna vivono ora possessori di 40 miliardi di sterline o 100 miliardi di dollari. Per fare un confronto: nella lista dei russi più ricchi fatta dal giornale moscovita “Finance” i miliardi di dollari sono 39. Queste sono le informazioni della nostra guida).

Alla conversazione si unisce Natal’ja Čuvaeva – editrice del primo giornale russo in Gran Bretagna “Il corriere di Londra” – la quale dà la sua risposta alla domanda da me posta, perché a Londra ci siano sempre più russi:
– Noi siamo qui perché qui ci sono i nostri figli – dice lei. E questa è una spiegazione abbastanza forte. Subito mi ricordo che in effetti molti russi hanno mandato qui i loro figli a studiare già all’inizio degli anni ‘90, e anche prima: immediatamente dopo la caduta della cortina di ferro e l’apertura dei confini. Ricordiamo almeno il nipote del presidente Boris El’tsin, che entrò in uno dei college più prestigiosi, Eton, ma non lo finì mai. I figli che hannostudiato in Inghilterra non sempre vogliono tornare in patria, e  i genitori cercano di aiutarli con i soldi e gli affari direttamente nella capitale. Questo è ciò che rende la comunità russofona più forte.
Tutti sostengono le relazioni, comunicano fra loro. Si dicono dove sono le prémiere, dove sono i migliori sconti. A Londra c’è la via dello shopping alla moda Sloane, che i russi tra di loro chiamavano “dell’elefante” (gioco di parole tra Sloane e la parola russa slon, elefante, NdT).

Oggi ci sono quattro giornali in lingua russa a Londra. Ne è stato appena fondato un altro: ”ANGLiJA”. E, proprio come viene condotto il tour “La Londra di Harry Potter”, è possibile condurre il super-tour “La Londra dei russi”. Perlomeno, sul sito della nostra guida ho visto quest’offerta: “Il regno di Abramovič: percorsi lungo il quartiere di Chelsea”. Segue l’annotazione: “Qui, oltre al club calcistico Chelsea, troveremo il miglior ristorante di Londra, il più antico giardino botanico del mondo, qui Turgenev e Herzen hanno visitato il «saggio di Chelsea» dello storico Thomas Carlyle (dimora dello storico accessibile ai visitatori, NdT), Jerome K. Jerome ha scritto «Tre uomini in barca», Ian Fleming il primo romanzo su James Bond e Alan Alexander Milne «Winnie the Pooh». Ammireremo la pagoda buddista attiva e i ponti impressi sulle tele impressioniste di Whistler”.

Secondo me una cara collega è adatta a simili escursioni. E io ispeziono coscienziosamente la casa dove l’intera sovrastruttura superiore fu acquistata a suo tempo da Berezovskij, la villa che Abramovič intendeva acquistare. Ma all’ultimo momento ha rifiutato, o perché la parte finanziaria non gli andava bene, o perché la casa ha la finestra attaccata a quella dell’edificio dell’ambasciata russa – e perché ne avrebbe avuto bisogno?
Questa casa, che si trova proprio di fianco al palazzo della principessa Diana a Kensington , è stata fra l’altro comprata da Leonard Blavatnik (imprenditore britannico-americano di origini sovietiche, NdT), anche lui un nostro ex compatriota. E io fantastico anche su come nel super-tour “La Londra dei russi” si potrebbe raccontare delle settimane petrolifere russe, dei ricevimenti nel famoso hotel “Dorchester”, che oggi è citato da tutti i cronisti che descrivono “Russkaja Zima”, nel quale, incidentalmente, durante il festival si è fermato Jurij Lužkov…Buffo che tutto sia cominciato da Turgenev e Herzen.
…Nell’hotel dove ci siamo fermati c’erano ascensori “parlanti”: comunicavano con una piacevole voce femminile su quale piano ci trovavamo, dove andavamo, giù o su, eccetera. E l’ultimo giorno, mentre scendevo verso l’autobus insieme alla famiglia del nostro gruppo, ho pensato di scherzare dicendo che quando saremmo tornati a casa non avremmo avuto nessuno con cui parlare.
Aveste visto come mi ha guardata il rispettabile padre di famiglia! Tuttavia nei suoi occhi ha lampeggiato una certa comprensione e improvvisamente mi sono resa conto che avrei potuto dare una risposta a una domanda per me interessante.
Londra è importante per i russi perché loro sono qui, in un ambiente di stabilità e affidabilità, a curare la loro anima, a rimarginare le ferite inflitte dalla realtà russa. E in questo senso ho improvvisamente sentito che io stessa vado via da qui non in uno stato di folle delizia, ma più calma e più saggia, come curata dall’infinito stress della nostra vita. Tranquillità, storia, tradizioni funzionano meglio di qualsiasi sanatorio. A Londra, dopotutto, molte cose sono successe per le prima volta, perché a suo tempo era la più grande città del mondo: la prima metro, lo zoo, la stazione, la locomotiva, il Giardino Botanico, la polizia organizzata e persino…il primo maniaco: Jack lo Squartatore. Inoltre, anche la leggenda dei licantropi è partita da qui.
Dopotutto gli oligarchi russi sono come i licantropi. Noi abbiamo i lupi e lì ci sono persone libere e dignitose con un volto umano. La condizione di una lupa solitaria che si lecca le ferite… Più tardi ho appreso che c’è un vecchio film inglese chiamato “La donna lupo di Londra”. E ancora, Zemfira (popolare cantante pop russa, NdT), nella canzone “London”, dice: “Senza chiamate/ Sono un animale solo,/ Mi sveglierò, ritornerò di notte,/ Nessuno se ne accorgerà,/ Sarò sempre lo stesso animale solo,/ Conto i passi/ Fino all’ultimo punto,/ Corriamo e spicchiamo il volo.”
E corriamo tutti! Sul Tower Bridge.

Fonte: Rossijskaja Gazeta 20/01/2006.  Articolo di Susanna Al’perina, tradotto da Stefania Persano

Leccese del 1990, mi sono laureata in Lingue Straniere all’Università di Torino. Dopo aver viaggiato molto in Europa, sono approdata in Russia con un contratto estivo come accompagnatrice turistica. Innamoratami di San Pietroburgo, ci sono rimasta un anno e mezzo come insegnante di italiano. Ora insegno a Torino, dove continuo a interessarmi al mondo russo e alla sua prodigiosa lingua.

Stefania Persano

Leccese del 1990, mi sono laureata in Lingue Straniere all’Università di Torino. Dopo aver viaggiato molto in Europa, sono approdata in Russia con un contratto estivo come accompagnatrice turistica. Innamoratami di San Pietroburgo, ci sono rimasta un anno e mezzo come insegnante di italiano. Ora insegno a Torino, dove continuo a interessarmi al mondo russo e alla sua prodigiosa lingua.