«È arrivato il nuovo Gogol’» 10 fatti su Fëdor Dostoevskij

La condanna a morte e i lavori forzati, romanzi travolgenti e il vizio della Roulette, manoscritti bruciati e “Il Giocatore” scritto in soli 26 giorni… ricordiamo alcuni fatti sorprendenti della vita di Fëdor Dostoevskij.

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Il monumento dedicato a Dostoevskij nella città di Dastoeva in Bielorussia, inaugurato nel 1995

La famiglia dei Dostoevskij

Da parte paterna lo scrittore trae le sue origini dalla famiglia nobiliare polacca dei Dostoevskij, la quale comandava il clan dei Radwan dal 1506. Si sostiene che il capostipite della famiglia fosse il Boiardo Danil Irtiš. Prese il villaggio “Dastoeva” situato in una zona paludosa della Bielorussia, da questo nome deriva il cognome dello scrittore. Fëdor Dostoevskij non sapeva nulla dei suoi antenati: la moglie dello scrittore, Anna Dostoevskaja, inziò a studiare l’albero genealogico della famiglia solamente dopo la sua morte.

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Manoscritti di Dostoevskij

Manoscritti perduti

Le prime produzioni di Fëdor Dostoevskij sono state dei lavori teatrali, che non si sono conservati sino ai giorni nostri. All’inizio del 1840, durante gli studi presso la scuola superiore di ingegneria di San Pietroburgo, lo scrittore novello lavorò su tre drammi: “Maria Stuart”, “Boris Godunov” e “Il giudeo Yankel”. Lesse i suoi primi brani al fratello Michail. Oggi si pensa che i manoscritti siano andati perduti.

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Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852)

Il nuovo Gogol’

Fëdor Dostoevskij scrisse il suo primo romanzo “Povera gente” nel 1845. Lo scrittore Dimitri Grigor’evič, che condivideva con Dostoevskij lo stesso appartamento, diede il manoscritto a Nikolaj Nekrasov. Questo lesse l’opera in una notte ed il giorno successivo portò il manoscritto a Vissarion Belinskij (noto critico letterario dell’epoca), descrivendo così lo scrittore: “E’ arrivato il nuovo Gogol’!” Più avanti Nekrasov pubblicò il romanzo nella sua nuova rivista letteraria “Raccolta Pietroburghese”.

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Esecuzione di condannati a morte

“Condanna a morte per fucilazione”

Così recitava la condanna che il tribunale militare emanò nei confronti di Dostoevskij per la sua affiliazione con “il circolo Petrasevskij”. Lo scrittore finì per prendere parte al circolo Petrasevskij durante la fine del 1840. Li venivano discusse molte questioni scottanti come l’abolizione della servitù della gleba, la libertà di stampa, le riforme. Fëdor Dostoevskij venne arrestato per aver letto pubblicamente la lettera proibita di Belinskij. La condanna a morte si rivelò una messa in scena, infatti venne comunicato ai carcerati solo all’ultimo momento che sarebbero stati mandati ai lavori forzati. I sentimenti di un uomo condannato a morte verranno descritti più avanti da Fëdor Dostoevskij nel suo romanzo “L’Idiota”.

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Il Vangelo di Dostoevskij, oggi conservato nel museo-appartamento dello scrittore a Mosca

Il Vangelo segreto

Dostoevskij venne inviato nell’isola di Omsk passando per la città di Tobolsk. Qui incontrò le donne dei decabristi deportati, come Josefina Muraveva, Praskowja Annenkowa e Natalja Fonvisina. Gli regalarono una copia del Vangelo, l’unico libro che era proibito nell’isola. Dostoevskij non se ne separò per tutto il corso della sua vita. Oggi il libro è conservato nel museo-appartamento dello scrittore a Mosca.

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Il quadro “Incoronazionedi Alessandro II” di Mihály Zichy (1857), oggi parte della collezione dell’Ermitage

“Davanti a noi c’è una nuova epoca”

Durante l’esilio Dostoevskij venne a conoscenza del decesso dell’Imperatore Nicola I e scrisse una poesia dedicata alla sua vedova, l’Imperatrice Alessandra Fëdorovna – “Sugli avvenimenti europei dell’anno 1854”, e perfino dei versi per l’incoronazione di Alessandro II – “Il primo luglio dell’anno 1855”, “Per l’incoronazione e la fine del mondo”. Nel giorno dell’incoronazione di Alessandro II nel 1856 venne concessa la grazia ai membri del circolo di Petrasevskij, però i versi fedeli verso il potere di Dostoevskij non vennero pubblicati durante la sua vita.

 

“Una nuova epoca è davanti a noi

Le speranze di una dolce alba

sorge vivamente davanti agli occhi

Benedicici o Signore, Zar!”

