“Russia Rules!”

Allo stadio “Lužniki” una partecipazione così non si era mai vista persino per un meeting di autorità governative.

Oggi allo Stadio Lužniki si è tenuto il concerto-meeting “Verso una Russia più forte”. Come già ben noto ai partecipanti all’evento, ha presenziato uno solo dei canditati alle presidenziali: l’attuale Presidente Vladimir Putin.

Dalla fermata della metropolitana “Sportivnaja” incalzano compatti gruppi di persone, dapprima radunatisi nei vani del metro. Contro corrente rispetto al movimento generale una sola donna in bici coperta con una busta del ЛДПР. Come al solito, a pochi giorni dal concerto, nei forum online sulla manifestazione sono apparsi annunci di fantomatici biglietti dal costo pari a 500 rubli. Nonostante questo in molti oggi si sono recati allo stadio gratuitamente. L’esibizione di Timati (rapper e produttore russo) ha incuriosito giovani studenti e non solo: qualcuno si è fatto anche sostituire al lavoro.

Muovendoci da un gruppo a un altro, tra la folla, si parla di tutto fuorché di politica: si dibatte di situazioni familiari e questioni lavorative. Lungo la marcia si scorgono i rappresentanti del Movimento Nazionale di Liberazione (Национально-Освободительное Движение) con le bandiere nere e arancioni e le magliette con il ritratto di Putin.

Il Presidente ci aspetta più avanti. Una donna dai ricci capelli grigi e occhiali con la voce pervasa di nostalgia racconta alle sue amiche impellicciate: “Fu allora che iniziai a praticare nuoto, sarei entrata nella nazionale, ma ero troppo bassa”. 

Più avanti, ad attenderci, anche la Nazionale Russa.  Il tempo è bello, non fa freddissimo: tutti hanno gli occhi lucidi per il sole e non solo. Ovunque bandiere della Federazione e slogan: “Uno stato forte – un Presidente forte”.

Il concerto-meeting è iniziato prima del tempo, alle due in punto. Tutti gli ospiti prima di esibirsi hanno invitato i presenti ad andare a votare, spiegando che l’avrebbero fatto anche loro. Hanno presentato il concerto l’anchorman Dmitry Guberniev, la giornalista Yana Churikova e l’attore Fëdor Bondarčuk, tutti con indosso guanti e cappello del “Putin Team”.

“Siamo nelle NOSTRE mani, nelle mani di coloro che voteranno per una Russia più forte insieme a noi – ha gridato il solista del gruppo “Mani in alto” («Руки вверх!») – Sono sicuro farete la scelta giusta, noi l’abbiamo già fatta!”

Poi si sono esibiti nel brano “Piccola mia, mi manchi” (Крошка моя, я по тебе скучаю).

Da sempre rendiamo il mondo un posto migliore: la prima lampadina è una nostra scoperta, la radio, il televisore, il primo uomo nello spazio, la prima mietitrebbia. Sono tutte nostre creazioni! – urlano i presentatori dal palco.  Qualcuno nell’attesa manda giù un sorso da una fiaschetta con impressa l’aquila bicipite, qualcun’altro mastica del pane con del salame. C’erano anche molti cadetti tra le file degli Studenti e dei ragazzi della Guardia Giovanile (Молодой Гвардии), che indossavano impermeabili (o cappotti) con impresso “con Putin” sulla schiena.

Sul palco si sono alternate personalità vicine al Candidato alle presidenziali Putin. Il direttore artistico del Teatro Mariinskij, Valerij Gergiev, Vladimir Maškov e Timati. A proposito di Timati, il rapper non ha cantato nulla dal suo repertorio, ha solamente scattato qualche selfie con lo stadio di sfondo e poi al microfono ha detto: “Insieme a me è cresciuta una generazione giovane e coraggiosa che segnerà il futuro del nostro paese”. Un altro volto vicino a Putin – il solista del gruppo “Ljube”, Nikolay Rastorguev, ha riferito  dal palco: 

Quando vengono da noi gli stranieri si stupiscono del fatto che non ci siano degli orsi per strada. E con la stessa sorpresa si rendono conto di avere internet gratis nei bar, ristoranti, metro e centri commerciali. La Russia sta diventando sempre più accattivante come Paese in tutto il mondo, per il turismo. Siamo ben consapevoli dell’ingente numero di menzogne gettate sul nostro paese. Per sfatare questi miti, bisogna venire qui da sé e vedere tutto con i propri occhi.

Sul palco un susseguirsi di volti noti: l’attore Leonid Yakubovich, il pugile Aleksandr Povetkin, il ballerino Nikolay Tsiskaridze, il cardiochirurgo Leo Bokeria, gli attori Nikita Michalkov, Vladimir Men’šov e Mikhail Porechenkov. Decisamente poco entusiasti sono apparsi i campioni olimpici del 2018 e tutta la squadra Nazionale di Hockey Russa.

