La Russia agli scarafaggi

*(in russo è il nome dello scarafaggio rosso è prusak”, plurale “prusskie” in forte assonanza con russi “russkie”, il titolo originario: “Rossija dlja prusskich”, N.d.T.)

Davvero è in corso uno spopolamento di scarafaggi o sono tutte supposizioni?

Si può certamente affermare che ci sia uno spopolamento in corso. Ma solo per l’occhio umano. Dal punto di vista biologico non esiste nessuna morte di massa degli scarafaggi. È vero, questi insetti hanno abbandonato la maggior parte degli appartamenti, ma da qualche parte sopravvivono e in qualche luogo sono tornati. Ciò non significa che gli scarafaggi accorrono nelle case “spalmate di miele”. Infatti non migrano solo verso altri appartamenti ma si stabiliscono nelle fogne, nei canali dell’acqua e nei collettori termici.

“Prusak”, ovvero lo scarafaggio rosso.

Allora la Russia è degli scarafaggi rossi? Ma ci sono altre specie di scarafaggi nel nostro Paese, a parte quelli rossi e neri?

In Estremo Oriente sono arrivati gli scarafaggi giapponesi, ma non hanno formato una popolazione stabile. Sono comparsi gli scarafaggi del Turkistan, ma anche a loro è andata male, non si sono trovati bene da noi.

Gli scarafaggi hanno iniziato a diffondersi nel mondo durante la Grande Migrazione, cioè si spostavano insieme alle persone. E così molti sono arrivati dall’Asia in Europa, in Russia e in America. Si sono poi adattati nei differenti Paesi e ora differiscono l’uno dall’altro come popoli diversi per abitudini, preferenze alimentari e climatiche.

In Russia, tra le specie sinantropiche di scarafaggi, cioè le specie che non vivono nella natura selvaggia ma vicino agli uomini, oltre a quelle due specie, ne esistono davvero poche altre. Ad esempio la blatta dei mobili, che è piuttosto rara. Ancora più raramente se ne trovano di nere. Inoltre, l’ultimo, lo scarafaggio americano, è grande, quasi cinque centimetri e scuro. Stranamente proprio di questa specie è pieno il centro di Mosca. Ovviamente non vivono negli appartamenti, ma sotto, nei canali di comunicazione e nelle fognature. Cioè, là dove c’è sempre disponibilità d’acqua ed è abbastanza caldo. Vivono anche qui nel nostro museo e negli hotel di lusso, al “Nacional’”, al “Metropol’” e nell’albergo “Moskva”.

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Infatti vivono come famiglie. E proprio per questa loro organizzazione di vita, se cercano continuamente di fuggire dall’uomo per non trovarsi in trappola, avrebbero bisogno di un individuo esploratore, come le formiche o le api.

La altre specie di scarafaggi non hanno una vera e propria organizzazione familiare, ma esiste un comportamento specifico. Sì, le api ad esempio hanno degli esploratori che vanno a cercare fonti di cibo e poi comunicano agli altri verso dove seguirle (tra l’altro questa informazione viene scambiata attraverso una danza). Anche le formiche hanno degli esploratori, dei raccoglitori, dei soldati. Questi fanno sapere ai loro congiunti dove andare per trovare cibo lasciando come dei segnali chimici sulla terra. Per gli scarifaggi funziona più o meno nello stesso modo tecnico ma con un altro significato. Gli scarafaggi maschi sono più attivi delle femmine, tra loro ci sono degli esemplari iperattivi, il cui comportamento somiglia a quello di un elettrone libero. Sono gli stessi che si muovono velocissimi per la cucina, come se volessero scappare, nascondersi ma non lo fanno, continuano a muoversi alla ricerca di cibo adatto. Ecco, anche loro lasciano dei segnali chimici, e gli altri maschi e femmine trovano il cibo seguendo le loro tracce. Ma questi scarafaggi furiosi non lo fanno di proposito, agiscono esclusivamente per se stessi. Da poco si è scoperto che anche le femmine sono egoiste. Quando vedono un’ovoteca, un sacchettino dove si trovano le uova, molte la abbandonano dove capita e proseguono, sono ragazze libere. Inoltre gli scarafaggi peccano di cannibalismo: mangiano i propri simili e non sopravvivono. Per fame possono divorare delle fragili larve o il cadavere di un loro simile; a volte i maschi si mangiano l’un l’altro. Non esiste una divisione territoriale di per sé, né una divisione in famiglie o gruppi, perciò gli scarafaggi possono reagire in modo diverso al comparire di un collega proveniente da un appartamento vicino. Possono fare amicizia e mettersi a fare banchetto insieme o può sorgere un conflitto. È possibile che i maschi si combattano tra loro e si ritrovino divorati. Sono insetti crudeli e non gli importa di nessuno.

