Come la Russia può rispondere in modo intelligente e doloroso alle sanzioni

La Duma di stato ha preparato il progetto di legge “Sulle misure di azione (contromisure) nei confronti delle azioni non amichevoli degli Stati Uniti d’America e (oppure) di altri stati stranieri” che verrà esaminato a maggio.

Quanto proposto dai nostri legislatori con tale progetto di legge è vantaggioso per la stessa Russia e come le contro sanzioni funzioneranno realmente?

L’obbiettivo del progetto di legge è la difesa degli interessi e della sicurezza della Russia, il diritto e la libertà dei suoi cittadini, un avvertimento e una azione cautelare nei confronti delle azioni illecite e non amichevoli degli USA e di altri stati stranieri. Con questi ultimi si intendono quei paesi che si sono uniti alle azioni USA e che hanno introdotto delle sanzioni contro la Russia.

Il progetto di legge definisce un elenco generale di misure e dà pieni poteri al governo e al presidente per una loro concreta attuazione.

Quali sono queste misure?

La possibilità di vietare l’importazione di alcolici e tabacchi, di software e attrezzature tecnologiche. Limitazioni per gli stranieri nel settore atomico, in quello dell’ingegneria aerea, nel settore dei missili a propulsione. Aumento dei dazi per il servizio di aeronavigazione da parte dei veicoli aerei stranieri per l’utilizzo dello spazio aereo russo ed anche l’introduzione di limitazioni per le persone straniere che forniscono servizi di consulting, auditing e giuridici.

Tuttavia tutte queste misure certamente legittime difficilmente porteranno seri danni all’economia dell’occidente. Tutto sta nel fatto che la Russia non rappresenta per gli USA un partner commerciale di importanza critica. Secondo i calcoli di Rusprodsojuz nel 2017 gli USA hanno portato in Russia prodotti alimentari (incluso alcool e tabacchi) per 300 milioni di dollari: si tratta in tutto di circa il 2,5% del costo di tutto l’import del paese.

Medicinali: come non spararsi sul piede da soli

Insieme a queste misure, il progetto di legge contiene disposizioni abbastanza discusse che riguardano il divieto di importazione di medicinali stranieri.

Nel progetto di legge è indicato che il divieto (limitazione) dell’import di medicinali si concretizza per un elenco di medicine e farmaci decisi dal governo russo. Il divieto non si estende ai medicinali e farmaci di cui non vi è una analoga produzione nella Federazione Russa e (oppure) in paesi stranieri.

A tal riguardo nella legge non viene chiarito il concetto di “analoga”. Questo fa sollevare delle questioni legislative: con l’introduzione dei divieti verrà presa in considerazione la qualità dei farmaci o a questi verranno equiparati anche i cosiddetti farmaci generici? Infine, molte persone hanno una intolleranza ai componenti dei farmaci i quali agiscono proprio come l’originale.

Cosa fare con coloro che soffrono di diabete e che dipendono dall’insulina? Formalmente tale farmaco viene prodotto in Russia ma fino ad oggi il mercato rimane dipendente dalle forniture straniere.

Infine la contrazione della scelta dei medicinali porterà ad una diminuzione anche della concorrenza e, di conseguenza, ad un aumento dei prezzi e ad una diminuzione della qualità dei medicinali. Che senso ha prendersi la briga se i tuoi prodotti sul mercato dei medicinali non hanno concorrenti stranieri?

Con il divieto del formaggio straniero, dei prodotti di carne e altri simili si può effettivamente vivere e far sviluppare la produzione, ma i medicinali sono una questione completamente diversa. E’ un mercato molto più ristretto e di alta tecnologia.

Ci si immagina che nelle sanzioni non rientrino in alcun caso i medicinali di importanza vitale e che nella legge vi sia applicata una formula che garantisca il rifiuto solo di quelle medicine la cui importazione è sostituibile con prodotti di piena qualità.

I marchi: come non violare le convenzioni internazionali

Non poco stupore ha creato anche il punto del progetto di legge che prevede l’esaurimento del diritto esclusivo dei marchi in relazione alle merci presenti sull’elenco deciso dal governo russo e i cui titolari del copyright siano cittadini statunitensi.

Traducendo dalla lingua giuridica, con il progetto di legge si propone di privare il diritto alla difesa dei marchi appartenenti a stranieri. In tal modo sul territorio russo chiunque lo desideri potrà mettere sui propri analoghi prodotti tali marchi o importare dall’estero merci contraffatte.

In primis non bisogna dimenticare che la Russia fa parte della Convenzione di Parigi e dell’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale e di molte altre convenzioni internazionali che obbligano alla difesa dei marchi commerciali stranieri. Ecco che quindi in questo caso è necessario denunciare gli accordi internazionali ma di ciò non si fa cenno nella legge.

