Tale governo, tali cittadini

Il pronipote di Stalin sogna una nuova Russia con il suo vecchio Leader
Il quadro di Vasilij Svarog «Il rapporto di Stalin sulla pubblicazione della Costituzione del 1936» (1938)

Ogni anno la figura di Josif Stalin preoccupa sempre di più i politici russi, i funzionari ed i semplici cittadini. Gli Stalinisti tentano di costruire monumenti dedicati a lui, i giornalisti e gli storici si scontrano negli studi, discutendo le sue colpe e i suoi meriti, mentre il Ministero della Cultura toglie la licenza per la distribuzione del Film Morto Stalin, se ne fa un altro. Si capisce, che i discendenti del Leader del popolo portino sulle loro spalle l’attenzione costante della società. Prima dell’anniversario della morte di Stalin, il 5 marzo, “Lenta.ru” ha parlato con suo pronipote, Jakov Džugašvili, riguardo il rapporto con il suo bisnonno, la sua concezione del mondo e su cosa ci sia bisogno di fare, affinché la Russia diventi finalmente uno Stato giusto.

“Lenta.ru”: Che ruolo ha avuto la figura di Stalin nella vostra famiglia? Parlava spesso della sua storia, di ciò che ha fatto, con suo padre?

Džugašvili: Stalin è sempre stato una figura centrale nella nostra famiglia. Più crescevo, tanto più erano proficue le nostre discussioni.

Suo padre ha detto, che il vostro bisnonno non trovava mai il tempo o la voglia di visitarlo. Non ne era deluso?

Mio padre, nelle sue memorie “Mio padre Stalin. Lui è un santo!” ricorda alcuni fatti, che gli sono occorsi nel corso dei suoi studi presso la Scuola Superiore militare Suvorov di Kalininsk. Andarono da lui due generali provenienti da Mosca, i quali erano interessati alla sua vita, alle sue condizioni di vita, agli studi e così via. Lo interrogarono dettagliatamente su tutto. Dopo la morte di Stalin, il Consiglio dei Ministri dell’Unione Sovietica stabilì per tutti otto i nipoti una pensione mensile di 1000 rubli fino alla fine degli studi universitari.

Quando ha scoperto per la prima volta chi era suo bisnonno? Dopotutto Stalin negli ultimi anni dell’Unione Sovietica era praticamente escluso dalle comunicazioni ufficiali.

La comprensione di queste cose non avviene in un giorno o in poco tempo. Credo di poter dire senza sbagliarmi di molto, che ancora adesso sono in una fase di comprensione di chi è stato Stalin e per cosa abbia vissuto. Non molto tempo fa, una cronista commentò la mia pubblicazione dicendo: “Basta con questo Stalinismo! Cercate di vivere finalmente un po’ per voi stesso!”. È difficile che la maggior parte di coloro, che si definiscono Stalinisti o semplicemente simpatizzanti di Stalin, possano capire così chiaramente l’essenza dello Stalinismo, come questa donna.

Allora cosa rappresenta lo Stalinismo?

Lo Stalinismo è quando vivi non per te stesso, per mangiare e poltrire, per la “semplice felicità dell’uomo”, ma quando vivi per il bene delle persone, per le generazioni future, per essere al servizio delle persone!

Perché chiamavano Stalin padre? Chi viene chiamato padre? Il padre è quella persona che non ha altri scopi nella sua vita, se non quello di prendersi cura della famiglia. Il senso della vita di Stalin è stato quello di servire il popolo sovietico, e come risultato dei suoi servizi, lui considerò la creazione di una società equa per il popolo sovietico: una società comunista.

Jakov Džugašvili

Lei si considera un comunista? Se sì, come si immagina una società comunista e l’organizzazione di uno Stato ideale?

Alcuni credono che il comunismo debba iniziare come risultato dello sviluppo delle forze produttive della società. Con queste parole, questi cittadini pensano al comunismo, non come a uno scopo, ma come a una conseguenza! Io ho un’altra concezione: il comunismo deve iniziare come conseguenza dello sviluppo delle persone e il comunismo deve essere lo scopo di tutte le persone, se esse sono persone e non animali.

Sostengo che il principio del comunismo sia “dalle possibilità di ciascuno, ai bisogni di ognuno”. Come si può stare con chi crede che il senso della propria vita sia consumare quanto più si può o, in parole povere, “mangiare e poltrire”? No, queste non sono persone, ma animali; mentre il comunismo è una società fatta di persone. Esso rappresenta l’uguaglianza per tutti i membri della società e non solo per i comunisti, in una società di questo tipo il governo serve tutta la società, non solo una qualche classe sociale.

Come è possibile secondo lei, far sì che il governo serva tutta la società?

