Nadežda Krupskaja, i fatti più curiosi

Molti pensano a Nadežda Krupskaja come alla sposa fedele e compagna di battaglie del capo della rivoluzione, Lenin. Ma di per sé la donna aveva una personalità molto originale e la sua biografia rivela molte sorprese.

Una ragazza con degli ideali

Nadežda nacque il 14 (26 secondo il vecchio calendario) febbraio 1869 a San Pietroburgo. Suo padre, il nobile decaduto ed ex tenente Konstantin Ignatevič Krupskij, fu uno degli ideologi  della Rivolta di Gennaio (insurrezione del popolo polacco contro il governo russo – NdT) nel 1863. Morì nel 1883 lasciando la famiglia priva di mezzi di sostentamento. Nonostante ciò sua madre, Elisaveta Vasil’evna, fu capace di dare a sua figlia un’istruzione prestigiosa nel ginnasio della principessa Obolenskaja. Dopo aver concluso con la medaglia d’oro la scuola di formazione per insegnanti, Nadežda entrò all’istituto femminile superiore “Bestuževskij”, ma non frequentò che un anno.

Nadežda Krupskaja

Fin da giovane era affascinata dalle idee di Tolstoj, poi del marxismo e della rivoluzione.  Per guadagnare qualche soldo dava lezioni private e insegnava inoltre gratuitamente alla scuola serale per adulti della domenica, frequentava il “circolo di marxismo” ed entrò anche a far parte de “l’Unione per la lotta di liberazione della classe operaia”.

Un matrimonio con le fedi di rame

L’incontro con Vladimir Ul’janov avvenne il 14 febbraio 1894. All’inizio lui era interessato ad un’altra, Apolinarija Jakubovona, alla quale fece anche una proposta di matrimonio che però quest’ultima rifiutò. Nadežda e Vladimir divennero presto intimi, anche se lei era più vecchia di un anno. Ma la loro storia si interruppe a causa dell’arresto della donna. Nel 1897 lei e altri membri dell’Unione furono allontanati da Pietroburgo. Alla fine sia Vladimir che Nadežda finirono in esilio nel villaggio di Šušenskij, in Siberia, dove nel luglio del 1898 celebrarono in maniera modesta il loro matrimonio. Nonostante fossero entrambi atei, la cerimonia ebbe luogo in chiesa con lo scambio di anelli fatti di monete in rame fuse. Era presente anche la madre della sposa. 

Inizialmente la famiglia di Vladimir si dimostrò abbastanza fredda nei confronti di Nadežda, che la considerava brutta, troppo “arida” e insensibile. Inoltre la sua salute, compromessa dal clima difficile di San Pietroburgo, dai suoi vari arresti e dalla tiroide, l’aveva evidentemente privata della possibilità di diventare madre. Ma la Krupskaja amava molto Lenin e si prendeva cura di lui in tutti i modi. Grazie a questo i rapporti tra lei e la famiglia del marito piano piano divennero più distesi. È vero che la donna non si distingueva certo per le sue doti da casalinga e tantomeno da cuoca, ad occuparsi della casa erano Elisaveta Vasil’evna e una quindicenne assunta per aiutarla. 

Lenin fu l’unico uomo di Nadežda? Dicono che in gioventù fosse corteggiata da un membro del circolo rivoluzionario gestito da lei, Ivan Babuškin. E in esilio, quando Lenin era lontano, si divertiva con un altro rivoluzionario, il bel Viktor Kurnatovskij…

Krupskaja e la famiglia Armand

Nel 1909, in Francia, Lenin incontrò per la prima volta Inessa Armand, la quale, oltre a condividere gli ideali della Rivoluzione, era anche una bella donna.  La Krupskaja a causa del suo ipertiroidismo non era molto affascinante, per i suoi occhi sporgenti suo marito la chiamava scherzosamente “aringa”. 

Sappiamo che nel 1911 fu la stessa Nadežda a proporre a Lenin il divorzio, evidentemente per la relazione amorosa di quest’ultimo con Inessa, ma invece che accettare, lui decise di rompere con l’amante.

La morte della Armand fu comunque un duro colpo per Lenin, il quale chiese a sua moglie di occuparsi dei figli della sua ex amante che erano rimasti in Francia. Nadežda tenne fede alla promessa, le figlie più piccole della Armand vissero addirittura per qualche tempo a Gorkij. In seguito però vennero rimandate all’estero. La Krupskaja mantenne con loro un rapporto epistolare per tutta la vita e addirittura chiamava “nipote” il figlio di una di queste.

Dopo Lenin

La carriera di Nadežda non terminò con la  morte di suo marito. Lavorò nel Comitato Nazionale della Cultura, fu tra i fautori dell’organizzazione dei pioneri,  scrisse molto libri e articoli riguardanti anche letteratura e pedagogia. Sebbene non avesse figli propri, la Krupskaja dedicò il resto della sua vita ai problemi della generazione futura, combattendo contro l’abbandono e il disinteresse verso i bambini. Criticò aspramente i metodi pedagogici di Makarenko (Anton Semenovič, importante pedagogista sovietico – NdT) e le favole di Čukovskij (Kornej Ivanovič, poeta e traduttore russo e sovietico, le sue storie in versi vennero vietate in epoca sovietica perché ritenute anticomuniste – NdT),  che secondo lei erano dannose per i piccoli… a seguito di ciò il poeta fu costretto a rinnegare pubblicamente le sue opere “ideologicamente dannose”.

Nadežda Krupskaja e Lenin

La torta di Stalin

I rapporti tra la vedova di Lenin e Stalin non erano semplici. Nadežda era contraria alla politica di terrore instauratasi nel paese. Difendeva addirittura la nuova opposizione di Kamenev, Bukharin, Trockij e Zinev’ev. Condannava le persecuzioni contro i figli dei cosiddetti “traditori della patria”. Si diceva che al XVIII congresso di partito volesse rendere pubblica una lettera scritta da Lenin poco prima della sua morte in cui proponeva come suo successore un candidato che non era Stalin. 

Il 26 febbraio 1939 Nadežda invitò degli ospiti ad Arkhangel’skoe per festeggiare il suo settantesimo compleanno. Stalin le mandò una torta. Tutti sapevano che la vedova non poteva resistere ai dolci. La sera si sentì male. Il medico arrivò solo tre ore e mezzo dopo e le diagnosticò una peritonite acuta. Venne portata all’ospedale troppo tardi e morì la notte stessa. 

Solo di recente ha iniziato a circolare la teoria che la torta di Stalin fosse avvelenata. Dicono che Iosif Vissarenovič fosse solito agire così, mandando in regalo dolci avvelenati a personaggi a lui scomodi. Ma d’altra parte l’appetitosa torta era stata mangiata anche da tutti gli altri. Forse è stato semplicemente il pranzo abbondante a provocare l’appendicite e il soccorso medico non è arrivato in tempo? 

In ogni caso l’urna con le ceneri di Nadežda ha un posto d’onore in una nicchia del muro del Cremlino. Sebbene lei, ovviamente, preferirebbe essere accanto al marito, che tutt’ora riposa nel Mausoleo.  

Fonte: russian7.ru – Traduzione: Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione.

francesca.loche@gmail.com

Francesca Loche

Nata a Cagliari, dove il sole splende 300 giorni l’anno, ha scelto Mosca con i suoi freddi e lunghi inverni come città adottiva. Attualmente insegna italiano presso l’università Higher School of Economics di Mosca, è interprete freelance e coltiva senza sosta le sue passioni per la Russia, i viaggi e la traduzione. francesca.loche@gmail.com