Altra cosa non molto chiara è come funzionerà la legge. “Noi stessi potremo produrre quelle merci, se siamo in possesso delle tecnologie, senza l’autorizzazione dei titolari del copyright.. Cioè noi diamo un pugno allo stomaco agli americani dato che tutti i successi e soprattutto il dominio del mondo anglosassone, del mondo occidentale, vengono garantiti proprio dai diritti di proprietà intellettuale e noi diamo un colpo a questo diritto” ha chiarito Mihail Emel’jankov primo vice presidente del comitato della Duma di stato per le costruzioni statali e per la legislazione.

Quali tecnologie a marchio estero possiede la Russia? Possiamo, ad esempio, copiare gli Iphone o i computer? Vi è l’impressione che la legge sia stata presa dall’esperienza della Cina, dove realmente sono stati copiati i marchi stranieri, dove vi è tutto il necessario per la produzione di tali merci, perchè proprio questa è la loro direzione.

Prendiamo degli esempi ancora più verosimili sull’utilizzo dei marchi commerciali stranieri. Ad esempio è a tutti nota la marca di limonata americana o del cioccolato. Mettiamo il caso che domani queste inizino ad essere prodotte in Russia da chiunque ne abbia voglia. Alla fine i consumatori saranno solamente confusi, il valore del marchio commerciale crollerà dato che al posto del prodotto aspettato il consumatore riceverà una cosa completamente diversa e tutti sapranno che il produttore è diverso.

Non si avrà quindi l’effetto di ricavare un grande vantaggio ma solo quello di danneggiare i produttori stranieri che lavorano in Russia. Detto questo non si deve dimenticare che nelle loro aziende lavorano decine di migliaia di persone: dove le metteremo queste persone se il proprietario del marchio commerciale a causa delle perdite decida di diminuire il personale? Difficilmente gli autori del progetto di legge hanno pensato a queste conseguenze.

Far male all’Occidente

Cosa fare quindi, come rispondere alle azioni dell’Occidente affinché questi se ne penta ma senza farsi male da soli? Il problema sta nel fatto che noi proviamo sempre a battere l’Occidente sul campo economico e cioè laddove le forze della Russia e dell’Occidente sono impari in partenza. A disposizione dell’Occidente sono concentrati tutti i mercanti di distribuzione, la valuta mondiale e la produzione. Infine, noi fino ad ora conserviamo risorse monetarie nei portafogli statali USA. A queste condizioni tentare di rispondere proprio come desidera l’Occidente, ovvero esclusivamente con divieti economici, è controproducente: non arrecheremo un danno concreto ma anzi noi stessi ci sottoporremo a ingiustificate restrizioni. Bisogna agire in modo più intelligente.

Per l’Occidente è molto più pericolosa una opposizione politica strategica, una complessa strategia di contrasto e non i divieti all’importazione di alcool.

Si tratta di un pezzo di strategia sovietica la quale sottintendeva la creazione di una tensione geopolitica, di un sostegno all’opposizione comunista nei paesi dell’Occidente, diversi colpi ai punti problematici e alle zone di influenza dell’avversario: tutto ciò obbligava l’Occidente a spendere risorse per “tappare buchi”.

La Russia deve imparare a cercare i punti deboli dell’avversario e assolutamente a contribuire alla moltiplicazione dei suoi problemi, arrecare danno alle zone di influenza straniera dell’Occidente ed anche nello stesso territorio del nemico sostenendo, ad esempio, il diritto delle nazioni all’autodeterminazione e in generale a far tutto ciò che porta instabilità.

Ad esempio: non vi è alcun senso per la Russia nel sostenere le sanzioni contro la Corea del Nord se con questo stato ci troviamo nella stessa “lista di nemici” degli USA. Non bisogna aiutare gli USA a soffocare qualcuno con le sanzioni dato che la prossima volta saremmo noi stessi ad essere soffocati.

Ma all’inizio la Russia deve finalmente abbandonare la falsa speranza che con l’aggressore ci si possa mettere d’accordo (l’esperienza di decine di stati bombardati e imbrogliati testimonia il contrario) e elaborare invece  una strategia a lungo termine la quale a livello ufficiale riconosca l’opposizione con l’Occidente e sceglierà i modi più efficaci per combattere.

Da una semplice reazione al lassismo dell’avversario bisogna prendere l’iniziativa e iniziare ad agire d’anticipo.

Fonte Ria.ru 17/04/18 Articolo di Il’ja Remeslo, Traduzione di Antonino Santoro

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Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa.
antosha87sr@gmail.com

Antonino Santoro

Traduttore, Collaboratore. Mi sono unito al progetto di RIT per la mia passione verso la traduzione e la lingua russa. antosha87sr@gmail.com