Bisogna dare la possibilità a tutta la società di supportare e punire il governo; affinché il potere serva solo la società serve una comune. La legge “sulla responsabilità delle autorità” è la via al comunismo senza opposizione cittadina e spargimento di sangue. Mettetevi nei panni delle autorità. Tra sei anni vi giudicherà tutta la comune. Che tipo di società iniziate a costruire? Liberal-capitalistica? Così che un gruppetto di oligarchi vi voti, per fare di voi un eroe, mentre il popolo vi voti, per farvi avere una poltrona?

No, se il governo giudicherà tutti, allora i comunisti possono riposare, non saranno loro, ma il governo stesso ad iniziare a costruire il comunismo. Come? La legge sulla responsabilità delle autorità è l’inizio stesso della costruzione del comunismo. È l’inizio della costruzione del comunismo, a prescindere da quale sarà il rapporto tra le forze al potere nella Duma e chi sarà Presidente. E soprattutto, questa legge, è qualcosa che anche le masse possono capire facilmente. Essa rappresenta l’altruismo stesso di chi si prepara ad andare al potere e la prova di ciascuno di loro dell’essere comunisti.

Poi voglio ricordare che i miei amici, gli attivisti del gruppo a supporto dell’Iniziativa per il referendum per l’approvazione della legge «Sulla responsabilità delle autorità» Y. Mukhin, V. Parfenov, il giornalista di RBC A. Sokolov, il tenente colonnello dell’aereonautica K. Barabash sono stati arrestati nel luglio del 2015, e, dopo aver trascorso in carcere più di due anni, nell’agosto del 2017 sono stati condannati a 4 anni e mezzo di lavori forzati (a Y. Mukhin, a causa dell’età avanzata e avendo subito un’operazione al cuore, due mesi dopo l’arresto hanno mutato la pena, mettendolo agli arresti domiciliari).

Ora il candidato presidenziale del partito comunista Grudinin parla in maniera estremamente positiva di Stalin. Si esprime davvero sinceramente?

Grudinin è interessante, non perché parla di Stalin in maniera positiva, ma piuttosto perché è il candidato non solo del partito comunista, ma anche della larga coalizione delle forze nazionaliste della Russia; quindi non solamente della coalizione di sinistra. Finora non c’era ancora stato nella storia della Federazione Russa un candidato alla presidenza, che rappresentasse una così larga parte della società russa. Se non si considera illegale la partecipazione alle elezioni di O.S. Senin (2008) e B.S. Mironov (2014), allora al popolo fino adesso è stato permesso di scegliere solamente qualcuno da un numero ristretto di candidati.

Foto di Alexander Demianchuk – Reuters

Ora la situazione è completamente diversa: ai “rossi” e ai “bianchi” non importava dei loro disaccordi, che in generale fanno parte del passato e hanno potuto, davanti ad una minaccia comune fare fronte comune! Al governo attuale fa paura il popolo, quando è unito. Il governo non ha esitato ad usare anche i marxisti, i custodi della purezza del pensiero comunista, nel suo tentativo di dividere il popolo, a schierarsi a “sinistra” e “destra”.
Inoltre, Grudinin è un vero e proprio dirigente, che comanda nel settore economico, non è un funzionario di Partito, e dietro di lui ha una squadra di dirigenti come lui.

Secondo il suo punto di vista, ha dei difetti?

Io ho una lamentela da fare a Grudinin. Io credo che il candidato alla presidenza debba affrontare la questione: di che organo del potere diventerà capo in caso di vittoria? L’articolo 10 della Costituzione stabilisce la divisione del potere attraverso tre organi: legislativo, esecutivo e giudiziario, e l’articolo 80 stabilisce che il Presidente è il capo dello stato.
Eppure un tale organo come lo “Stato” non esiste in natura! Con questa domanda è necessario capire, almeno per lui, nel caso diventasse Presidente, chi sarà il suo subordinato e, quindi, a chi fare le domande.

Che rapporto ha con la religione? È l’oppio dei popoli oppure un’importante pratica spirituale?

Riguardo questa domanda, per me non è importante la religione stessa (i testi religiosi, i riti e così via), ma gli uomini di Chiesa – le persone reali. Quando la Chiesa si è schierata dalla parte della Monarchia nel febbraio del 1917, per il paese si sono diffusi episodi di violenza contro il clero. La gente compie atti violenti non contro la religione, ma contro specifiche persone. Per che cosa? Per meschinità, stupidità, noia, avarizia, avidità.
In altre parole, le persone odiavano il clero non per la loro religiosità o anti religiosità, ma per le loro qualità umane, o più precisamente, per la loro mancanza.

Cos’è cambiato nella Chiesa con l’affermazione del potere sovietico?

La Chiesa ha iniziato a SERVIRE il popolo! A prova di ciò, hanno iniziato ad interessarsi a settori come la scienza e l’agricoltura, raggiungendo risultati eccezionali in queste aree!

Costruzione del canale artificiale che unisce il mar Bianco al mar Baltico

Il governo di Stalin li ha fortemente incoraggiati. Personalmente ho imparato che tale è il governo — tali sono i cittadini. Se il governo serve il popolo, allora in questo stato tutti servono il popolo, anche gli uomini di chiesa. Il servizio di Dio non è niente, se non un servizio alle persone. Credo che gli uomini di chiesa nell’URSS di Stalin lo avessero capito.