Tutto suggerisce che il culmine dell’evento sia vicino. Dopo un’ora dall’inizio appare Vladimir Putin avvolto in un piumino. Prima di invitare i presenti a cantare l’inno nazionale dal palco ha chiarito:

Le nostre e le vostre cause sono chiare, nobili e comprensibili. Noi vogliamo rendere il nostro Paese brillante, orientato al futuro, poiché è qui che hanno vissuto i nostri antenati, è qui che viviamo noi, i nostri figli, ed è qui che vivranno i nostri nipoti.

Alla destra di Putin canta il comico Evgenij Petrosjan, a destra Gazmanov. Sul palco sono stati avvistati anche il Rettore del МГУ, Viktor Sadovnichiy, le cantanti Larisa Dolina e Diana Gurtskaya.

In seguito si è esibito ancora una volta il cantante Leps  e dopo ancora Filipp Kirkirov  (Не отдам тебя никому, вызову весь мир на войну, “Non ti lascerò andare, chiamo l’intero mondo a combattere” ) e Larisa Dolina. In seguito, l’uomo d’affari Igor Ashmanov e la cantante Yulia Chicherina sono intervenuti in merito alla guerra mediatica che ha investito la Russia.

Riuscire a scambiare quattro chiaccherare con i presenti al meeting è stato molto difficile: superare la voce di Kirkorov e i cori di tutti i partecipanti “Noi con Putin, lui è il nostro Presidente!”, non è impresa semplice.

“Posso chiederle perché è venuto?” ho chiesto a un uomo con del caffè ristretto in un termos e un amico dietro di lui ha spiegato sullo sfondo la bandiera tricolore.

Tra i numerosi striscioni allo stadio ce ne erano di molto simili con scritto “per il futuro della Russia!”. Ve ne erano altri invece meno inflazionati come “Borovsk con Putin!” “Rjazan’ è con Putin!”, “Pietroburgo con Putin!” oppure “Putin il migliore!”.

Una donna con indosso una giacca di montone regge un cartello scritto a mano veloce con un pennarello che recita: “Insegnanti con Putin”. “Siamo presenti come istituzioni! Scuola № 922, Rajon Ivanovskij. Per Putin!”

Non lontano dal palco balla una donna con un cappotto rosso e un berretto azzurro:

“Ha proprio una bella carica!” le ho detto.

“È la primavera!” mi ha risposto.

“Allora questo meeting?”

Ci hanno semplicemente detto ci sarebbe stato un concerto al Lužniki, credo sia per le elezioni. Siamo del distretto “Sokol’nik”. Lavoro all’ospedale come caposala, siamo venuti in 30, qui, oggi”.

Non lontano dalle transenne, a passo di danza, una ragazza con un cappello bianco urla qualcosa, in mano ha un cartellone “con Putin!”, “Il Presidente Putin è il mio migliore amico!” Raggiunta dai giornalisti ha aggiunto:

“Putin, io ti amo! La Russia domina il mondo!”

Una donna avvolta in un fazzoletto colorato e una bandierina “Putin  2018” tiene un manifesto con il volto e una citazione del Presidente: “Siamo pronti a intraprendere qualsiasi sfida del futuro e a vincerla”.

Sento che l’essere qui oggi è un mio dovere! Da cittadina del mio paese e della società, volevo esserci. La nostra patria è in pericolo,  ci è stata dichiarata guerra, una guerra ibrida. Se non fossi venuto sarei stato una disertore. Il nostro presidente è fantastico: intelligente, onesto e votato per la patria. Amo la gente così, io stesso aspiro a diventarlo. 

Una donna rivolta verso i gruppi di polizia, inizia a intonare i cori pro-putin.

All’uscita dello stadio sono sparse delle cucine da campo, si mangiano cereali e si offre del tè.  Solo in quell’occasione è stato possibile scambiare qualche parola con calma con i partecipanti al meeting.

“Ci è piaciuto molto il meeting, siamo degli insegnanti di Mosca, Scuola N°1468. Siamo con Putin. Quello che ci è piaciuto di più oggi è stato Denis Majdanov “dicono, canticchiando il suo pezzo.

Ad un tratto verso di noi si avvicina un uomo che tenta di strapparmi  dalle mani la telecamera. Non voleva che io riprendessi quegli insegnati presi a cantare.

Alla fine i presenti hanno iniziato a fotografarsi, ognuno con il proprio gruppo, con lo stadio di sfondo. Una delle ragazze appunto mi ha spiegato: “Così il governo saprà che noi c’eravamo!”.

Secondo i dati del МВД (Ministero degli affari interni della Russia) all’evento hanno partecipato più di 130.000 persone.

FONTE: Novaya Gazeta 03/03/2018 – Тraduzione di Federico Lattante

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Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all’Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l’ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.

Federico Lattante

Nato nel 1993 a Varese poi trapiantato in Salento. Ho conseguito una laurea triennale in Mediazione Linguistica all'Università di Bari e ora frequento il corso di laurea specialistica in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino. Prima di innamorarmi della letteratura e della lingua russa, mi sono innamorato di Anna Karenina, che durante l'ultimo anno di liceo ha occupato un posto fisso sul mio banco.