E non hanno più bisogno dell’uomo, hanno lasciato gli appartamenti uno dietro l’altro come moscerini.

Aha, invece sembra che gli uomini ne sentano molto la mancanza, si preoccupano e si inventano spiegazioni assurde. Dicono che nelle città, con l’arrivo della linea telefonica e tutti i forni a microonde, si sia creata una rete di radiazioni. Ma sono tutte sciocchezze: innanzi tutto né i telefoni cellulari né i forni a microonde innalzano i livelli radioattivi, poi, anche se lo facessero, questo non intaccherebbe minimamente gli scarafaggi. Infatti possono tollerare un livello di radioattività che è da 6 a 15 volte superiore a quello tollerato dall’uomo. Nell’antichità, nel Giurassico, quando iniziarono a comparire i primi scarafaggi, il livello di radiazioni sulla terra era superiore di qualche punto rispetto a ora. Loro, alle radiazioni, si abituano.

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Impianti igienici tipici degli anni ’70 in Unione Sovietica

Esiste qualcosa a cui non possano abituarsi questi insetti invincibili?

È difficile ucciderli, è vero. Meglio il freddo della ciabatta. Nell’antica Rus’ li combattevano solo col freddo, d’inverno smettevano di accendere le stufe, aprivano tutte le finestre e le porte e per un giorno lasciavano tutto così. Sopportano il caldo solo fino a 55 gradi. Se i nostri scarafaggi fuggono dalle abitazioni non è per le radiazioni, i veleni, il freddo o il caldo, ma per il miglioramente delle condizioni di vita. Ricordiamoci che gli scarafaggi sono usciti dalle case quando la gente ha cominciato le ristrutturazioni edilizie in massa e sono stati montati impianti sanitari nuovi. Infatti per gli scarafaggi l’importante è che ci sia una fonte costante di acqua e una temperatura moderatamente calda. La fonte non è la brocca con l’acqua che resta in cucina all’aria aperta, e se vanno tutti in cucina non è per la pozza d’acqua, ma a causa degli scarsi impianti igienico-sanitari per cui sotto il lavandino ci sono perdite. Questo accresce l’umidità della casa e permette la crescita della muffa che gli scarafaggi amano. Le persone non sanno davvero come liberarsi degli scarafaggi in casa. La morale della favola è questa: se vi siete accorti che gli scarafaggi sono comparsi in casa e non volete convivere con loro, è il momento di cambiare gli impianti igienico-sanitari o di ristrutturare.

[…]

In generale il danno o il profitto è un concetto non biologico ma sociale. Che cosa sono i cosiddetti insetti nocivi? Va bene se parliamo dei parassiti che ci infastidiscono e possono contagiarci con qualcosa. Ma non è stato ancora dimostrato che gli scarafaggi portino, per dire, infezioni. È vero, in alcune occasioni sulle loro zampe sono state trovate larva di vermi e alcuni batteri nocivi, eppure molti di noi hanno convissuto a lungo o vivono tuttora con gli scarafaggi, e di questa vicinanza non è ancora morto nessuno.

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Fonte: Expert.ru, 2014, di Alena Lesnjak. Tradotto da Marta Natalini

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Sono nata a Recanati. Mi sono laureata in Lingua e letteratura russa all’Università di Macerata. Ho trascorso un periodo a San Pietroburgo e ho vissuto a Lipsia. Con la lingua russa è stato “amore al primo suono”. Da allora grazie ai viaggi e alla letteratura, alla musica e a fortunati incontri ho continuato ad osservare e seguire la Russia, con le sue contraddizioni e il suo fascino. Partecipare a questo progetto significa per me avvicinarla sempre un po’ di più, parola dopo parola. Nella vita insegno, traduco e scrivo canzoni.

Marta Natalini

Sono nata a Recanati. Mi sono laureata in Lingua e letteratura russa all'Università di Macerata. Ho trascorso un periodo a San Pietroburgo e ho vissuto a Lipsia. Con la lingua russa è stato "amore al primo suono". Da allora grazie ai viaggi e alla letteratura, alla musica e a fortunati incontri ho continuato ad osservare e seguire la Russia, con le sue contraddizioni e il suo fascino. Partecipare a questo progetto significa per me avvicinarla sempre un po' di più, parola dopo parola. Nella vita insegno, traduco e scrivo canzoni.