Se viene giustificato il culto della personalità di Stalin, perché negare che è stato complicato? In seguito a cosa è nato questo culto, secondo lei? Oggi possiamo distinguere la figura di una persona reale dietro di lui?

Difficile far cambiare opinione sul culto della personalità di Stalin, a chi sa solo quello che fecero conoscere al mondo con il suo assassino, Kruscev. Voi personalmente vi fidate del parere dell’assassino, o della sua vittima? Lo stesso Stalin in un’intervista rilasciata allo scrittore tedesco Lion Feuchtwanger, commentò il fatto dicendo:

«…Non vorrei giustificare — giustificare è impossibile, ma spiegare umanamente — da dove provenga questo entusiasmo, così sfrenato, in aumento fino allo stucchevole, intorno alla mia persona. A quanto pare, noi siamo riusciti a risolvere il compito più grande nel nostro paese, per il quale generazioni di persone hanno combattuto per secoli. Una cosa molto grande — la liberazione dallo sfruttamento, e le masse la celebrano a modo loro. Tutto questo viene accreditato a me, certamente in modo erroneo; cosa può fare una persona? In me vedono un concetto collettivo e fanno crescere intorno a me un falò di estasi e speranze…»

Per concludere il tema del film sulla morte di Stalin – lei pensa, che abbiano fatto bene a togliere la licenza di distribuzione al film? Dove è la libertà di parola?

Diverte e rattrista pensare che questo film viene vietato da un governo per il quale lo stesso Stalin viene considerato peggio di Hitler. Evidentemente il governo non vuole che nessun altro, a parte esso, derida Stalin.

La libertà di parola, non significa essere liberi di parlottare, ma avere la possibilità di essere ascoltati. Allora verifichiamo con la nostra intervista, quanta di questa libertà di parola, della quale voi parlate, c’è e diamo ai lettori la possibilità di vedere il Trailer di un film su Stalin, il quale, secondo me deve essere girato e mostrato a tutta la popolazione della Russia e del mondo. Eccolo (Jakov Džugašvili indica il link al sito di Y. Mukhin)

Prima avete detto, che il governo attuale considera “Stalin peggio di Hitler”. Perché questa retorica, secondo il vostro punto di vista è vantaggiosa per il governo?

Quale era lo scopo principale di Hitler? La distruzione dell’URSS. I rappresentanti del governo attuale parlano allegramente della distruzione dell’URSS, alcuni sono perfino orgogliosi di aver preso parte attivamente a questo processo. Per questo la retorica.

Credete che ora abbia raggiunto il suo picco?

Si può pensare che sia così, ma nessuno lo sa con certezza.

Cosa si può fare, secondo lei, per ripristinare il buon nome del suo bisnonno?

Secondo me la cosa ideale da fare per ripristinare il buon nome di Stalin, sarebbe la comparsa in Russia, di un tipo di governo, che serva il suo popolo, che crei servizi, grazie ai quali ogni cittadino possa sviluppare ed esercitare al massimo il suo potenziale creativo, per il bene di tutta la Società.

Fonte: Lenta.ru, 05/03/2018 – di Michail Karpov, Traduzione di Giacomo De Carlo

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Innamorato di Dostoevskiij e del mondo post sovietico in tutte le sue sfaccettature. Ho iniziato a studiare russo all’Università Ca’Foscari nel 2013 e da quel momento questa lingua ha portato solo sorprese nella mia vita.
Grazie ad essa ho vissuto per 5 mesi a Vilnius per motivi di studio, per poi spostarmi nella caotica Mosca e qualche anno più tardi nella piovosa San Pietroburgo per poi andare a studiare in Siberia, a Novosibirsk. Mi sono avventurato fino a uno dei luoghi più incredibili della Russia: la regione di Altaj, spingendomi sino al confine con la Mongolia. Sogno un giorno di attraversare tutta la Russia in Transiberiana e di riuscire a vedere con i miei occhi, una delle meraviglie del mondo, il lago Baikal.

Giacomo De Carlo

Innamorato di Dostoevskiij e del mondo post sovietico in tutte le sue sfaccettature. Ho iniziato a studiare russo all'Università Ca'Foscari nel 2013 e da quel momento questa lingua ha portato solo sorprese nella mia vita. Grazie ad essa ho vissuto per 5 mesi a Vilnius per motivi di studio, per poi spostarmi nella caotica Mosca e qualche anno più tardi nella piovosa San Pietroburgo per poi andare a studiare in Siberia, a Novosibirsk. Mi sono avventurato fino a uno dei luoghi più incredibili della Russia: la regione di Altaj, spingendomi sino al confine con la Mongolia. Sogno un giorno di attraversare tutta la Russia in Transiberiana e di riuscire a vedere con i miei occhi, una delle meraviglie del mondo, il lago Baikal.