Fëdor Dostoevskij, versi tratti dalla poesia “Per l’incoronazione e la fine del mondo”

 

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Michaìl Dostoevskij (1820-1864), fu direttore responsabile di Vremja

 “Vremja” e “Epocha”

Fëdor Dostoevskij e suo fratello maggiore Michail (anch’esso scrittore) pubblicarono il giornale letterario-politico “Vremja” (il Tempo), e dopo la sua chiusura crearono il giornale “Epocha” (L’Epoca). Nelle pagine di queste pubblicazioni apparvero per la prima volta le opere “Umiliati e offesi”, “Memorie dalla casa dei morti”, “Una brutta storia”, “Note invernali su impressioni estive” e “Memorie dal sottosuolo”.

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Apollinarija Prokof’evna Suslova (1839 – 1918), scrittrice russa

Le passioni di Dostoevskij

Nel 1862 lo scrittore andò all’estero per la prima volta. Visitò Germania, Francia, Inghilterra, Svizzera, Italia e Austria. In Europa lo scrittore iniziò ad appassionarsi al gioco della Roulette, e poco dopo incontrò Apollinaria Suslova, moglie di Vasiliji Rosanov. Tra Dostoevskij e la Suslova scoppiò una breve ma intensa storia d’amore. Fëdor Dostoevskij descrisse questa esperienza amorosa nel romanzo “Il giocatore” e Apollinaria Suslova divenne il prototipo del personaggio di Nastas’ja Filippovna ne “L’Idiota”

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Il dipinto “I giocatori di carte” di Paul Cézanne, oggi è conservato nel Musée d’Orsay di Parigi

Un romanzo in 26 giorni

Fëdor Dostoevskij firmò un contratto a durata per la pubblicazione di un romanzo. Secondo le clausole di questo accordo, doveva presentare il nuovo romanzo entro il primo novembre del 1866. Se l’accordo non fosse stato rispettato, l’editore avrebbe acquisito il diritto di pubblicare tutte le opere dello scrittore gratuitamente per 9 anni.

Dostoevskij stava scrivendo appassionatamente “Delitto e Castigo”, quando si ricordò dei suoi obblighi contrattuali. Lo scrittore ingaggiò una stenografa professionista, Anna Snitkina. Utilizzando gli scritti dei suoi viaggi all’estero, le dettò il testo del suo nuovo romanzo “Il Giocatore” dal 4 al 29 ottobre. Riuscirono a consegnare l’opera entro la scadenza e dopo una settimana Dostoevskij chiese la mano ad Anna Snitkina, che era 25 anni più giovane dello scrittore.

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Manoscritto in fiamme

Dare fuoco

Fëdor Dostoevskij ha in comune con Nikolaj Gogol’ non solo metodi e soggetti letterari. Infatti, come il suo predecessore, Dostoevskij diede fuoco ai suoi manoscritti. Nel 1871, di ritorno dall’estero, lo scrittore bruciò le bozze de “L’Idiota”, “L’eterno marito” e “I Demoni”. Tuttavia sua moglie insistette ed ottenne che lo scrittore conservasse una parte delle bozze e dei brani dei suoi romanzi.

Dostoevskij e “Delitto e castigo”: lo scrittore ha terminato e riscritto più volte il romanzo. Al suo amico barone Vrangel, Dostoevskij ha scritto: «Alla fine di novembre molto era già stato scritto ed era pronto; ho bruciato tutto; ora lo posso confessare… mi è venuta in mente una nuova forma, un nuovo piano, e ho iniziato di nuovo».

 

FONTE: culture.ru, Traduzione di Giacomo De Carlo

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Innamorato di Dostoevskiij e del mondo post sovietico in tutte le sue sfaccettature. Ho iniziato a studiare russo all’Università Ca’Foscari nel 2013 e da quel momento questa lingua ha portato solo sorprese nella mia vita.
Grazie ad essa ho vissuto per 5 mesi a Vilnius per motivi di studio, per poi spostarmi nella caotica Mosca e qualche anno più tardi nella piovosa San Pietroburgo per poi andare a studiare in Siberia, a Novosibirsk. Mi sono avventurato fino a uno dei luoghi più incredibili della Russia: la regione di Altaj, spingendomi sino al confine con la Mongolia. Sogno un giorno di attraversare tutta la Russia in Transiberiana e di riuscire a vedere con i miei occhi, una delle meraviglie del mondo, il lago Baikal.

Giacomo De Carlo

Innamorato di Dostoevskiij e del mondo post sovietico in tutte le sue sfaccettature. Ho iniziato a studiare russo all'Università Ca'Foscari nel 2013 e da quel momento questa lingua ha portato solo sorprese nella mia vita. Grazie ad essa ho vissuto per 5 mesi a Vilnius per motivi di studio, per poi spostarmi nella caotica Mosca e qualche anno più tardi nella piovosa San Pietroburgo per poi andare a studiare in Siberia, a Novosibirsk. Mi sono avventurato fino a uno dei luoghi più incredibili della Russia: la regione di Altaj, spingendomi sino al confine con la Mongolia. Sogno un giorno di attraversare tutta la Russia in Transiberiana e di riuscire a vedere con i miei occhi, una delle meraviglie del mondo, il lago Baikal.